Un Invito per una comunicazione migliore.



Un Invito per una comunicazione migliore. 

 

Un articolo del Sig. Amr Khaled nella rivista “Al-Mar’a Al-Yaoum” (La donna Oggi), del 08.06.2004.

Ecco il testo dell’ articolo. 

 

Una casa felice è priva di problemi?

E’ una casa quella in cui i membri si trattano con formalità?

E’ una casa quella in cui prevale il silenzio perché ogni membro è indipendente e si sente forte a causa di questa sua indipendenza?

È una casa quella in cui le liti non sono seguite da riappacificazioni?

È una casa quella in cui c’è tensione non seguita dalla calma?

 

Onestamente, quella non è una casa felice; anzi quella non è affatto una casa. Perché? Perché la casa è un luogo dove trovi calore e partecipazione emotiva, prima di quella fisica. Un luogo di consultazione, di disaccordo di opinioni e poi di accordo. Un luogo di tenera paternità e compassionevole maternità; un luogo dove i figli fanno presenti i loro problemi ed i genitori tentano di risolverli. Un luogo in cui si parla qualche volta e si ascolta tante volte. Un luogo principalmente di connessione spirituale, prima di qualsiasi altra cosa.

Questa è una casa felice, e queste sono le sue caratteristiche. Questa vitalità nelle relazioni è necessaria tra i membri della famiglia, tra i figli e i genitori, tra i fratelli e le sorelle,  tra il marito e la moglie.

 

Questo è ciò che vorrei focalizzare in questo articolo, a Dio piacendo!

 

La sindrome del silenzio che molte coppie sposate soffrono dopo un certo periodo di tempo, è un fenomeno comunemente osservato che deve essere analizzato, ed una soluzione deve essere trovata, dato che questo è un problema molto diffuso. Il relativo danno è contagioso ed ha effetti negativi su ogni membro della casa: sull'uomo, sulla donna e sui figli.

La cosa strana è che la causa di questa sindrome non è sempre dovuta a liti tra marito e moglie. Anzi, la relazione tra loro potrebbe essere molto tranquilla e regolare, ordinaria e consueta; ognuno sa i suoi doveri e li compie, sa i suoi diritti e non ha il bisogno di chiederli, perché la controparte glieli procura comunque.

Questo potrebbe essere parte di una delle cause della sindrome, ma ce n’è un’altra di cui voglio parlare. I numerosi urti tra il marito e la moglie spingono verso questa seconda causa: l'allontanamento emotivo. È il minore tra i due mali, a cui ricorrono i coniugi per scappare dai problemi, evitando così gli urti che accadono quando discutono e disputano.

Dal mio punto di vista personale, il problema non consiste nella diversità dei modi di pensare, cosa possibile e naturale ma che potrebbe non essere un ostacolo. Il problema consiste nella gestione di questa diversità. La mia opinione, è che il marito e la moglie hanno la responsabilità di amministrare questa diversità. Ogni membro può essere responsabile di questa situazione per gradi differenti.

In questo articolo, vorrei focalizzare l’attenzione su alcuni punti che potrebbero aiutare a costruire ponti di comunicazione reciproca tra i coniugi. Per esempio, ognuno dei due dovrebbe far sapere all'altro l'atteggiamento che si aspetta da lui durante una discussione. Il marito magari non vorrebbe essere interrotto dalla moglie finché non ha finito il suo discorso, perciò deve chiarire a sua moglie questo punto che potrebbe rappresentare il problema durante le loro discussioni, e la donna di conseguenza, quando espone il suo problema, dovrebbe essere paziente e sforzarsi particolarmente in questo senso. Credo che cinque, dieci o quindici minuti non sia un periodo troppo lungo da sopportare.

Dall'altra parte la moglie, potrebbe non gradire le osservazioni taglienti del marito o la svalutazione delle proprie opinioni da parte sua, i suoi sguardi ironici potrebbero provocarla ed innervosirla, il che aggraverebbe il problema originale e lo renderebbe più grande. L'uomo, in questo caso, ha creato il problema, ed è in grado di risolverlo, se Dio vuole.

È richiesto all'uomo di frenare il suo senso ironico, che è proibito nella giurisprudenza islamica. Allah Il benedetto, l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: "O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui" (TSC[1]- Sura XLIX, versetto 11).  Questa franchezza, seguita dagli sforzi di entrambi le parti, se Allah vorrà, riuscirà a diminuire il conflitto e le liti tra i due coniugi di una  grande percentuale.

Questo era il primo concetto da sottolineare.

 

Il secondo punto da mettere a fuoco è l’obiettivo della conversazione. Solitamente, lo scopo del dialogo è spesso limitato agli interessi privati di ognuno dei coniugi e ad argomenti generali, per i quali non è necessario arrivare ad una decisione o ad una certa soluzione approvata da entrambi.

Vi do un esempio: un uomo e sua moglie seguono il telegiornale, sono interessati ad una particolare notizia ma hanno in proposito una diversa opinione. Ognuno dei due inizia a proporre il proprio punto di vista all’altro, insistendo sulla propria opinione. Il problema è che questa discussione fra marito e moglie comincia con una discordanza, e finisce con uno scontro. Un argomento così comune non dovrebbe influire sulla relazione di una coppia. Perchè dovrebbero rifiutare l’opinione l’uno dell’altra? Perché litigare su un argomento simile? La lite in questo caso è insensata ed incomprensibile.

Per quanto riguarda le questioni comuni per le quali è necessario giungere ad una sola decisione, suggerisco che la questione venga discussa e che ogni parte esprima il suo punto di vista; se i due punti di vista coincidono, il problema è risolto. Ma se non si mettono d'accordo e nessuno dei due riesce a convincere l’altro, in tal caso è consigliabile che la donna segua la decisione dell'uomo, senza discutere troppo fino al punto di dargli fastidio, per non complicare la situazione. Prego i lettori di notare che non ho chiesto alla donna di cambiare le sue opinioni, ma le ho chiesto, per evitare altri problemi nella situazione, di non polemizzare eccessivamente, perchè comunque questo comportamento non cambierà il punto di vista del marito, ma creerà conflitti e risentimento. Queste sono alcune soluzioni che consiglio di adottare per risolvere il problema della sindrome del silenzio e della mancanza di dialogo tra i coniugi. Ad Allah chiedo il successo e la risoluzione.

Il discorso proseguirà la prossima settimana, se Allah Vuole.  

 


TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba; poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato[1]

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