Puntata: 10 Combattere il Khat i l’Alcol



New Page 1

 

Puntata: 10

Combattere il Khat i l’Alcol

 

In Nome Di Allah Il Compassionevole Il Misericordioso

 

   

Lode ad Allah Signore dei mondi e la benedizione e la pace sul Profeta.

Nella scorsa puntata abbiamo parlato dell’assunzione della responsabilità, e abbiamo spiegato perché i giovani non possono assumerla, anzi perché addirittura ne hanno paura. Abbiamo detto anche che il nostro obbiettivo è quello di formare una nuova generazione in grado di  assumere in pieno le proprie responsabilità. La responsabilità, e questo è da prendere sempre in considerazione, riguarda  cinque cose:

 

1-     Te stesso.

2-     La tua famiglia.

3-     Il tuo lavoro.

4-     Il tuo paese.

5-     L’islam e l’intera terra.

 

Tutti saremo interrogati sulle condizioni della terra il giorno del Giudizio, delle condizioni dell’islam e dei nostri paesi! Immagina come sarà quel giorno la tua risposta ad Allah, gloria a Lui l'Altissimo.

Non sarà accettato rispondere: “facevo la preghiera e il digiuno” senza avere avuto nessun interesse nelle condizioni dell’islam e della terra. Saremo chiesti perché non abbiamo provato a migliorare le cose finché potevamo farlo. 

La terra intera appartiene ad Allah l'Altissimo e chiunque si impegni a migliorarla, Allah gli darà una grande  ricompensa, lo aiuterà e lo onorerà.

 

Tutti siamo responsabili, ed è ciò che abbiamo delucidato nell’ultima puntata. Abbiamo anche sottolineato la necessità di mettere in pratica questa responsabilità e di non limitarci solo alle parole e ai consigli. Solo in questo modo saremo in grado, passo dopo passo, di distruggere la catena dell’irresponsabilità.

 

Questa settimana metteremo in pratica  i concetti e le proposte teoriche perché la soluzione è nelle nostre mani ed è realizzabile. Realizzabile tramite la partecipazione nel progetto di lotta contro i cinque narcotici: il fumo, il narghilè, il khat, l’alcol e la droga.

Nella seconda puntata, del ciclo della responsabilità, abbiamo già trattato due di questi, ovvero il fumo e il narghilè. Abbiamo proposto il seguente per combatterli:

1-     Bandire lo slogan del divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici.

2-     Nei luoghi privati come le case, pregare la gente di non fumare dentro perché ciò danneggia i bambini e le donne.

3-     Lo stesso vale per i mezzi di trasporto e i luoghi di lavoro. Chi desidera fumare deve farlo lontano dagli altri per non recargli danno. 

4-     Attaccare dei cartelli con la scritta: “No al fumo nei luoghi pubblici…Non danneggiarci con il tuo fumo”.

5-     Rifiutare il narghilè come fulcro della nostra vita sociale. È inconcepibile pensare che sia necessaria la presenza del narghilè per creare un’atmosfera gradevole durante i nostri incontri con parenti o amici.  E se proprio ci tieni, allora fumalo da solo così non nuoci agli altri.

6-     Sensibilizzare i fumatori dandogli consigli e ricordandogli i danni che il tabacco causa alla salute e lo sperperamento dei soldi che esso rappresenta ecc.

 

Questi erano i nostri compiti per la scorsa settimana, in questa puntata mostreremo i risultati ottenuti. I primi risultati, di cui citerò alcuni, ci fanno ben sperare:

 

1-     Ci siamo messi d’accordo la settimana scorsa di scaricare e distribuire il documento audio sulla nocività del fumo, disponibile sul sito, a tutti i nostri conoscenti. Nel giro di sei giorni il file è stato scaricato 75000 volte; questo significa che 75000 uomini e donne hanno collaborato in questo progetto, ed ognuno di loro ha fatto cinque copie del documento perché la diffusione sia rapida. È uno sforzo impressionante. Anche se 75000 di per sé è una cifra  esigua,  noi ringraziamo Allah e chiediamo che si faccia di più. 

2-     Il sondaggio sul narghilè è stato stampato 50000 volte.

3-     Un’altra bella notizia è arrivata dall’Egitto dove il ministero della salute ci ha chiesto una copia del documento contro il fumo per poterlo distribuire nei centri giovanili e nelle diverse sezioni del ministero.

4-     Il ministro della salute egiziano ha vietato il fumo in tutte le sezioni del ministero, l’importante adesso è che questa decisione venga eseguita dai cittadini.

5-     Il quotidiano ALAHRAM ha pubblicato il 17 aprile 2004 la notizia che un gruppo di Ulema e di medici organizzeranno in diversi club e centri giovanili egiziani delle conferenze per lottare contro la tossicodipendenza.

6-     Il centro culturale egiziano in Ucraina ha scelto la lotta contro i narcotici e la tossicodipendenza come tema principale per tutti i sermoni del venerdì delle prossime settimane, inoltre distribuirà il documento audio alla comunità musulmana in Ucraina.

7-     Il presidente dell’associzione egiziana per la lotta contro il fumo ha scritto un articolo, sul giornale “AL-AHRAM” del 15 aprile 2004, intitolato “Questo narghilè, lo odio” in cui ha ricordato che il narghilè contiene 50 sostanze cancerogene. Sempre nell’ambito della lotta contro il  narghilè e il fumo, un gran numero di articoli è stato pubblicato.

8-     Il quotidiano giordano  “AR-RAY” ha organizzato un campagna contro il fumo nei mezzi di trasporto. A seguito di questa il ministero dei trasporti giordano ha pubblicato un comunicato vietando il fumo in tutti i mezzi di trasporto pubblico e precisando che chiunque violerà questa norma sarà multato.

9-     Abbiamo ricevuto per posta elettronica migliaia di messaggi da giovani, uomini e donne, che dicono di aver smesso di fumare e questo è un buon risultato che dimostra l’interazione positiva della gente con noi anche se la campagna ha per obbiettivo principale vietare il fumo nei luoghi pubblici.

10- Molte caffetterie in Giordania, Siria ed Egitto, tra cui la più grande caffetteria in Alessandria, ci hanno informato di aver smesso di offrire il narghilè nei loro locali, ed hanno appeso dei cartelli con la scritta: “non offriamo il narghilè”, anche se il reddito del narghilè rappresentava il 40% dell’incasso totale per loro.

11- Due bambini di tredici anni, hanno scritto una lettera al ministero della salute degli Emirati Arabi in cui chiedono di intervenire nelle scuole per vietare agli allievi di fumare.

12- Un bimbo che frequenta la quinta elementare, ha avuto un’idea ingegnosa per far smettere il suo papa di fumare: tutte le volte che il padre accendeva una sigaretta, il piccolo bruciava una banconota del famoso gioco Monopoli. Quando il suo papa gli ha chiesto il perché, egli ha risposto “faccio esattamente ciò che fai tu, papa”. Questo signore ci ha detto che ha smesso di fumare grazie alla lezione del figlio, e ci ha ringraziato per questa campagna.

 

I risultati, grazie ad Allah, ci fanno ben sperare, però le cifre devono essere raddoppiate perché la nostra campagna contro questi vizi sia efficace. Facciamo del nostro meglio per raggiungere il nostro scopo, cioè essere responsabili.

 

Un gruppo di 20 studenti di un’università egiziana, che hanno seguito il programma dal suo esordio e che si sono sentiti responsabili, hanno deciso di contribuire nel miglioramento del loro paese. Hanno cercato un quartiere povero e carente di tante risorse e l’hanno trovato nella vecchia Cairo. Dopo di che si sono divisi in gruppi di tre e ogni gruppo ha preso l’impegno di migliorare un quartiere.

 

Il loro obiettivo iniziale era di ottenere la fiducia degli abitanti per usufruire ulteriormente della loro collaborazione. I risultati erano straordinari. Hanno, fra altro, fornito medicine, vitto ed indumenti  ai bisognosi. Si sono incaricati di alcuni casi sociali di orfani e vedove (di numero 56), oltre ai loro tentativi di migliorare lo stato delle infrastrutture del quartiere. Tutto ciò è stato realizzato da soli venti giovani ragazzi. Immagina come sarà grande la ricompensa di Allah l'Altissimo per loro.

 

Guardiamoli  insieme all’opera, è un bel incentivo per noi per compiere delle belle imprese. 

Assumiamo la responsabilità della nostra religione, dei nostri paesi e della nostra terra. Dobbiamo sempre ricordarci che Allah ci giudicherà per questo.

E adesso continuiamo la nostra campagna contro gli altri narcotici.

Il Profeta in un suo Hadith dice: “Ciò che nuoce ai figli di Adamo, nuoce anche agli angeli”. Perciò gli angeli non sono presenti nei luoghi dove si fuma, i demoni invece sì. Ditemi, perché nuociamo agli angeli?

Sapete che costruire dei palazzi e delle fabbriche è molto più facile di ciò che stiamo facendo noi? Infatti, noi stiamo cercando di cambiare le brutte abitudini delle persone e quindi anche le persone. Il nostro è un tentativo di far rinascere la Umma che  richiede veramente uno sforzo straordinario da non sottovalutare. Lo sforzo di una persona in questo caso equivarrebbe a quello fornito da dieci. Il Corano dice a questo proposito quel che può essere tradotto come: “Venti di voi pazienti, ne domineranno duecento.” (TSC[1]- sura VIII, versetto 65). Un mussulmano da solo può battere dieci persone nel migliore dei casi e nel caso peggiore ne batte  due.

 

Sapete ciò che è successo a Amr Ibn Al-Aass quando mandò a Omar Ibn Al-Khattab chiedendo un rinforzo di 4000 uomini per conquistare l’Egitto? Il califfo Omar gli mandò quattro uomini solo. Stupito, Ibn Al-Aass mandò di nuovo a  Omar dicendo “ho bisogno di 4000 uomini, perché mi hai mandato solo quattro?”. Arrabbiato, il califfo rispose: “ti ho mandato quattro uomini ma ciascuno di loro vale mille”. “Come?” chiese Ibn Al-Aass. “Per Allah” disse Omar “la voce di Al-Qaaqaa Ibn Amr (uno dei quattro uomini) è meglio di mille uomini nel campo di battaglia”.

 

La battaglia iniziò ed i musulmani, bloccati da una fortezza che non riuscivano a conquistare, cominciavano a  perdersi d’animo. In quei momenti di crisi Al-Qaaqaa cominciò a gridare fortissimo: “Allahu Akbar -Allah è il più Grande-”,  il che rincuorò i mussulmani e sconvolse i nemici. I musulmani riuscirono a conquistare la fortezza e vincere la battaglia. Ibn Al-Aass pianse e disse: “Ha ragione Omar, egli conosce meglio i suoi uomini, quel uomo veramente vale mille”.        

Abbiamo bisogno di tali persone che incoraggiano gli altri ad andare avanti.

 

Ora torniamo al nostro progetto che riguarda gli altri narcotici e cominciamo con il khat[2]. Il khat è un’erba simile alla malva, che viene masticata per ottenere un succo che procura un senso di euforia, vigore ed energia. Gradualmente però, questa sensazione si trasforma in affaticamento fisico e mentale, angoscia ed avversione verso ciò che c’è intorno. Quest’erba viene utilizzata in diversi paesi arabi da circa 18 milioni di persone con una media di masticazione di cinque ore al giorno.

 

Ci può essere un disaccordo fra gli Ulema quanto all’illecita del Khat, però ciò che mi preme di più è sottolineare che ci sono tre milioni di persone che masticano quest’erba quotidianamente per due dollari. Sapete a questo punto quanto spendiamo ogni giorno per il khat? 6 milioni di dollari! Mi chiedo come possiamo incontrare Allah e cosa Gli diremo di questo. Una tale somma potrebbe essere utilizzata nella costruzione di ospedali, nelle cure dei musulmani, la loro istruzione oppure per migliorare le loro condizioni.

 

Immagina, cinque ore per tre milioni di persone, vuol dire che spendiamo quindici milioni di ore solo per masticare un’erba. Sono quindici milioni di ore che ritardano lo sviluppo dell’Islam. Purtroppo, certe persone dicono: “è proprio quell’oretta che passo per esempio alla caffetteria che impedirebbe il progresso dell’Islam?” ecc ma cosa diresti ad Allah l'Altissimo a proposito del tempo che perdi?

 

Sapete che la coltivazione del khat, in alcuni paesi, necessita ottocento milioni metri cubi d’acqua? Cosa faremo se la collera di Allah impedisce la pioggia? Allah dice quel che può essere tradotto come: “Cosa  credete? Se la vostra acqua rientrasse nelle profondità [della terra], chi vi procurerebbe acqua sorgiva?” (TSC- Sura LXVII, versetto 30).

 

Come sarà la condizione della nazione con dei padri che passano cinque ore lontani dalla moglie e dai figli per masticare il khat anzi come sarà con anche questi ultimi dedicati per così tanto tempo a questa banalità. Secondo voi Allah sarà contento di questo tipo di comportamento? Accetterà che si accumulino le preghiere con l’unico motivo di masticare dell’erba nociva?

Sapete che la coltivazione del khat richiede l’utilizzo di 320 insetticidi contribuendo così alla diffusione dei tumori e delle cirrosi  epatiche. Allah l'Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “non uccidetevi da voi stessi” (TSC- Sura IV, versetto 29).

 

Il profeta dice: “Il giorno del giudizio nessuno può muoversi d’un passo prima di aver risposto a quattro domande: la sua vita e in cosa l’ha passata, la gioventù e come l’ha sfruttata, il denaro e come se l’ha guadagnato e in cosa l’ha speso e del suo sapere e come l’ha utilizzato”.

Perché non avvertiamo l’altro quando lo vediamo fare ciò che gli nuoce? Perché non proviamo a diffondere il bene in questa terra?

Dobbiamo pentirci e tornare ad Allah perché non saremo in grado di parlarGli il giorno della Resurrezione quando ci chiederà di giustificare la nostra negligenza.

 

Ora torniamo al progetto di questa settimana: Impedire il consumo del khat da parte dei bambini e dei giovani. Se non possiamo salvare la vecchia generazione ci può essere speranza per la nuova. Quindi bisogna fare il seguente:

1-     I genitori, pure quelli che lo utilizzano, devono avvertire i figli della pericolosità del khat. Essi devono anche  insistere nel fargli capire che ciò che fanno loro è assolutamente sbagliato e perciò non vogliono che i figli rifacciano lo stesso errore, anzi peccato. Così almeno si salvano i figli e magari anche i genitori vengono perdonati per questa buona azione.  

2-     Tramite gli studenti, bisogna bandire nelle scuole e le università questo motto: “il khat non costruisce la vita, non costruisce la nazione musulmana. Il Khat le distrugge”. Noi vi aiuteremo in questo sul nostro sito www.amrkhaled.net

3-     Insistiamo sul fatto che il khat non deve circolare fra i giovani e che non deve pervenire a loro.

4-     Noi, genitori, insegnanti, studenti che non consumiamo il khat facciamo del nostro meglio per la campagna straordinaria: “la prossima generazione è una generazione senza khat”.

5-     Come sussidio per la campagna mostreremo che il khat è illecito, almeno dal punto di vista della costruzione della vita, faremo degli studi e dei censimenti sul suo consumo e spiegheremo come pentirsene ad Allah l'Altissimo.

 

Quindi il nostro piano è:

l’obbiettivo: assumere la responsabilità.

Il progetto:

-         la lotta contro i cinque narcotici. Vi aiuteremo con il documento audio che speriamo riuscirete a distribuire al più grande numero possibile di persone.

-         Il narghilè: rifiutiamo che sia l’asse della nostra vita sociale.

-         Rifiutiamo il fumo nei luoghi pubblici, diamo consigli agli altri e brandiamo i nostri slogan al riguardo dappertutto.

-         Rifiutiamo la propagazione del khat tra i giovani. È disponibile sul sito un documento a questo proposito, stampatelo e distribuitelo al più grande numero di persone possibile come abbiamo fatto con il tabacco e il narghilè.

 

Questo è il progetto per il khat. Vorrei sottolineare che esiste uno stretto rapporto tra il narghilè e il khat che si è purtroppo diffuso perché certe persone hanno preso spunto da esso per costruire la loro vita sociale. In qualsiasi incontro fra parenti o amici, il khat doveva essere presente finché è diventato un elemento essenziale per i loro legami sociali proprio come il narghilè.

Il narghilè comunque è più pericoloso perché rappresenta la scorciatoia  verso la tossicodipendenza.

 

Qual’è la soluzione?

Potete cominciare scaricando il documento audio dal sito. Combatteremo i tre vizi insieme, il tabacco, il narghilè e il khat. Dobbiamo fare del nostro meglio perché siamo responsabili gli uni degli altri.

Allah l'Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Fermateli, devono essere interrogati” (TSC- Sura XXXVII, versetto 24), cioè saremo interrogati prima di accedere al Paradiso o all’Inferno. Cosa diremo ad Allah il giorno del giudizio? Tu che stai zitto e pensi sempre: “questo non mi riguarda”. Cosa Gli dirai, tu che non ti sei assunto le tue responsabilità? Non hai sentito il versetto coranico che dice quel che può essere tradotto come: “per il tuo Signore, tutti li interrogheremo a proposito di quello che facevano. Proclama con forza quello che ti è stato ordinato …” (TSC- Sura XV, versetti 92-94), che significa muoviti, assumi la responsabilità, devi arrivare al punto che fai delle crepe nei muri e  dei cambiamenti nel mondo con il tuo vigore e le tue azioni.

 

Permettetemi di raccontarvi una storia sull’assunzione della responsabilità. È la storia di Assaad Ibn Zorarah accaduta nel periodo in cui la gente della Mecca e di  molte altre tribù avevano rifiutato di credere in Allah e nel suo messaggero. Un giorno il profeta trovò un gruppo di giovani fra 18 e 19 anni della tribù di Al-khazrage seduti dal barbiere. Il profeta andò da loro e gli parlò. Meravigliati, si guardarono fra di loro e si chiesero: “È questo il profeta?”, lo seguirono e decisero di portare la responsabilità. Uno di loro chiese al profeta: “perché non vieni con noi dalla nostra tribù?”. Però Assaad, che non superava allora 19 anni, disse: “No, non venire adesso perché in questo caso solo Al-khazrage si convertirebbero all’Islam. Noi invece ti vogliamo profeta di entrambi Aws e khazrage”. Assaad chiese al profeta di rimanere lì promettendogli di tornare dopo un anno con i suoi fratelli di Aws dopo aver conciliato fra la sua tribù e la loro che erano in guerra già da quarant’anni.

 

La promessa fu mantenuta. Puntuali, l’anno dopo, nove giovani di khazrage tornarono dal profeta, accompagnati da tre di Aws. Assaad incitava la gente ad abbracciare l’Islam ed  apriva la sua casa ai musulmani. Infatti, la prima preghiera del Venerdì ebbe luogo a casa sua perché allora non c’erano ancora delle moschee.

 

Il profeta andò finalmente ad Al-Madina e Assad diventò uno dei fautori principali dell’introduzione dell’Islam in essa. Quel giovane morì all’età di venti due anni dopo l’arrivo del profeta in Al-Madina. Allah voleva farlo riposare dopo che aveva fatto il suo dovere. Allah lo voleva in paradiso per tutto ciò che aveva fatto per l’Islam. Ed è questa la responsabilità che dobbiamo assumere anche noi.

 

Adesso ci spostiamo all’argomento dell’alcol, che non è mai stato così disponibile come nei giorni nostri. Per ampliare il consumo di questo prodotto ci si è basati sulla pubblicità. Gli annunci pubblicitari che promuovono l’alcol infatti, sono fatti in modo provocatorio che induce tutti a consumarlo e soprattutto gli adolescenti. Basta pensare allo slogan pubblicitario che dice: “sii un uomo e provalo”. È aumentata la sua pubblicità nelle riviste com’è aumentato il numero dei locali che lo offrono malgrado la presenza di leggi che lo vietano.

 

Per l’Occidente, l’alcolismo rappresenta un grande problema per il quale stanno cercando invano delle soluzioni.

Pensate che da noi ci sono perfino delle campagne che mettono in dubbio la proibizione dell’alcol nell’islam!! Il loro obiettivo è di minimizzare l’impedimento religioso nei giovani. Allah l'Altissimo dice a proposito dell’illecita dell’alcol quel che può essere tradotto come: “O voi che credete, in verità il vino, il gioco d’azzardo, le pietre idolatriche, le frecce divinatorie sono immonde opere di Satana. Evitatele affinché possiate prosperare. In verità col vino e il gioco d’azzardo, Satana vuole seminare inimicizia e odio tra di voi e allontanarvi dal Ricordo di Allah e dall’orazione. Ve ne asterrete?” (TSC- Sura V, versrtti 90-91).

Sentendo questo versetto per la prima volta, i compagni del Profeta hanno replicato: “Signore, ci siamo astenuti, Signore ci siamo astenuti”.

 

Il profeta durante la conversione delle persone all’islam gli diceva: “fate una promessa solenne che non assocerete nessuno con Allah, che non ruberete, che non commetterete mai l’adulterio, e che non consumerete mai le bevande alcoliche”. Cosa dirai tu che lo fai al tuo Profeta?

Ci credete che una statistica riporta che il 22,5% degli allievi delle superiori in uno dei più grandi paesi arabi consumano l’alcol?

Noi stessi dobbiamo combattere questo flagello e ci metteremo d’accordo sul progetto che si  riassume in questa frase: "No all’accesso dei giovani all’alcol e alla birra”, non devono pervenire a loro. Faremo del nostro meglio per combatterli.

Il messaggero di Allah dice: “Allah ha maledetto: l’alcol,  chi lo beve, chi lo offre, chi lo trasporta, colui che gli viene portato, chi lo distilla e chi lo vende…”. Avete visto? l’alcol è una maledizione.

Egli ha detto ancora: “chi beve l’alcol e commette l’adulterio si toglie la fede proprio come si toglie la sua camicia”. Il Profeta ha collegato fra l’alcol e l’adulterio perché difatti l’uno conduce all’altro.

 

Come farete quando incontrerete Allah, voi che vendete l’alcol e voi che lo offrite nelle feste e nelle cerimonie?

Il profeta ha detto anche: “Allah ha fatto voto che chiunque beva l’alcol in questa vita, l'Altissimo gli farà bere il pus dei condannati all’inferno nell’aldilà”. Vedete le conseguenze di questo peccato maggiore?

 

L’occidente soffre terribilmente dall’alcolismo. Le statistiche sulle sue conseguenze  mostrano che:

-         In Germania, 25 miliardi di marchi vengono spesi ogni anno per la cura dell’alcol-dipendenza.

-         In America, centomila persone muoiono ogni anno a causa dell’alcol e un quinto della popolazione soffre di obesità per lo stesso motivo.

-         In Inghilterra, duecentomila persone ne muoiono ogni anno mentre le perdite causate dall’alcol raggiungono due miliardi di sterline. Metà degli atti criminali sono commessi da persone sotto l’effetto dell’alcol che è causa anche di suicidi, incidenti stradali e di violenza sessuale contro i bambini.

-         In Scozia, un quinto dei ricoverati negli ospedali soffrono di alcolismo.

I loro tentativi per rimediare sono stati vani perché da loro manca la forza d’animo e la volontà che l’islam dà a noi.

-         Tre azioni sono state intraprese dagli Stati Uniti per abolire l’alcol, ma l’islam è stato il pioniere in questo campo. Nel 1919 il governo emanò un decreto di legge che proibisce  la vendita e il consumo dell’alcol. Nel 1920 la legge fu applicata il che creò un caos totale, la vendita in nero di alcol contraffatto, e dei casi di intossicazione. Pertanto,  nel 1933 il governo annullò la legge del proibizionismo.

-          

Il divieto islamico dell’alcol è stato effettuato in tre fasi cominciando però dalla preparazione psicologica: “Ti chiedono del vino e del gioco d’azzardo. Dì: “ In entrambi c’è un grande peccato.” (TSC- Sura II, versetto 219). La seconda fase è segnata da questo versetto: “Non accostatevi all’orazione se siete ebbri” (TSC- Sura IV, versetto 43). La  terza vieta categoricamente le bevande alcoliche: “O voi che credete, in verità il vino, il gioco d’azzardo, le pietre idolatriche, le frecce divinatorie sono immonde opere di Satana. Evitatele affinché possiate prosperare.” (TSC- Sura V, versetto 90). Il risultato fu strepitoso. Dopo la rivelazione di questo versetto, le strade della Medina erano diventate fangose, come se avesse piovuto a dirotto, per le quantità di vino che la gente ci ha versato come reazione al divieto coranico.

 

La differenza fra le due esperienze quindi risiede nella maestà dell’islam che alimenta e che consolida la nostra volontà. Non avendo questi elementi importanti, l’occidente ha fallito nella sua guerra contro l’alcol ed è stato costretto a legittimarlo e a fare propaganda per i suoi benefici fasulli.

Accetteremo che rovinino i nostri giovani? O giovani, dov’è il pentimento? Sapete che, il giorno del giudizio, una sola goccia di alcol farà pendere il vostro piattello dei peccati? il che susciterà la collera dell'Altissimo e la delusione del profeta che non vi guarderà in faccia?

 

Dobbiamo dare consiglio a tutti quelli che consumano l’alcol e parlare con loro del pentimento. Allah dice quel che può essere tradotto come: “Affrettatevi al perdono del vostro Signore” (TSC- Sura III, versetto 133), “Non sanno dunque che è Allah che accetta il pentimento dei Suoi servi” (TSC- Sura IX, versetto 104). Allah è felice per il pentimento dei Suoi servi. La Sua mano è sempre tesa ai peccatori per accogliere il loro pentimento giorno e notte.

 

Comunque ci sono tre condizioni perché il pentimento sia accettato:

-         Rimpiangere di aver  commesso il peccato;

-         Smettere di farlo;

-         Essere intenzionati a non rifarlo mai più.

 

Parliamo alla gente della clemenza del nostro Creatore e del Suo perdono. Il Profeta ha detto a uno dei suoi compagni: “Rallegrati che oggi è il miglior giorno della tua vita! Allah ha accettato il tuo pentimento”.

 

Allah dice quel che può essere tradotto come: “O credenti, pentitevi davanti ad Allah d’un pentimento sincero” (TSC- Sura LXVI, versetto 8).

Facciamo che questa settimana sia la settimana del pentimento.

-         Appendiamo nei posti di ritrovo dei giovani cartelli con la scritta: “No agli alcolici”.

-         Parliamo  con i nostri conoscenti che consumano le bevande alcoliche.

-         Facciamo causa contro l’autore di qualsiasi pubblicità di alcolici e la vinceremo perché  la legge sta dalla nostra parte.

-         Opponiamoci alla propagazione delle bevande alcoliche nei nostri paesi.

-         Inviateci i nomi delle riviste che pubblicizzano l’alcol, e noi le elencheremo sul sito perché siano boicottate.

-         Parliamo anche ai genitori i cui figli consumano le bevande alcoliche per avvisarli ed esortarli ad impedire loro di farlo.

-         Come abbiamo fatto per il narghilè, troverete sul sito un documento audio, scaricatelo e distribuitelo al più grande numero possibile di persone. Solo così sapremo dare una risposta plausibile quando saremo interrogati il giorno del giudizio.

 

Il Profeta dice: “chi si attiene ai limiti stabiliti da Dio, e chi li trasgredisce, sono paragonabili a quelle persone che viaggiavano insieme in una nave. Alcuni di loro stavano nel ponte di sopra e gli altri in quello di sotto. Tutte le volte che questi ultimi volevano bere, essi dovevano salire sopra. Quindi per evitare di farlo, pensarono di praticare un buco nella nave per bere senza spostarsi. Se quelli del ponte sopra gli avessero lasciati fare, sarebbero periti tutti e se gliel’avevano impedito tutti si saranno salvati.    

Aiutiamo i giovani, però facciamolo con garbo e tenerezza.

 

Sapete che esiste uno stretto legame tra l’alcol, il narghilè e il fumo?

-         in tutte le fabbriche di sigarette, il tabacco per 24 ore viene messo a bagno nell’alcol, mischiato con agenti coloranti  per prevenire i furti degli addetti al lavoro.

-         La frutta utilizzata per il narghilè viene spesso fermentata.


Parliamo adesso della droga che distrugge purtroppo i nostri giovani. Tutti i genitori hanno  paura che i figli diventino tossicodipendenti .Che cosa diremo ad Allah il giorno della Resurrezione?

Vorrei presentarvi delle statistiche sulla droga nei paesi arabi, ma prima vorrei ringraziare la polizia egiziana che combatte la droga e coloro che la coltivano nell’alto Egitto. L’ultima missione che hanno compiuto si è trasformata in una battaglia in cui tanti polizziotti hanno perso la vita. Tuttavia sono riusciti a distruggere il villaggio di An-Nakhila e coloro che ivi producevano le droghe. Che Allah li ricompensi.

Il problema è veramente complicato, perciò tutti dobbiamo condividere la responsabilità. Uno da solo non può fare tutto.

 

La situazione nei paesi arabi è estremamente grave. Secondo le statistiche la quantità di marijuana in Egitto era di dieci tonnellate nel 1993, cento tonnellate nel 1997 e seicento nel  2002.

Solo il 30% è stato confiscato dalle autorità! il resto distrugge i giovani.

Immaginate le dimensioni di questo disastro?

 

STATISTICHE RELATIVE ALLA DROGA NEL MONDO ARABO: (fonte: l’istituto nazionale di pianificazione)

 

 1- IN EGITTO: 

  • Dai venti ai trenta mila consumano eroina.

  • 22.824 accusati di commercio di droga (di cui 21.201 casi nei tribunali).

  • La quantità di pillole allucinogene confiscate ha raggiunto 100 mila pillole.

  • 16 miliardi di sterline egiziane vengono spese annualmente per la disintossicazione.

  • Nelle scuole il 30% degli studenti fumano marijuana e nelle medie il 22%.

  • Il 94% di fumatori di marijuana diventano casi molto più gravi.

 2 - IN GIORDANIA:

·        905 casi di droga nel 2002.

3 - Negli Emirati Arabi:

·        12.500 tossicodipendenti nel 1996.

4 - In Kuwait :

·        1323 persone hanno commesso crimini sotto l’effetto della droga. Il 15% degli studenti sono tossicodipendenti.

 

Dobbiamo intervenire assolutamente.

 

Immagina lo stato dei musulmani il giorno del Giudizio con milioni di drogati, di fumatori di narghilè, di coloro che masticano il khat, e milioni di famiglie disintegrate. Tutti dinanzi ad Allah e nella presenza del Profeta che ci gira le spalle e va verso la generazione di Salah Ed-Dine e di Mohamed al-Fateh. Immagina come sarà difficile la nostra situazione!

Immagina quando Allah ti ordinerà di leggere il tuo registro (delle tue azioni).

Leggerai che nella tua gioventù hai consumato alcolici, droghe, khat danneggiando così la salute fisica e mentale che Allah ti ha donato. E non solo, hai rovinato l’unità della tua famiglia e hai fatto perdere ai musulmani tutte le possibilità di riuscita.

 

Quanto a te che non fumi, leggerai che non hai fatto niente per rimediare. Non hai dato consigli ai peccatori, il Profeta ti chiederà: “perché non hai assunto la responsabilità? Guardami, mi si sono state perforate le guance durante la battaglia di Uhud per la causa dell’Islam! E tu,  cosa hai fatto?”.

 

Durante i suoi giri di ispezione da califfo, Omar Ibn Al-Khattab travestito, passò in un villaggio e vide una donna che cercava di far bere il latte a suo figlio con la foza invece di allattarlo. Quando Omar gli chiese perché lo faceva, lei rispose, non riconoscendolo, “ho sentito che Omar dà assegni familiari alle madri solo dopo lo svezzamento dei loro bimbi”. Il califfo pianse e disse: “Omar hai ucciso tutti questi bambini?!!

 

E noi quante anime abbiamo ucciso con il nostro silenzio?

 

Sul sito troverete un documento audio sul pentimento dall’uso della droga, scaricatelo e distribuitelo. Ma questo non basterà, per questo abbiamo altri due compiti da fare entro la prossima settimana.

Il primo compito riguarda il khat, il narghilè, il tabacco e l’alcol. Ci siamo già messi d’accordo su ciò che dobbiamo fare.

 

Quanto alla droga, vi prego di riflettere e di inviarci le vostre proposte per sradicarla. Lavoreremo insieme e ci metteremo d’accordo sul piano da seguire in questa lotta. Vi prego tutti, compresi padri e madri, di partecipare.

Immaginiamoci insieme davanti al profeta che ci dice: “perché avete trascurato la responsabilità della Umma che vi ho consegnato? perché non avete salvato i nostri figli dalla rovina?.

 

Per quanto riguarda il fumo continuiamo ad appendere ovunque i cartelli con lo slogan: “Non danneggiarmi con il tuo fumo”. Portiamo  avanti anche la distribuzione del documento audio. La stessa cosa vale per il khat. Quanto al narghilè, il nostro motto rimarrà sempre: “ Non fare del  narghilè il fulcro della vita sociale. Fumalo da solo”.

Sul sito infatti ci sono dei documenti di testo da stampare e audio da scaricare. Distribuite il tutto.

 

Quanto alle bevande alcoliche, non le lasceremo distruggere i nostri figli.  Boicotteremo le riviste ed i periodici che le pubblicizzano. Facciamo anche causa contro gli autori e vinceremo se Allah lo vuole. Tutto questo deve essere fatto con garbo e gentilezza. Denunciamo qualsiasi negozio venda alcolici ai minori.

 

Per ultimo vi è un concorso per la scelta del miglior poster per lo slogan “No al fumo”. Inviateci più disegni possibili e questo sarà l’ultimo compito per questa settimana.

 

Che la pace, la misericordia e la benedizione di Allah siano su di voi.

 

 


 

[1] TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba; poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato.

 

[2] Il Khat (Khat Edulis, Celastrus Edulis, Cat, Chatha, Qhat, Qat, Kat...) (pronunciato 'cot') è costituito dalle foglie e dai germogli della Celastrus Edulis (o Khat Edulis), una pianta della famiglia delle Celastracee, che cresce prevalentemente nel sud dell'Arabia, in Etiopia, nello Yemen, in Malawi, in Zimbabwe, in Zambia e nelle regioni settentrionali lungo il Nilo, presentandosi come un arbusto che può anche raggiungere le dimensioni di un albero con foglie simili a quelle del basilico. (Nota del traduttore)

 

Traduzione di: Dar Al-Tarjama - Il Convoglio Italiano

Amrkhaled.net© جميع حقوق النشر محفوظة

Questo testo potrebbe essere pubblicato e duplicato gratis per ragioni private, a condizione che l’autore sia menzionato. Per tutte le altre ragioni, si deve prima ottenere un’autorizzazione scritta dall’amministrazione del website. Per informazioni: dar_altarjama@amrkhaled.net