Episodio 22



 Un invito alla coesistenza 

Episodio 22

 

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso; pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.

 

Stiamo quasi per finire tutti gli episodi che riguardano i quattro fondatori della giurisprudenza islamica, ma vogliamo dedicare quello di quest’oggi per parlare delle donne nella vita dei quattro imam.  Il mio scopo principale non è quello di confutare le false accuse provenienti dall’Occidente, piuttosto quello di mostrare come ogni donna nell’Islam viene onorata, resa dignitosa e posizionata in un alto rango. 

Oggi avremo come ospite un sapiente donna, un altro esempio di coesistenza.

Stiamo parlando della Dr.essa Lina Al-Hemsy, professoressa di religione comparata e giurisprudenza islamica all’Università dell’Azhar, nella sede di Damasco.

Amr Khaled:

Dr. Lina vorremo affrontare insieme il tema delle donne nella giurisprudenza islamica.

 

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

Innanzitutto devo dire  che considero i quattro fondatori della giurisprudenza islamica fra i personaggi più grandiosi della storia. Se consideriamo la situazione della donna all’inizio del ventesimo secolo, possiamo notare che molti sapienti musulmani erano contrari all’iniziativa del Dr. Taha Hussein[1] di permettere alle donne di frequentare la facoltà delle belle arti. Le scuole dei quattro imam hanno invece concesso alla donna, nella loro giurisprudenza, di studiare, insegnare, partecipare al ijthihad[2] e persino di emanare fatawa[3]. Se compariamo l’alta posizione della donna assegnata dall’Islam e quella deprimente delle donne oggi in tutto il mondo, non possiamo fare a meno di stupirci. E’ anche degno di menzione il fatto che prima del 1938 la donna non poteva beneficiare dell’indipendenza economica, differentemente dalle donne musulmane che avevano già questo diritto.

 

Amr Khaled:

Questo lo possiamo verificare dalla storia islamica, citando l’episodio durante il quale il Compagno e Califfo Omar Ibn Al-Khattab acconsentì di dare un prestito a Hind Bint-Utba affinché potesse commerciare.

 

                                                    

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

Basta semplicemente paragonare la situazione della donna nel 1085, quando l’uomo aveva il diritto di vendere sua moglie, a quella dei tempi del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su lui), più di 1427 anni fa. Alle donne era permesso frequentare le lezioni del Profeta ma si sedevano dietro gli uomini. Le donne però non erano soddisfatte di ciò, quindi chiesero al Profeta di dedicare loro una sezione separata. Non solo, ecco un altro esempio di estremo rispetto per la donna, quando il Profeta chiese ad  Ash-Shifa’ah al-Adawiyah (una donna) di insegnare a sua moglie Hafsa a leggere e  a scrivere.

Nell’Islam le donne possono partecipare in modo attivo alla vita sociale e politica. Tutto ciò che abbiamo appena citato tra diritto e concessioni fanno parte delle basi sulle quali i quattro imam hanno fondato le loro opinioni.

Amr Khaled:

L’Imam Malik consigliava alle donne di continuare i loro studi da Aisha Bint-Sa’d Ibn-Abu-Waqqas.

 

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

La stessa storia islamica è contrassegnata da numerose sapienti donne. Al-Hafidh al-Munthiry, un sapiente specializzato negli Ahadith[4], aveva 20 donne insegnanti e sheikh. Dodici dei sapienti istruiti dalla scuola di Ibnul-Qayyim al-Jawzy, di giurisprudenza, erano donne. L’imam  Adh-Dhahaby  affermò che nessuna donna era mai stata accusata di aver trasmesso un falso detto del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui). Aisha la moglie del Profeta, ha narrato 2210 ahadith; non solo, i Compagni si riferivano a lei quando erano in disaccordo su questioni religiose.

Anche tra i Successori vi erano molte donne che insegnavano Corano, ahadith, giurisprudenza.lo stesso imam Ash-Shafi’y aveva imparato degli ahadith da una donna, Nafisa Bintul-Hassan.

 Amr Khaled:

Questo è vero. Le donne giocano un ruolo fondamentale nella storia islamica. Essi hanno partecipato al patto di Al-Aqba, dove promisero di proteggere il Profeta (pace e benedizioni su di lui). Non a caso la prima martire nell’Islam fu una donna.

Le chiederei gentilmente di spiegarci il motivo del regresso della situazione delle donne musulmane nel corso dei secoli.

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

Murad Hoffmann, l’ambasciatore tedesco convertito all’Islam, aveva invitato i musulmani a ripristinare lo stato delle donne musulmane nel mondo a come era ai primi tempi dell’Islam. Ci sono principalmente due principali ragioni del regresso. Il primo è il fanatismo di certe scuole di pensiero e l’eccesso conseguenza della mancanza di ijtihad[5]. Quest’ultimo, raggiunse il suo picco nel decimo secolo dopo l’Hijra[6]. Constava nell’ imitazione e nella replica dei punti di vista degli studiosi senza però l’ applicazione della ragione e senza riferimenti nel Corano o nella Sunna.

 

Il secondo, è la non-distinzione dei concetti religiosi e delle tradizioni culturali. Ad esempio quando alle donne veniva impedito di frequentare le moschee, contraddicendo così la Sunna[7]. Un altro esempio è il divieto per le donne di imparare, quando nell’Islam è un obbligo farlo. Alcuni dicono che la donna non deve uscire dalla casa del padre se non quando deve andare a casa del marito, e che non deve uscire dalla casa di suo marito se non per essere portata alla tomba!!

 

 Amr Khaled:

L’Islam è falsamente accusato di opprimere le donne e di causare loro un forte rallentamento. Oggi è abbastanza ovvio che l’Islam è innocente, da tutte queste dichiarazioni. Ritornando al concetto dell’ijtihad, abbiamo bisogno di elaborare in modo più dettagliato la sua importanza e le controversie che gli stanno intorno.

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

Ci sono delle questioni recenti su cui non sono state stabilite delle regole né dai quattro imam, né dai sapienti. Queste questioni necessitano di ijtihad. In realtà non è altro che quello che hanno fatto i quattro imam e ciò che dobbiamo fare. D’altra parte, dobbiamo anche dedurre ed estrarre le regole dai libri di giurisprudenza anche per le nuove questioni. Tuttavia non ci deve essere  ijtihad per questioni in cui ci sono evidenti prove nel Corano e nella Sunna. Questa è considerata zona rossa. Comunque ci deve essere una giurisprudenza costruttiva per formare regole adatte agli avvenimenti recenti, e nello stesso tempo una giurisprudenza selettiva per selezionare tra le regole già esistenti quelle adatte all’ epoca e al luogo correnti.

 Amr Khaled:

Questa è precisamente la condotta dell’imam Abu-Hanifa. Egli rifiutò di impostare la giurisprudenza solo sui cambiamenti, altrimenti un  ampio divario sarebbe sorto tra l’Islam come religione e legislazione e le ideologie della nostra vita presente. Non vi è dubbio che l’Islam è valido per tutti i tempi e luoghi e che coesiste con le circostanze. Perciò per rompere questo divario necessitano deduzioni dal Corano e dalla Sunna.

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

Ci  sono esempi di ciò nella giurisprudenza dei quattro imam a proposito delle donne, dove alcuni procedono per analogia ed altri per ijtihad. Prima di tutto sulla questione della pubblica leadership, ovvero il diritto di una donna di essere califfo, ministro, regina etc. I quattro imam lo hanno vietato basandosi su prove derivate dal Corano e dalla Sunna. Tuttavia, tra i sapienti odierni, ci sono due correnti di opinione. Alcuni seguono ciò che è stato detto dai quattro imam, altri pensano che le donne possono avere questo genere di ruoli, tra cui gli Sheikhs Qaradawy, al-Bouty, Hassan Fadl-Allah, Ahmad Diftar and Shaltout. Sheikh al-Maraghy crede che le donne possano essere anche presidenti. Questi sapienti hanno basato le loro opinioni sul fatto che non ci sono testi definiti a riguardo.

Amr Khaled:

 

Nonostante sia concorde con l’opinione di Abu-Hanifa, non vedo perché non coesistere e accettare entrambe le opinioni.

 

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

A volte vediamo sapienti apparire nei canali satellitari, che presentano la loro opinione come l’unica accettabile. Quindi ne viene poi un altro che presenta la sua differente opinione, dichiarando che è l’unica giusta. Di conseguenza, questo causa una grossa confusione nella gente.

Un secondo esempio riguarda la questione della testimonianza delle donne, il bersaglio che generalmente l’Occidente utilizza contro l’Islam affermando che le donne legalmente non sono completamente competenti. Essi si sono basati sul seguente versetto in cui Allah dice quel che può essere tradotto come: “…Chiamate a testimoni due dei vostri uomini o in mancanza di due uomini, un uomo e due donne, tra coloro di cui accettate la testimonianza, in maniera che, se una sbagliasse l'altra possa rammentarle. …” (TSC [8] - Sura II, versetto 282). Questo versetto è risolutivo. Può essere spiegato sulla base che le donne sono sovraccaricate dai mestieri domestici, dalla gravidanza, dal parto, e che quindi non possano ricordare precisamente alcune cose. Tuttavia non ci sono prove decisive contrarie all’accettazione della sua testimonianza nelle questioni di criminalità.

 

Il terzo esempio consiste nel diritto della donna di assumere ruoli nella  giurisprudenza. La maggior parte dei sapienti proibisce ciò basandosi sulle stesse certezze della proibizione della testimonianza. Abu-Hanifa permise questo solo nelle questioni in cui alle donne è permesso testimoniare. Ibn-Jarir e at-Tabary invece sono dell’opinione che per analogia le donne posso giudicare, così come possono essere mufti.[9] In ogni caso è necessario analizzare bene la questione per scegliere ciò che è più consono al nostro tempo.

Amr Khaled:

 

Vorrei qui aggiungere un punto importante, quando Allah (Gloria a Lui, L’Altissimo) ha decretato certe regole, ha nello stesso tempo rivelato dei versetti così chiari e definiti senza lasciare ombra di dubbio. Ad esempio il versetto concernente il Pellegrinaggio. Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “..E chi non ne ha i mezzi digiuni per tre giorni durante il Pellegrinaggio e altri sette una volta tornato a casa sua, quindi in tutto dieci giorni. ..” (TSC-  Sura II, versetto 196).

Altri versetti sono più flessibili, ovvero senza una evidente conclusione: “Tra gli uomini vi è chi compra storie ridicole per traviare gli uomini dal sentiero di Allah e burlarsi di esso: quelli avranno un castigo umiliante.” (TSC-  Sura XXXI, versetto 6). Storie ridicole, discorsi divertenti vennero interpretate da alcuni come il canto, mentre altri lo consideravano non definitivo rispetto alla proibizione del cantare.

 

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

 

Il quarto esempio riguarda l’eredità. Gli Occidentali affermano che i musulmani privano le donne dei loro diritti perché il versetto coranico afferma che: “Ecco quello che Allah vi ordina a proposito dei vostri figli: al maschio la parte di due femmine. …”(TSC-  Sura IV, versetto 11). Bisogna affermare anche che ci sono questioni in cui i diritti si eguagliano, come possiamo notare alla fine del versetto: “ …. .Ai genitori [del defunto] tocca un sesto, se [egli] ha lasciato un figlio. Se non ci sono figli e i genitori [sono gli unici] eredi, alla madre tocca un terzo. Se ci sono fratelli, la madre avrà un sesto dopo [l'esecuzione de]i legati e [il pagamento de]i debiti. Voi non sapete se sono i vostri ascendenti e i vostri discendenti ad esservi di maggior beneficio. Questo è il decreto di Allah. In verità Allah è saggio, sapiente”. Come possiamo vedere, le donne a volte addirittura  ottengono di più rispetto a ciò che ottiene l’uomo. Quando ponderiamo le situazioni nelle quali lei ottiene metà parte rispetto ad un uomo, troviamo che in fin dei conti è lei la vincitrice.

Amr Khaled:

Questo come può avvenire?

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

 

Nell’Islam, spetta all’uomo la responsabilità di sostenere le spese per la moglie. Quindi una donna può anche ereditare una fortuna dal padre, ma il marito o il fratello sono comunque obbligati a spendere per lei. Di conseguenza, la vincitrice è la donna.

 

Amr Khaled:

Gloria ad Allah, che non è mai ingiusto né verso i sessi né verso le razze. La differenza qui non è relativa al genere bensì alle circostanze e alle competenze.

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

Questa è eguaglianza come dovrebbe essere. Riguardo all’eguaglianza dal punto di vista europeo, conduce a famiglie distrutte, divorzi e relazioni illecite. Quando un uomo divorzia sua moglie, lei prende la metà dei suoi beni. Quindi, lui non vorrà sposarsi fino a che non sarà sicuro che il suo matrimonio non finirà con una separazione.

Amr Khaled:

Ho letto la traduzione del libro “La morte dell’Occidente” di Patrick Buchanan, che corse per la presidenza. L’autore afferma che questa uguaglianza non è saggia a sufficienza, perché conduce al declino delle percentuali dei matrimoni e delle nascite.

Dr.essa Lina Al-Hemsy:

Ho letto un altro libro americano che affronta il tema della leggenda della libertà della donna occidentale e come questa apparente libertà finisce per essere una vera oppressione. La riforma della situazione della donna nei paesi musulmani deve essere effettuata in base al vero credo islamico, che assegna dignità alla donna e le concede la sua libertà.

 Amr Khaled:

Grazie infinite Dr. Lina. Infine vorrei puntualizzare l’idea che bisogna coesistere con le donne e i loro diritti di vivere in modo dignitoso.

Che la pace, la benedizione e la misericordia di Allah siano su di voi.


[1] Noto scrittore egiziano

[2] sforzo di comprensione, di analisi del significato, teso all’interpretazione della legge islamica

[3]  responsi giuridici

[4] Detti del Profeta Mohammed, pace e benedizioni su di lui

[5] interpretazione

[6] L’emigrazione del Profeta (pbsl) ed i suoi Compagni dalla Mecca alla Medina, nel 622 d.C

[7] Tradizione del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui).

[8] TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba; poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato.

[9] giurisperito chiamato a fornire pareri legalmente fondati su determinate questioni giuridiche astratte (fatawa).

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