v L’obiettivo del programma
Si può riassumere l’obiettivo del programma in due parole: conoscere Allah. Quando conoscerai Allah, Lo amerai, Gli ubbidirai e ti sottometterai a Lui. Eseguire i Suoi ordini e adorarLo diventerà un piacere per te. Se Lo conosci, non temerai più la morte perché desidererai incontrarLo.
A volte, quando commetti un peccato, non ti rendi neanche conto verso chi l’hai fatto. Ti tranquillizzi pensando che il tuo peccato sia minore! Ma non guardare la gravità del peccato, pensa piuttosto a Chi hai fatto arrabbiare con il tuo atto.
Quando conosci Allah ti rassegni alla sua volontà, scopri la massima saggezza, la scienza ineguagliabile, la fonte di eterno amore, la misericordia e la compassione. In poche parole direi che la conoscenza di Allah e della sua religione porta alla sua ubbidienza, che porta a sua volta alla felicità. Difatti nella Sura di Taha leggiamo ciò che può essere tradotto come: “Tâ-hâ. Non abbiamo fatto scendere il Corano su di te per renderti infelice, ma come Monito per chi ha timore [di Allah], sceso da parte di Colui che ha creato la terra e gli alti cieli. Il Compassionevole Si è innalzato sul Trono. Appartiene a Lui quello che è nei cieli e quello che sta sulla terra, quello che vi è frammezzo e nel sottosuolo. [È inutile che] parli ad alta voce, ché in verità Egli conosce il segreto, anche il più nascosto. Allah, non c’è dio all’infuori di Lui! A Lui appartengono i nomi più belli.” (TSC- Sura XX, versetti 1-8) Questi versetti spiegano chi è Allah e come si vive felici all’insegna dei Suoi bellissimi epiteti. Il resto della Sura illustra queste parole raccontando la felicità di Mosè, l’ubbidiente, e della malasorte di Faraone, il disubbidiente.
Quindi lo scopo di questo programma sarà quello di conoscere Allah attraverso i suoi novantanove bellissimi epiteti per far crescere il nostro amore per Lui, sottometterci completamente alla Sua volontà ed impegnarci al massimo nel fare il bene.
Guardate con me l’esempio di queste persone, prima e dopo la conoscenza di Allah.
Abdullah Ibn Hudhafa, prima di convertirsi all’Islam, non aveva mai compiuto un’azione degna di nota. Dopo l’Islam, invece, ha mostrato davanti all’imperatore romano, che lo teneva prigioniero, un coraggio e una fede straordinari. Difatti, l’imperatore non è riuscito a dissuaderlo dall’Islam né con la tentazione della ricchezza e neanche con la minaccia di una morte atroce: essere buttato vivo nell’olio bollente. Sapendo della sua fine, Abdullah pianse non per paura di tale morte, come pensò l’imperatore, bensì per il pensiero di avere solo un’anima; egli disse che gli sarebbe piaciuto aver avuto tantissime anime e offrirle una dopo l’altra per la causa di Allah.
La nota poetessa Al-Khansaa ha composto delle poesie memorabili che avevano avuto una diffusione a macchia d’olio in tutta la penisola araba per piangere la morte di suo fratello. Dopo aver conosciuto Allah, le morirono quattro figli in un’unica battaglia, ma invece di piangerli, ella ringraziò Allah per averla onorata con il loro martirio.
Quando parlo della conoscenza di Allah non intendo quella superficiale ma quella profonda. Una conoscenza che ti fa vivere sempre ricordandoti e riflettendo sui Suoi bellissimi nomi. Esempio: quando bevi l’acqua e ti disseta, e finisce tutto lì, hai conosciuto solo l’obiettivo minore della creazione di questa materia; quando invece la bevi e rifletti su come in una nuvola Allah ha messo la fonte della tua vita, a questo punto lo conoscerai con il Suo nome “Il Sostentatore” (Ar-Razzaq), e questo è l’obiettivo maggiore.
In un detto riferito da Omar (Allah sia soddisfatto di lui) egli racconta che un giorno, mentre era seduto insieme ad altri compagni accanto al Profeta (pace e benedizioni su di lui), entrò Jibril (in forma umana) e chiese al Profeta: “O Muhammad, dimmi cos’è l’Islam.” Il messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “L’Islam è che tu testimoni che non c’è altro dio che Allah e che Muhammad è il Suo Messaggero; che tu compia la preghiera rituale, versi la decima (zakat), digiuni nel mese di Ramadan e faccia il pellegrinaggio alla Casa se ne hai la possibilità.” “Tu dici il vero!” Disse l’uomo e chiese di nuovo: “Dimmi, cos’è l’iman?” Egli rispose: “È che tu creda in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi libri, nei Suoi Messaggeri e nell’Ultimo Giorno, e che tu creda nel Decreto Divino nel bene e nel male.” “Tu dici il vero!” Replicò l’uomo che riprese dicendo: “Dimmi cosa è l’Ihsan?” Egli rispose: “È che tu adori Allah come se lo vedessi, perché se tu non lo vedi, certamente Egli ti vede.”
Hai notato l’ordine che ha seguito Jibril nelle sue domande: l’Islam, l’Iman poi l’Ihsan. Però perché ha chiesto anche dell’Ihsan? Perché senza questa qualità, la tua pratica dell’Islam è insensata.
Il Profeta ci dice a proposito dei nomi bellissimi, che Allah ne ha novantanove e che chi riesce ad assimilare i loro significati entrerà in Paradiso. Non si tratta, quindi, solo di enumerarli o memorizzarli come alcuni pensano.
v Allah l’Altissimo ci insegna i suoi Nomi per conoscerLo meglio
Allah l’Altissimo ci ha dato due mezzi per conoscerLo e conoscere i Suoi Bellissimi Nomi: il Corano è l’universo. Per esempio, il primo versetto rivelato dice: “Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato...” (TSC- Sura XCVI, versetto 1). Inoltre, ogni Sura nel Corano inizia con “Nel nome di Dio il Misericordioso, il Compassionevole”, come per dirci di cominciare qualunque azione con queste parole. Al-Fatiha (L’Aprente), una delle più grandiose Sure del Corano, che va recitata in tutte le preghiere, è colma di nomi di Allah. Se prendiamo il caso di Al-Bakara (La Giovenca), solo il versetto del Trono in essa contenuto contiene ben sei nomi dei novantanove. In Al-Ikhlas (Puro Monoteismo) Allah l’Altissimo dice, quel che può essere tradotto come: “Di’: Egli Allah è Unico. Allah è Assoluto” (TSC-Sura CXII, versetti 1-2)
Tutti recitiamo questa sura, ma quanti di noi si sono soffermati sul significato dell’Assoluto e l’hanno provato dentro di loro? L’Assoluto è Colui al quale ci si rivolge durante le difficoltà perché e L’Unico. Il Profeta (pace e benedizione su di lui) spiega che l’importanza della sura è dovuta alla verità che essa ci insegna: non c’è dio al di fuori di Allah L’Assoluto e perciò non bisogna rivolgersi ne temere nessuno fuorché Lui. Allah in altri luoghi del Corano, conclude le sure, dopo aver trattato certi argomenti, proprio con alcuni dei suoi bellissimi attributi, riassumendo così con ineguagliabile eloquenza quanto detto prima.
Vi chiedo di leggere il Corano questo Ramadan con l’obiettivo di conoscere Allah ed i suoi bellissimi nomi come vi chiedo di adoperarli tutte le volte che vi rivolgete a Lui con le preghiere e le invocazioni.
Tutte le creature della natura glorificano Allah ma noi non riusciamo a comprendere il loro linguaggio. Infatti tramite questa natura il Creatore ci trasmette dei messaggi affinché Lo Conosciamo meglio. Ad esempio tramite la pioggia ci fa conoscere Il Provveditore “Ar-Razzâq ” e attraverso la morte di qualcuno conosciamo, Il Vivente “Al-Hayy” che non muore mai. L’universo sembra perciò un’immensa moschea dove si insegnano i nomi di Dio: “...non c'è nulla che non Lo glorifichi lodandoLo...” (TSC-Sura XVII, versetto 44)
v Come mai abbiamo intitolato il programma: “Con il Tuo Nome viviamo “?
La ragione è che molti di noi adoperano i nomi di Allah per benedizione e per motivi vari. Altri li imparano a memoria, ma non concepiscono che ogni istante della nostra vita ha un legame con uno dei nomi di Allah. Questo programma cerca di mostrare l’esistenza e la manifestazione di tale legame non solo con le nostre vite ma con l’intero universo.
La Sura che contiene la più lunga successione dei nomi di Allah è Al-Hashr (L’Esodo). Essa parla di una battaglia tra i musulmani e gli ebrei, che finì con la vittoria dei primi. Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Egli è Allah, il Creatore, Colui che dà inizio a tutte le cose, Colui che dà forma a tutte le cose. A lui (appartengono) i nomi più belli. Tutto ciò che è nei cieli e sulla terra rende gloria a Lui. Egli è l'Eccelso, il Saggio” (TSC- Sura LIX, versetto 24). L’occasione della sura insieme alla citazione di tanti nomi di Allah in essa, ci insegnano che i Suoi attributi erano e saranno sempre causa della vittoria di questa Ummah.
TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba; poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato”
v L’obiettivo del programma
Si può riassumere l’obiettivo del programma in due parole: conoscere Allah. Quando conoscerai Allah, Lo amerai, Gli ubbidirai e ti sottometterai a Lui. Eseguire i Suoi ordini e adorarLo diventerà un piacere per te. Se Lo conosci, non temerai più la morte perché desidererai incontrarLo.
A volte, quando commetti un peccato, non ti rendi neanche conto verso chi l’hai fatto. Ti tranquillizzi pensando che il tuo peccato sia minore! Ma non guardare la gravità del peccato, pensa piuttosto a Chi hai fatto arrabbiare con il tuo atto.
Quando conosci Allah ti rassegni alla sua volontà, scopri la massima saggezza, la scienza ineguagliabile, la fonte di eterno amore, la misericordia e la compassione. In poche parole direi che la conoscenza di Allah e della sua religione porta alla sua ubbidienza, che porta a sua volta alla felicità. Difatti nella Sura di Taha leggiamo ciò che può essere tradotto come: “Tâ-hâ. Non abbiamo fatto scendere il Corano su di te per renderti infelice, ma come Monito per chi ha timore [di Allah], sceso da parte di Colui che ha creato la terra e gli alti cieli. Il Compassionevole Si è innalzato sul Trono. Appartiene a Lui quello che è nei cieli e quello che sta sulla terra, quello che vi è frammezzo e nel sottosuolo. [È inutile che] parli ad alta voce, ché in verità Egli conosce il segreto, anche il più nascosto. Allah, non c’è dio all’infuori di Lui! A Lui appartengono i nomi più belli.” (TSC- Sura XX, versetti 1-8) Questi versetti spiegano chi è Allah e come si vive felici all’insegna dei Suoi bellissimi epiteti. Il resto della Sura illustra queste parole raccontando la felicità di Mosè, l’ubbidiente, e della malasorte di Faraone, il disubbidiente.
Quindi lo scopo di questo programma sarà quello di conoscere Allah attraverso i suoi novantanove bellissimi epiteti per far crescere il nostro amore per Lui, sottometterci completamente alla Sua volontà ed impegnarci al massimo nel fare il bene.
Guardate con me l’esempio di queste persone, prima e dopo la conoscenza di Allah.
Abdullah Ibn Hudhafa, prima di convertirsi all’Islam, non aveva mai compiuto un’azione degna di nota. Dopo l’Islam, invece, ha mostrato davanti all’imperatore romano, che lo teneva prigioniero, un coraggio e una fede straordinari. Difatti, l’imperatore non è riuscito a dissuaderlo dall’Islam né con la tentazione della ricchezza e neanche con la minaccia di una morte atroce: essere buttato vivo nell’olio bollente. Sapendo della sua fine, Abdullah pianse non per paura di tale morte, come pensò l’imperatore, bensì per il pensiero di avere solo un’anima; egli disse che gli sarebbe piaciuto aver avuto tantissime anime e offrirle una dopo l’altra per la causa di Allah.
La nota poetessa Al-Khansaa ha composto delle poesie memorabili che avevano avuto una diffusione a macchia d’olio in tutta la penisola araba per piangere la morte di suo fratello. Dopo aver conosciuto Allah, le morirono quattro figli in un’unica battaglia, ma invece di piangerli, ella ringraziò Allah per averla onorata con il loro martirio.
Quando parlo della conoscenza di Allah non intendo quella superficiale ma quella profonda. Una conoscenza che ti fa vivere sempre ricordandoti e riflettendo sui Suoi bellissimi nomi. Esempio: quando bevi l’acqua e ti disseta, e finisce tutto lì, hai conosciuto solo l’obiettivo minore della creazione di questa materia; quando invece la bevi e rifletti su come in una nuvola Allah ha messo la fonte della tua vita, a questo punto lo conoscerai con il Suo nome “Il Sostentatore” (Ar-Razzaq), e questo è l’obiettivo maggiore.
In un detto riferito da Omar (Allah sia soddisfatto di lui) egli racconta che un giorno, mentre era seduto insieme ad altri compagni accanto al Profeta (pace e benedizioni su di lui), entrò Jibril (in forma umana) e chiese al Profeta: “O Muhammad, dimmi cos’è l’Islam.” Il messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “L’Islam è che tu testimoni che non c’è altro dio che Allah e che Muhammad è il Suo Messaggero; che tu compia la preghiera rituale, versi la decima (zakat), digiuni nel mese di Ramadan e faccia il pellegrinaggio alla Casa se ne hai la possibilità.” “Tu dici il vero!” Disse l’uomo e chiese di nuovo: “Dimmi, cos’è l’iman?” Egli rispose: “È che tu creda in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi libri, nei Suoi Messaggeri e nell’Ultimo Giorno, e che tu creda nel Decreto Divino nel bene e nel male.” “Tu dici il vero!” Replicò l’uomo che riprese dicendo: “Dimmi cosa è l’Ihsan?” Egli rispose: “È che tu adori Allah come se lo vedessi, perché se tu non lo vedi, certamente Egli ti vede.”
Hai notato l’ordine che ha seguito Jibril nelle sue domande: l’Islam, l’Iman poi l’Ihsan. Però perché ha chiesto anche dell’Ihsan? Perché senza questa qualità, la tua pratica dell’Islam è insensata.
Il Profeta ci dice a proposito dei nomi bellissimi, che Allah ne ha novantanove e che chi riesce ad assimilare i loro significati entrerà in Paradiso. Non si tratta, quindi, solo di enumerarli o memorizzarli come alcuni pensano.
v Allah l’Altissimo ci insegna i suoi Nomi per conoscerLo meglio
Allah l’Altissimo ci ha dato due mezzi per conoscerLo e conoscere i Suoi Bellissimi Nomi: il Corano è l’universo. Per esempio, il primo versetto rivelato dice: “Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato...” (TSC- Sura XCVI, versetto 1). Inoltre, ogni Sura nel Corano inizia con “Nel nome di Dio il Misericordioso, il Compassionevole”, come per dirci di cominciare qualunque azione con queste parole. Al-Fatiha (L’Aprente), una delle più grandiose Sure del Corano, che va recitata in tutte le preghiere, è colma di nomi di Allah. Se prendiamo il caso di Al-Bakara (La Giovenca), solo il versetto del Trono in essa contenuto contiene ben sei nomi dei novantanove. In Al-Ikhlas (Puro Monoteismo) Allah l’Altissimo dice, quel che può essere tradotto come: “Di’: Egli Allah è Unico. Allah è Assoluto” (TSC-Sura CXII, versetti 1-2)
Tutti recitiamo questa sura, ma quanti di noi si sono soffermati sul significato dell’Assoluto e l’hanno provato dentro di loro? L’Assoluto è Colui al quale ci si rivolge durante le difficoltà perché e L’Unico. Il Profeta (pace e benedizione su di lui) spiega che l’importanza della sura è dovuta alla verità che essa ci insegna: non c’è dio al di fuori di Allah L’Assoluto e perciò non bisogna rivolgersi ne temere nessuno fuorché Lui. Allah in altri luoghi del Corano, conclude le sure, dopo aver trattato certi argomenti, proprio con alcuni dei suoi bellissimi attributi, riassumendo così con ineguagliabile eloquenza quanto detto prima.
Vi chiedo di leggere il Corano questo Ramadan con l’obiettivo di conoscere Allah ed i suoi bellissimi nomi come vi chiedo di adoperarli tutte le volte che vi rivolgete a Lui con le preghiere e le invocazioni.
Tutte le creature della natura glorificano Allah ma noi non riusciamo a comprendere il loro linguaggio. Infatti tramite questa natura il Creatore ci trasmette dei messaggi affinché Lo Conosciamo meglio. Ad esempio tramite la pioggia ci fa conoscere Il Provveditore “Ar-Razzâq ” e attraverso la morte di qualcuno conosciamo, Il Vivente “Al-Hayy” che non muore mai. L’universo sembra perciò un’immensa moschea dove si insegnano i nomi di Dio: “...non c'è nulla che non Lo glorifichi lodandoLo...” (TSC-Sura XVII, versetto 44)
v Come mai abbiamo intitolato il programma: “Con il Tuo Nome viviamo “?
La ragione è che molti di noi adoperano i nomi di Allah per benedizione e per motivi vari. Altri li imparano a memoria, ma non concepiscono che ogni istante della nostra vita ha un legame con uno dei nomi di Allah. Questo programma cerca di mostrare l’esistenza e la manifestazione di tale legame non solo con le nostre vite ma con l’intero universo.
La Sura che contiene la più lunga successione dei nomi di Allah è Al-Hashr (L’Esodo). Essa parla di una battaglia tra i musulmani e gli ebrei, che finì con la vittoria dei primi. Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Egli è Allah, il Creatore, Colui che dà inizio a tutte le cose, Colui che dà forma a tutte le cose. A lui (appartengono) i nomi più belli. Tutto ciò che è nei cieli e sulla terra rende gloria a Lui. Egli è l'Eccelso, il Saggio” (TSC- Sura LIX, versetto 24). L’occasione della sura insieme alla citazione di tanti nomi di Allah in essa, ci insegnano che i Suoi attributi erano e saranno sempre causa della vittoria di questa Ummah.
TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba; poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato”
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