Un invito
alla coesistenza
Episodio 12
In nome di Allah, il
Compassionevole, il Misericordioso, pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.
Oggi parleremo dell’Imam Ash-Shafi’y, prima
però voglio porvi una domanda: quale fu la prima lezione di coesistenza
impartita nella storia dell’umanità? E’ chiaro che possiamo trovarla nella
storia di Adamo e dei suoi due figli. Essi erano fratelli, provenienti dalla
stessa famiglia, in un’epoca dove ancora non esisteva alcun tipo di conflitto.
Tuttavia non riuscirono a coesistere e uno dei due arrivò al punto di voler
uccidere l’altro!
La parola “altro”, se riflettiamo bene, è comparsa
già nel racconto dei figli di Adamo nel versetto in cui Allah l’Altissimo dice
quel che può essere tradotto come:
“Racconta loro, in tutta verità, la storia dei due figli di Adamo , quando
offrirono [ad Allah] un sacrificio, ed ecco che l'offerta di uno fu accettata e
quella dell'altro no. Questi disse: «Ti ucciderò certamente! …» (TSC
-Sura
V, versetto 27).
Anche se erano fratelli, il Corano li distingue
utilizzando la parola “altro”. Quindi possiamo affermare che il messaggio della
coesistenza è iniziato qui, sulla terra.
Se ponderiamo il meraviglioso versetto in cui Allah
l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “O uomini, vi abbiamo
creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù,
affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che
più Lo teme .In verità Allah è sapiente, ben informato. (TSC- Sura XLIX,
versetto 13), possiamo dire che Allah ci ha fornito le chiavi per
comprendere che Egli ci ha creato così diversi. È come stare sotto un grande
ombrello da dove possiamo scorgere significati di cooperazione, comprensione,
scambio di conoscenza, arte, etc.
Dubito che questo concetto sia presente in ogni
costituzione politica! Il sopracitato versetto enfatizza che questa diversità
deve agevolare la conoscenza e che non deve essere una ragione per isolarsi o
combattere l’uno con l’altro.
Noi siamo diversi per volere di Dio. Il Sublime Corano lo
conferma, nel versetto in cui Allah dice quel che può essere tradotto come:
“Se il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola
comunità. Invece non smettono di essere in contrasto tra loro, eccetto coloro ai
quali il tuo Signore ha concesso la Sua misericordia. Per questo li ha creati.
Così si realizza la Parola del tuo Signore: " In verità riempirò l'Inferno di
uomini e di démoni assieme"(TSC- Sura XI, versetti 118-119). Allah dice in
questo versetto che la diversità ha uno scopo: quello di aggiungere ricchezza e
diversità alla vita.
Sfortunatamente, noi consideriamo tutto ciò che non
si addice al nostro modo di pensare come sbagliato. Tendiamo a rigettare
chiunque sia diverso da noi, anche se le differenze aggiungono molto valore alla
vita. Questa è l’idea che ci sforzeremo di diffondere oggi. Dobbiamo cercare di
far emergere il meglio dalle nostre differenze per utilizzarle per i nostri
scopi ed obiettivi.
In quanto musulmani, possediamo una ricchissima
cultura ed un’enorme risorsa di informazioni grazie ai nostri numerosi sapienti.
Riflettiamo su una cosa. I colori primari sono tre:
blu, rosso e giallo. Immagina se non potessimo combinare questi colori. Non è
straordinario sapere che solo combinando questi tre colori possiamo creare
migliaia di altre tonalità? Se applicassimo questo concetto alle nostre idee, il
risultato potrebbe dare immenso valore e ricchezza alla vita.
Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui),
ci diede due esempi della bellezza di essere diversi. Prima paragonò il sostegno
reciproco dei credenti ai mattoni in un muro, dicendo che essi si rafforzano a
vicenda. Per costruire un muro sono necessari mattoni, cemento e altri elementi.
Ciascuno da solo non può formare un muro, se invece li uniamo ne possiamo
costruire uno ben solido.
Il secondo esempio, è basato sulla similitudine tra
i credenti sul piano dell’amore reciproco, dell’affetto, dei sentimenti. È come
se tutti insieme fossero un unico corpo, del quale se una parte si ammala, tutto
il resto soffre a causa dell’insonnia e della febbre.
Significa dunque che ogni parte è un pilastro, ma
allo stesso tempo dipende strettamente dalle altre.
Sono due esempi sorprendenti. Affinché tu possa
costruire una buona società è importante che tu comunichi con le persone
attraverso il dialogo, promuovendo così la tolleranza.
Un altro modello di coesistenza lo troviamo
nell’imam Ash-Shafi’y che cercò di far da ponte sull’enorme divario tra
le opinioni esistenti al suo tempo.
E’
sorprendente il fatto che egli venne ispirato dalla madre, la quale instillò in
lui la convinzione che poteva fare del bene alle persone incoraggiandole a
superare le differenze.
Prima di iniziare con questa meravigliosa storia,
vorrei prima riferivi come era conosciuto dai suoi contemporanei. Anche se
l’imam Ahmad Ibn Hanbal era un sapiente proprio come Ash-Shafi’y,
egli non era per niente geloso della fama di quest’ultimo. Anzi, lo ammirava, e
suo figlio riferì che egli pregava per Ash-Shafi’y ogni notte proprio
come faceva per i suoi genitori.
Egli era convinto che Ash-Shafi’y era
importante per la gente, come lo è il sole per la vita e la salute per il corpo.
Ash-Shafi’y era in grado di parlare fluentemente di scienza, di Islam e
di vari altri argomenti, a partire dallo sport fino ad arrivare alla poesia, ed
era eccellente in tutto!
Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui)
disse in un hadith
che pregava Allah, Gloria a Lui l’Altissimo, di guidare i Coreisciti
sulla retta via affinché un giorno i loro sapienti potessero diffondere il
sapere religioso sulla terra. Egli, pace e benedizioni su di lui, disse anche
che Allah invia qualcuno alla Ummah
ogni 100 anni per rinnovare la loro fede. C’è accordo sul fatto che per i primi
100 anni questa persona fu Omar Ibn-Abdul-Aziz. Questo perché egli
diffuse la giustizia tra le persone.
Si dice anche che la persona inviata per il secondo
secolo fosse l’Imam Ash-Shafi’y, e che se non fosse stato per lui sarebbe
avvenuto un grande scontro di opinioni. Vediamo come ha potuto evitare ciò.
Prima di addentrarci nel discorso, riassumerò
velocemente com’era la vita in quel periodo. L’imam visse durante il periodo
Abbaside, durante il quale regnava il califfo Harun Ar-Rashid. L’Islam al
tempo era diffuso in molti stati, ma nonostante questa grande espansione, vi
erano molti pericoli. Gli stati che erano sotto la protezione dell’Islam avevano
diverse culture, punti di vista, etica, valori ed attitudini. Alcuni di loro non
vedevano di buon occhio l’Islam. Per di più non erano molto disponibili a
comunicare con gli altri a causa dei mezzi di trasporto che rendevano difficili
la conoscenza e la comprensione.
Ognuno aveva il proprio punto di vista, credo, ed
era molto difficile cercare di costruire un ponte tra loro.
Proprio per questo Ash-Shafi’y partiva ogni
tanto per viaggi verso paesi diversi, stabilendovisi per vario tempo per cercare
di far comunicare le persone e correggere le loro idee errate. Viaggiò per dieci
paesi agendo come un ambasciatore del sapere. Al suo tempo, la maggior parte dei
Compagni del Profeta (pbsl) erano morti e quindi non c’era nessuno che poteva
risolvere le dispute e i litigi che emergevano, inoltre vi era un’ampia
categoria di giovani che tenevano in poco conto la religione e la loro fede.
Come si comportò con essi? Cercò di trovare un
punto in comune tra loro. Egli emerse nello sport proprio perché era l’unica via
per potersi rapportare con quei ragazzi.
Inoltre, vi era un’enorme conflitto causato
dall’assassinio di Othman Ibn-Affan e da tutte le conseguenze che
derivarono da questo episodio. Da qui inizierà a formarsi il gruppo degli
Sciiti, i negatori della sunnah,
e gli
Al-Khawarij.
Tra questi
c’era chi aspettava l’occasione giusta per ribellarsi ed andare per la propria
strada. D’altro canto era un periodo che testimoniava una grande prosperità
nell’arte enfatizzando l’aspetto del romanticismo, della musica e dei piaceri.
Quindi vi era un forte scontro tra l’arte e la religione.
Intanto le scuole di pensiero cercavano di trovare
soluzioni alle nuove questioni che erano emerse che non erano state menzionate
né dal Corano né dalla sunnah. Al tempo c’erano due principali scuole di
pensiero: la prima era la scuola dell’Hijaz presieduta dall’imam Malik,
l’altra era la scuola in Iraq dell’ imam Abu Hanifa. Entrambe le scuole
entrarono in conflitto su alcune questioni riguardanti gli ahadith, come
esse stesse documentarono.
Questo era
un periodo estremamente vitale, perché consisteva nella prima fase della nascita
della giurisprudenza islamica. I seguaci di ciascuna scuola iniziarono ad
offendersi a vicenda, oltre ad essere discordanti su varie questioni.
Ash-Shafi’y
avrà in seguito un grande ruolo cercando di distendere i vari conflitti in corso
e sforzandosi di far giungere a compromessi le due scuole, creando armonia tra
di loro.
Oggi vi darò un esempio di come Ash-Shafi’y
ebbe modo di trattare i conflitti tra le due scuole di pensiero sopraccitate.
Egli semplicemente li esaminò per molto tempo e successivamente giunse ad una
nuova area di ricerca, ovvero la scienza che tratta le basi della giurisprudenza
islamica. Questa scienza pone delle regole su come estrarre il sapere dal Corano
e dalla sunnah. Egli impiegò nove anni per formulare questa metodologia logica
di pensiero. Queste regole furono poi trasferite ed usate più tardi dagli
europei come base per l’approccio scientifico da utilizzare per ogni area del
sapere.
Le sue regole ed indicazioni erano veramente
semplici. Primo, egli basava la sua comprensione su cosa era permesso e cosa era
proibito, sulla semplice idea che ciascun versetto del Corano si rapporta con la
situazione mirando a proteggere una delle seguenti cinque cose: lo spirito, la
salute, la fede, il denaro e l'onore. Dunque, possiamo capire meglio il
significato dei versetti coranici e le regole che Allah ha stabilito per noi
attraverso la comprensione del perché queste regole si trovano lì e che cosa
esse proteggono.
Come seconda cosa, l'imam Ash-Shafi'y ha
puntualizzato l'importanza di stabilizzare i significati delle parole proprio
come lo sono nei dizionari e nei glossari di lingua araba. Questo serviva a
prevenire interpretazioni errate delle parole da parte di chi mira a cambiare i
significati dei versetti coranici.
Terzo, ha indicato come fare per trovare una
soluzione ad un problema: bisogna prima di tutto cercare il versetto concernente
l'argomento e tutti i versetti correlati ed analizzarli tutti insieme. Nel caso
non ci fossero versetti disponibili, allora si dovrebbe fare lo stesso con i
detti del Profeta (pbsl). Se non è stato anche in questo caso trovato niente,
allora bisogna utilizzare ciò su cui i Compagni del Profeta si trovarono in
accordo a proposito dell'argomento. L'ultimo livello d'analisi è l'applicazione
di analogie, e consiste nel cercare di trovare questioni simili trattate nel
Corano e quindi di tentare di arrivare ad una soluzione,
Un esempio, riguardo alla proibizione
dell'assunzione di droga o di stupefacenti in generale. Siccome nel Corano non è
nominata la droga, possiamo dedurre questa proibizione riferendoci a ciò che
Allah ha prescritto per gli alcolici. Siccome l'alcol è proibito perché
danneggia la salute e la sanità mentale, per analogia anche le droghe sono
proibite.
Dopodiché egli sottopose questa metodologia alle
due principali scuole di pensiero; in questo modo riuscì a porre fine ai
conflitti che vi erano tra i seguaci di queste due scuole e a minimizzare
un'eventuale scontro. Era riuscito a farlo grazie alla sua dedizione nel voler
trovare un terreno comune tra le due parti. Era riuscito nel suo intento grazie
alla sua sincera intenzione di unire le persone. Questa è coesistenza!
Vorrei concludere l'episodio di oggi con una
richiesta. Perchè non pensare a come trovare un terreno in comune tra te e gli
altri, come ad esempio tra te e tuo padre, i tuoi vicini etc...?
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