L’Altruismo "Al-Ithar"



L’Altruismo "Al-Ithar"

 

Cerco rifugio in Allah, l’Audiente, il Sapiente, contro Satana il lapidato. In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

La lode appartiene ad Allah, Lo ringraziamo, a Lui chiediamo aiuto, Lo preghiamo di guidarci sulla retta via e a Lui chiediamo perdono. Ci rifugiamo in Allah contro il male dei nostri stessi spiriti e contro il male che commettiamo.

Colui che Allah guida è ben guidato e colui che Egli svia non troverà patrono all’infuori di Lui.

 

La qualità morale di oggi è "Al-Ithar", l’altruismo; è molto strano che ci siano delle qualità morali islamiche non più adottate o poco conosciute dalla gente, sebbene l’Islam ordini di comportarci secondo queste regole, che furono di estrema importanza per lo stesso Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui). Oggigiorno se parlo con i giovani di questa qualità mi chiedono: “Che cosa significa "Al-Ithar"?

E’ altrettanto strano che non esista l’ esatto equivalente di questa parola nel lessico delle altre lingue, come ad esempio nell’inglese o nel francese. Infatti, è molto difficile trovare un suo corretto sinonimo. Questo non vale solo per la qualità morale di "Al-Ithar", ma anche per tante altre, come l’"Hayaa", che è tradotto in inglese con “shy”, ovvero “timidezza”, ma che non rende lo stesso significato della parola araba, o il"Tawado’'", cioè la modestia, che viene tradotta in inglese con “humble”, un termine  più vicino al significato di “umiliazione”,  non di “modestia”.

 

Purtroppo, oggigiorno i giovani tendono ad imitare gli atteggiamenti occidentali, dimenticando le buone maniere islamiche; mi auguro che si possa imparare dalla loro tecnologia, civiltà e dalle loro tecniche amministrative, ma attualmente si mette in pratica solamente cieca imitazione. È vero che la nostra nazione non è così avanzata, e che questo è un grande problema, ma i giovani invece di tentare di progredire, imitano solamente il loro modo di vestire, di mangiare, ascoltano le loro canzoni, rifiutando invece di imparare i comportamenti islamici.

 

Dopo questa premessa, dove possiamo apprendere la morale di “Al-Ithar”, allora”?

Negli insegnamenti del Profeta (pace e benedizioni di Dio su di lui), e nei comportamenti degli uomini che credettero nell’Islam e vissero per esso. 

 

Dunque, “Al-Ithar” significa preferire i tuoi fratelli a te stesso; considerare la loro felicità e il loro benessere prima del tuo; rinunciare ad un piacere della vita terrena per gli altri.  Meglio ancora, preferire e dare priorità a qualcun altro a dispetto di sè, auspicando che concedendogli una delizia di questa vita terrena, si riesca ad ottenerne altre più sublimi nell’Altra vita.  

 

Esempi di Altruismo

 

In una rigida notte invernale a Medina, andò dal Profeta (pace e benedizioni su di lui) una donna degli Ausiliari, e gli donò un mantello di velluto che lei stessa confezionò. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) fu compiaciuto del suo gesto, lo indossò e uscì. In quel preciso istante uno dei suoi Compagni, guardandolo, gli disse: “Che bel mantello! Me lo regali, o Inviato di Dio?”

  

Se tu fossi stato al posto del Profeta (pace e benedizioni su di lui), cosa avresti fatto?

Il Profeta (PBSL) gli rispose: “Certo”, quindi si tolse il mantello e glielo diede. Avete visto cosa s’intende per  “Al-Ithar”?

Successivamente gli altri compagni si arrabbiarono, e rimproverarono questa persona dicendogli che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) aveva bisogno del mantello, e questi disse loro: “Io ne ho bisogno più del Profeta, perché vorrei  utilizzarlo come sudario.[1]

 

Altri  esempi:

 

In seguito all’ apertura all’ Islam di Mecca e Khaibar, ovvero circa 23 anni dopo l’ inizio della missione profetica, Il Profeta (pace e benedizione su di lui) e i musulmani conquistarono un bottino di guerra finalmente abbondante, dopo aver fortemente sofferto la  povertà. È da ricordare che il Profeta (pace e benedizioni su di lui), per la fame, soleva fissarsi due pietre sulla pancia.

Dopo la vittoria, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ottenne dal bottino conquistato talmente tanti ovini da poter riempire la zona che intercorre fra due montagne.

Immaginate, possedeva tutto questo dopo aver vissuto per lungo tempo in povertà. Ma per lui tutto ciò non era importante. Egli desiderava ricompense nell’Altra vita.

 

Un giorno, un uomo andò dal Profeta (pace e benedizione su di lui) e mentre guardava tutti questi ovini, l’ Inviato di Allah (pace e benedizione su di lui) gli chiese: “Ti piacciono?”; l’uomo rispose affermativamente. Allora il Profeta (pbsl) gli disse: “Puoi prenderli tutti. Sono tuoi.” L’uomo disse: “Quello che dici è vero?” Ed egli ribadì: “Si, se li vuoi prendili.”

Puoi immaginare fino a che punto può arrivare “Al-Ithar”?!

L’uomo, dunque, corse verso gli ovini e continuò a girare intorno a se stesso guardandoli e, tornando dalla sua tribù con essi, disse: “Sottomettetevi, io sono appena stato dall’uomo più nobile che sia mai esistito sulla terra; Muhammad fa doni tali che uno non ha più da temere la povertà; e se uno si converte all’ Islam covando solo vantaggi mondani, non ci vorrà gran tempo che l’ Islam gli risulterà più caro del mondo e di quel che ci sta sopra.[2]

 

Un trasmettitore disse: “L’Inviato di Allah, pace e benedizione su di lui, non ha mai rifiutato di donare un qualcosa di suo a chiunque glielo chiedesse.”.

 

Una volta andò un uomo da lui e gli disse: “Oh Profeta di Dio, io non ho niente da mangiare” quindi il Profeta, pace e benedizione su di lui, mandò a chiedere ad alcune delle sue mogli se avessero del cibo per lui, ma tutte risposero e giurarono di non avere altro che acqua. Allora chiamò i suoi Compagni, chiedendo loro se qualcuno potesse ospitare quest’uomo. Un uomo degli Ausiliari accettò, e lo accompagnò a casa sua, chiedendo alla propria moglie se avessero del cibo in casa. La donna rispose che lo aveva, ma che era sufficiente soltanto per i figli. Il marito allora le disse di addormentare i bambini, cercando di far dimenticare loro la fame, e poi di spegnere la luce della lampadina quando sarebbe arrivato l’ospite, affinché credesse che anche loro stessero mangiando con lui.

 

Vedete cos'è “Al-Ithar”? Oggigiorno la realtà è completamente diversa, può capitare che tre giovani viaggino insieme e nascondano il cibo che hanno con sé.

  

Quando l’ospite andò dall’ausiliario, dopo che i bambini si furono addormentati, si sedette a tavola (sempre con la luce spenta) e mangiò, e quando venne il tempo della preghiera dell’alba, l’ausiliario e la moglie andarono in moschea per pregare, dove incontrarono il Profeta (pace e benedizioni su di lui), che disse loro: “Allah è compiaciuto di quello che avete fatto col vostro ospite[3]”, e, proprio in questa situazione Allah l’Altissimo rivelò quel che può essere tradotto come: “...e che [li] preferiscono a loro stessi nonostante siano nel bisogno.” (TSC- Sura LIX, versetto 9), cioè nonostante patiscano fame, povertà, vivano con fatica e siano nel bisogno.

     

Queste persone, pur non avendo niente, diedero priorità al loro ospite; questo è un esempio di etica assente tra noi oggigiorno, e di cui non sentiamo più parlare.

 

Hai mai pensato per una sola volta a dare la priorità a qualcun’ altro, per esempio, donando un vestito che hai appena comprato?

Ecco ciò che ci insegnò il Profeta (pace e benedizione su di lui): “Nessuno di voi è un vero credente se non desidera per il fratello ciò che desidera per se stesso[4]” Questo è “Al-Ithar”; la tua fede non sarà mai completa se non desidererai per tuo fratello quello che desideri per te stesso.

 

Al-Ithar” dei compagni verso il Profeta (pace e benedizioni su di lui), che non riguardava i soldi ma lo spirito:

 

Il Compagno Abu Dejana, durante la battaglia di Uhud, mentre le frecce venivano scagliate dagli avversari verso il Profeta (pace e benedizioni su di lui) da tutte le direzioni, sacrificò la propria vita abbracciando il Profeta (pbsl) per proteggerlo. Disse Abu Bakr , in questa situazione “Ho visto il corpo di Abu Dejana pieno di frecce, sembrava un riccio” egli infatti continuò a proteggere il Profeta (pace e benedizioni su di lui) preferendo la di lui vita alla propria.  Dove è il nostro “Al-Ithar” verso il Profeta (pace e benedizioni su di lui)? Abbiamo alimentato la sua Tradizione?

 

Un’altro esempio è dato da Talha Ibn Ubaid Allah, che, sempre durante la battaglia di Uhud, andò dal Profeta (pace e benedizioni su di lui) e gli disse: “Abbassa la tua testa, Inviato di Allah, (lascia che) il mio collo sia (colpito) al posto del tuo.” Venne poi scagliata una freccia rivolta verso il Profeta (pbsl), ma Talha la intercettò con la sua nobile mano, che, a causa di questo episodio, rimase paralizzata.

 

Il giorno della conquista di Uhud, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Chi mi proteggerà dai miscredenti ed entrerà in Paradiso come ricompensa?” A quel punto, i miscredenti si diressero in gruppi verso il Profeta (pace e benedizioni su di lui) per ucciderlo. Allora, dieci giovani fra gli Ausiliari, la cui età variava tra i 18 e i 19 anni, si fecero avanti: morì il primo, poi il secondo, poi il terzo fino ad arrivare all’ultimo che si chiamava Yazid Ibn Alsakan; quest’ultimo morì ai piedi del Profeta (pace e benedizioni su di lui), cercando di proteggerlo. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) quindi, sollevò la testa di Yazid da terra verso il cielo e disse: “O Allah, sii testimone che Yazid ha fatto tutto il possibile per proteggermi.” 

 

Di solito, quando parliamo d’altruismo, citiamo esempi di singole persone, ma non abbiamo mai sentito parlare di una città intera che avesse questa qualità. Medina era invece proprio una città del genere, infatti gli Ausiliari, i suoi abitanti, la possedevano.

 

Quando gli Emigrati uscirono da Mecca, non erano provvisti di nulla, pur essendo ricchi mercanti; ognuno di loro aveva solo l’abito che indossava e, differentemente dai Medinesi che erano agricoltori, erano commercianti, e di conseguenza non sapevano lavorare la terra.

 

Nel momento in cui gli Emigrati arrivarono a Medina, alcuni dei quali anche a piedi, successe un qualcosa che va  oltre l’immaginazione: gli Ausiliari litigarono tra loro per ospitarli, a tal punto che dovettero fare un sorteggio per ogni Emigrante che entrava in città!

 

Guarda la differenza fra questa situazione e quello che succede oggi, quando una madre anziana ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lei: la moglie del figlio e il marito della figlia si rifiutano di ospitarla, e la mandano l’uno dall’altro. Guarda invece com’era meraviglioso il comportamento degli Ausiliari, nonostante la loro debolezza e povertà, mentre noi abbiamo case ben arredate e spaziose, e, malgrado questo, ci sono mogli che rifiutano di ospitare la madre del proprio marito.

 

Fra gli esempi d’altruismo degli Ausiliari, troviamo quello di Saad Ibn Al Rabi’,  quando ospitò Abdel Rahman Ibn Ouf, uno degli Emigrati, al quale disse: “O fratello, questi sono i miei soldi e li condivido con te. Questa è la tua parte, e questa è la mia; queste sono le terre che possiedo, che dividerò equamente con te; questa è la mia proprietà, ho due mogli: scegli colei che preferisci affinché io possa divorziare da lei e che, dopo l'Idda (cioè dopo che sia trascorso un periodo di 3 mesi dal divorzio, secondo le regole dell’Islam), potrai prendere in sposa.”  Avete visto che livello d’altruismo?

Abdel Rahman Ibn Ouf, comunque, fu molto onesto, non sfruttò l’occasione e replicò: “Che Allah ti conceda una bella ricompensa. Dove è il mercato?”

 

Nella storia, troviamo che durante ogni emigrazione vi fu sempre spargimento di sangue, ad esempio in occasione di quella degli europei verso l’America –tutti noi abbiamo guardato i film che trattano le vicende degli indiani d’America-; quanto spargimento di sangue ci fu? E quanti indiani vennero uccisi affinché l’America potesse essere conquistata?

 

Ma la più grande emigrazione nella storia, colma d’amore e di altruismo, fu quella degli abitanti di Mecca verso Medina, che ebbero un’ accoglienza meravigliosa da parte degli Ausiliari. Immagina come ognuno di loro condivideva con uno degli Emigrati la propria casa, i soldi e anche gli abiti; come le donne degli Ausiliari condividevano i loro vestiti con le donne degli Emigrati, facendo la stessa cosa con gli abiti dei loro figli. Al giorno d’ oggi, chi di noi può immaginare di condividere la sua casa con qualcuno? Le abitazioni degli Ausiliari erano molto piccole, non come le nostre; come riuscirono a fare questo senza  temere che le loro mogli si arrabbiassero? E come fecero le mogli ad accettare le loro decisioni?

 

Riuscirono a farlo perché l’altruismo porta benedizioni e compiacimento, e rende Allah così soddisfatto di te che si è spronati a metterlo in pratica maggiormente. Se tu hai un comportamento opposto di “Al-Ithar”, non sentirai mai tale benedizione e soddisfazione.    

 

Prova ad aprire il tuo armadio, guarda bene dentro: troverai degli indumenti che non hai indossato da anni o che non usi mai; perché allora non li doni ai poveri? Non ti dico di regalare i tuoi abiti nuovi, anche se il Profeta (pace e benedizioni su di lui) lo faceva! Cosa pensi di questo? Cosa pensi di chi condivide la propria casa con un altro? Sono esempi difficili da seguire, non è così?  

 

É degno di menzione il fatto che il Profeta (pace e benedizioni su di lui), quando emigrò con i suoi compagni a Medina, andò dagli Ansar e disse loro: “Sono vostri fratelli, hanno lasciato il loro denaro, i loro figli e sono venuti da voi; non sanno coltivare la terra. E’ possibile condividere con loro le vostre proprietà?” Gli Ausiliari risposero: “Sì, Inviato di Allah. Condivideremo equamente con loro i nostri soldi.” L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) non intendeva chiedere loro questo, ma soltanto di aiutarli, quindi domandò nuovamente: “Qualche altra cosa (cioè potete offrirgli qualcos’ altro)?” Gli Ausiliari risposero: “Che altro possiamo fare, oh Inviato di Allah?” Egli replicò: “Condividere con loro i vostri frutti.” - gli Emigrati infatti non sapevano cosa farsene dei soldi, visto che non potevano uscire da Medina, essendo essa circondata  dai miscredenti – ed essi risposero: “Lo facciamo, oh Inviato di Allah, ma con quale compenso?” Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) infine rispose: “Il vostro compenso sarà il Paradiso.”  

 

Hai visto qual è la ricompensa per l’altruismo? Un uomo degli Ausiliari, dopo un intero anno di lavoro, volle dare i datteri maturi del suo raccolto ad uno degli Emigranti prima di arrivare alla propria casa.

Non volle scegliere per sé i migliori, e dare il resto all’ Emigrante!  Tu, al contrario, quando fai l’ elemosina, potresti dare ciò che di peggio hai in tasca.  

  

Invece quell’ uomo  andò con tutti i suoi datteri dal suo fratello Emigrante, dicendogli: “Scegli ciò che preferisci, ritornerò fra un’ora” – questo per non metterlo in imbarazzo- quindi tornò, e trovò che l’uomo degli Emigrati aveva scelto per sé i datteri peggiori, dopodiché si misero a litigare perché ognuno di loro voleva che l’altro prendesse i frutti migliori!

 

Quando i musulmani conquistarono Khaibar e ci fu più ricchezza, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse agli Ausiliari: “Che Allah vi benedica, voi avete adempiuto al Patto richiestovi.” E qualcuno di loro disse: “Oh Inviato di Allah, noi abbiamo fatto ciò che ci hai chiesto per avere il Paradiso.” E il Profeta (pace e benedizioni su di lui) replicò: “Lo avrete.” 

 

 

 

 

 

Vedi qual è la ricompensa per l’altruismo? Ogni volta che doni qualcosa, dài la possibilità alla tua anima di essere generosa, e ogni volta che la tua anima diventa più generosa, più si allontana dall’odio e dall’invidia.

È meravigliosa la relazione che esiste tra l’altruismo e il conforto del cuore, le persone, praticandolo, diventano misericordiose, e abbandonano l’arroganza e l’invidia. Vuoi dunque purificare il tuo cuore? Impara ad essere altruista.

Giunse dal Bahrain denaro in abbondanza, e il Profeta (pace e benedizioni su di lui) mandò a chiamare gli Ausiliari, volendo donare loro questa somma per tutto quello che avevano fatto, ma loro risposero: “No, oh Messaggero di Allah, non prenderemo questi soldi finché non li dividerai fra noi e i nostri fratelli Emigrati.” E quando giunsero quest’ultimi, dissero: “No, oh Messaggero di Allah, pensiamo che i nostri fratelli si meritino tutta la ricompensa.” Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) perciò disse: “No, fino a che pregherete per loro, riceverete la stessa ricompensa.”

 

Che meravigliosa società!

 

Non sarebbe difficile realizzarla, se si ritornasse alla fede e alle qualità morali dell’Islam, e soprattutto se l’obiettivo da raggiungere fosse il Paradiso.

L’altruismo non si dimostra unicamente con il denaro, come abbiamo già detto, ma anche con la bontà dell’ animo.

Ikrima Ibn Abu Jahl combatté contro il Profeta (pace e benedizioni su di lui) per ventidue anni, poi si convertì all’Islam e divenne un buon musulmano; morì da martire per altruismo. Ikrima fu uno tra i feriti durante la battaglia di Yarmuk. I feriti,  venivano radunati in un unico luogo fino alla fine dei combattimenti; suo cugino, era uno fra coloro che si occupavano di dar loro l’ acqua, e raccontò: “Cercavo Ikrima, e lo trovai tra i feriti che gemevano; stava per morire, e vicino a lui vi erano una decina di musulmani, che erano stati colpiti anch’ essi; quando corsi da lui per dargli l’otre per dissetarsi, sentì la voce di un fratello musulmano che diceva di aver sete. Allora Ikrima disse: «Per Allah, non berrò finché non avrà bevuto mio fratello!» Andai allora dal secondo, e mentre si accingeva a bere, questi udì un altro fratello che diceva: «Ah!...» e anch’ egli disse: «Per Allah, non bevo...» Allora andai dal successivo, poi dal successivo, finché arrivai dal decimo che mi disse: «No! Per Allah, non bevo finché non ha bevuto Ikrima!» Ritornai perciò da Ikrima, ma era già esanime: aveva preferito altri a se stesso pur essendo ferito e in punto di morte.”

 

Oggigiorno siamo avari di soldi, di vestiti e anche di conoscenza, abbiamo perfino paura di dare informazioni  a un nostro collega perché non vogliamo che ci surclassi.

 

Ecco una meravigliosa storia di altruismo, che ebbe come protagonista Abd Allah Ibn Omar. Egli amava il seguente versetto: Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Non avrete la vera pietà finché non sarete generosi  con ciò che più amate.” (TSC- Sura III, versetto 92), infatti, soleva dare in elemosina le cose che amava di più.

Una volta si rese conto che teneva molto alla cammella che stava montando, allora scese da essa e si fermò vicino alla strada, finché trovò un povero ed anziano uomo, al quale disse: “Cavalcala, buon uomo, è tua.” In un’ altra occasione, sua moglie gli preparò un pesce arrosto - lui amava moltissimo il pesce- di cui fu molto contento. In quel preciso istante, un bisognoso bussò alla sua porta,  e Ibn Omar disse alla moglie di dare a lui il pesce, ma lei dichiarò: “Ma a casa abbiamo anche del pane, dell’orzo e della carne!” e Ibn Omar replicò: “Allora che faccio a proposito del versetto di Allah «Non avrete la vera pietà finché non sarete generosi con ciò che più amate»? Dagli il pesce!” Dopo averglielo dato, gli chiese: “Me lo vendi per un dirham?” Il povero accettò, quindi la moglie gli consegnò un dirham e si riprese il pesce. Al momento di mangiarlo, lo stesso uomo bussò alla porta un’altra volta e disse: “Datemi qualcosa…” Allora Ibn Omar ribadì alla moglie di consegnargli il pesce e quest’ ultima gli disse: “Ma Ibn Omar, l’ho già fatto una volta!” Allora Ibn Omar le rispose: “Allah l’ha detto tante volte e non solo una («Non avrete la vera pietà finché non sarete generosi con ciò che più amate»)!” Perciò la moglie riportò il pesce all’uomo e gli chiese: “Posso comprare nuovamente questo pesce da te?” L’uomo accettò, e la donna gli disse: “Per Allah, spero che non ritornerai una terza volta!”.

 

Quando Omar Ibn Al-Khattab stava morendo, dopo essere stato colpito da Abu Lo’loa Al-Majosi, disse a suo figlio, Abdullah Ibn Omar: “Oh Abdul Allah, vai dalla Madre dei Credenti Aisha, e dille che io, Omar Ibn Al-Khattab, e non Principe dei Credenti, visto che ormai non lo sono più, le chiede il permesso di essere seppellito con i suoi compagni (il Profeta, pace e benedizioni su di lui, e Abu Bakr) nella sua stanza.” A’ishah rispose: “Questo posto lo volevo per me, ma favorirò Omar.”

Immagina, sarebbe stata seppellita vicino a suo marito e a suo padre, rispettivamente l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) e Abu Bakr. Che nobile sepoltura! Però la meravigliosa donna lasciò il posto ad Omar, e accettò d’essere sepolta nel  Baqi’a (un cimitero di Medina) per altruismo verso di lui.

 

Abu Huraira raccontò: “Rimanevo spesso, per lungo tempo, senza cibo, a tal punto che temevo di perdere la ragione. Le persone, infatti, dicevano di me che ero pazzo, ma giuro che non lo ero: avevo fame! Mi sedevo solitamente vicino al minbar (pulpito) del Profeta (pace e benedizioni su di lui), e quando passava un musulmano, gli chiedevo di leggermi i versetti coranici del dono, nella speranza che mi desse qualcosa. Passò davanti a me Abu Bakr, mi lesse i versetti e se ne andò, senza capire quello che volevo, e così fece Omar Ibn Al-Khattab; poi passò il Profeta (pace e benedizioni su di lui), mi guardò e capì, poi sorrise  e disse: «O Abu Hurayra, seguimi!» Entrò a casa sua, dopo aver chiesto il permesso a sua moglie, e le domandò se avevano qualcosa in casa. La moglie rispose che c’ era solamente un ciotola di latte che era sufficiente unicamente per un uomo o due. Abu Huraira guardò il latte con desiderio ardente, però il Profeta (pace e benedizioni su di lui) volle insegnarli l’altruismo, e gli disse di chiamare tutta la gente della Veranda (La “gente della Veranda”, erano dei musulmani poveri, affamati come Abu Huraira, ed erano circa un centinaio). Abu Huraira, dispiaciuto, disse al Profeta (pace e benedizioni su di lui): «Basterà questa ciotola per la gente della Veranda?» Quindi uscì, preoccupato, ma incapace di disobbedire al Profeta (pace e benedizioni su di lui), e li andò a chiamare. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui), lo guardò sorridendo, e gli disse: «Da’ loro da bere, Abu Huraira» Voleva dare un’ importante insegnamento a tutti, facendo capire le benedizioni che si ricevono essendo altruisti. Perciò Abu Huraira prese la ciotola, e la fece passare fra loro, finché ognuno bevve; “Il Profeta (pace e benedizioni su di lui)“ raccontò “mi guardava e sorrideva, poi dichiarò: «Siamo rimasti solo io e te, Abu Huraira.» Mi disse di bere, io volevo che lo facesse lui per primo, ma egli insisté, quindi bevvi finché gli confermai: «Basta, lo giuro, sono pieno!» Allora il Profeta (pace e benedizioni su di lui) prese la ciotola e bevve ciò che rimase del latte.”

Bevve ciò che rimase! Caccia l’ avarizia dalla tua casa e dalle tue tasche, sarai benedetto con la generosità dell’ animo e potrai provare la dolcezza dell’ altruismo. Ogni volta che dai un qualcosa, è come se avessi ricevuto un qualcosa.

 

 

A volte, quando sei a tavola con tua madre, pensi fra te e te: “Se non prendesse quel boccone...” Perché pensi questo? Se non sei altruista con tuo padre e tua madre, come ti comporterai con l’ altra gente? Se ti trovassi su un autobus, e ti sentissi molto stanco, daresti la priorità ad un fratello cedendogli il tuo posto? Dov’è l’altruismo nelle piccole e grandi occasioni?

 

Guarda l’altruismo del Profeta (pace e benedizioni su di lui) nel giorno della battaglia del fossato, che insegnò a tutto l’esercito la seguente straordinaria lezione.

Jaber Ibn Abd Allah andò dal Profeta (pace e benedizione su di lui) e gli disse: “A casa abbiamo un pollo e un po’ d’orzo. Vuoi venire, Inviato di Allah, a mangiare con me?” Il Profeta (pace e benedizione su di lui) lo guardò e gli chiese: “Soltanto io?”

Sia il Profeta (pace e benedizione su di lui) che i suoi compagni, erano molto stanchi, dopo aver scavato per quindici giorni, e avevano legato dei sassi intorno alla pancia per la fame.

Allora Jaber disse al Profeta (pace e benedizioni su di lui): “Tu e uno o due altri uomini”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui), quindi, si fermò su una collina e disse: “ Oh gruppo degli Emigrati! Oh gruppo degli Ausiliari, il nostro pranzo oggi è da Jaber Ibn Abd Allah.” Jaber corse allora a casa per informare sua moglie che l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) sarebbe arrivato con tutto l’esercito. Sua moglie –una buona musulmana -gli disse: “Hai informato l’Inviato di Allah a proposito del cibo che abbiamo?” Jaber le rispose affermativamente, ed ella replicò: “Allah e il suo Profeta ne sanno di più.”

Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) dichiarò a Jaber: “Sei il nostro portiere oggi.”. Poi, mentre egli tagliava il pane, Jaber faceva entrare gli uomini per mangiare, dieci alla volta, e poi li faceva uscire: tutto l’esercito riuscì a nutrirsi.

Hai visto quando si è palesato il miracolo che Allah l’ Altissimo ha concesso al Profeta (pace e benedizioni su di lui), e quando giunse la Sua benedizione? Proprio mentre l’ Inviato (pbsl) stava insegnando agli altri l’altruismo; anche se patirono la fame a lungo, tutti vennero nutriti.

Ibn Abd Allah raccontò: “Ogni volta che entrava un gruppo, mi dicevo che questo sarebbe stato l’ultimo, e che quello successivo non avrebbe trovato niente da mangiare; invece uscivano tutti con la pancia piena, pulendosi i denti. Alla fine entrò Jaber, e il Profeta (pace e benedizioni su di lui) gli disse: «Che Allah benedica il tuo cibo, per te e per la tua famiglia.». Jaber alla fine affermò: “ Quando entrai, la quantità di  cibo era rimasta come prima, eccezion fatta per un pezzo di pollo.”

Pace e benedizione sul nostro Profeta, insegnante d’altruismo! Peccato che la nostra nazione abbia perso da tempo questa qualità.

 

Jaafar Ibn Abi Taleb morì il giorno della battaglia di Mo’ta, e lasciò tre bambini; i compagni erano bisognosi e poveri, e il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Chi si occuperà dei figli di Jaafar?” Il narratore della storia continuò: “Tre dei compagni del Profeta uscirono litigando per avere la custodia dei bambini e ognuno di loro era più povero dell’altro, nonostante ciò, volevano comunque prendersi cura dei tre orfani.” Oggi invece, se a qualcuno muore un fratello, cerca di sbarazzarsi del suo orfano mandandolo da un altro fratello, e alla fine il ragazzo si perde.

 

Jaafar Ibn Abi Taleb era dotato di grande altruismo, per questo motivo Allah, gloria a Lui l’ Altissimo,  ha voluto benedire i suoi figli e far sì che avessero una buona educazione, che consentisse loro di crescere bene. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui), lo chiamava addirittura “padre dei poveri”.

 

La società non può ottenere tranquillità, sicurezza e stabilità, se non osserva la qualità morale dell’altruismo. Rifletti con me su quello che sta succedendo adesso nella collettività: l’uomo lavora per tutta la sua vita, giorno e notte, per guadagnare soldi e forse fa lo stesso anche la moglie; perché?

Per assicurare un buon futuro ai figli e lasciare loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Perché? Perché sanno che se morranno, i loro figli saranno abbandonati, nessuno se ne occuperà e si perderanno. È un mondo di lupi! Se nella società ci fosse altruismo, e morisse un padre o una madre, essi saprebbero che comunque ci sarebbe sicuramente qualcun’ altro che si prenderebbe cura dei figli, anzi, la gente litigherebbe per potersene far carico, come accadde per quelli di Jaafar Ibn Abi Taleb. Per questo l’altruismo è veramente importante.

 

L’imam Al-Ghazali disse ne “La rinascita” (Ihiaa), uno dei suoi libri, che ci sono tre livelli/gradi d’altruismo:

 

      trattare un tuo fratello alla stregua di un servitore, nutrendolo e offrendogli i tuoi avanzi –cosa che non dovrebbe accadere- dandogli solamente ciò che rimane dopo aver preso tutto quello che ti serve e ti soddisfa;

 

      trattarlo come fai con te stesso, dandogli  le stesse cose che hai preso per te;

 

      preferirlo a te stesso, provvedendo ai suoi bisogni prima che ai tuoi. Un esempio di questo grado di altruismo: se i figli di un fratello non dovessero avere gli abiti necessari per andare a scuola, preferiresti comprarli a loro prima che ai tuoi.

 

Questi sono tre livelli di altruismo, scegline uno!

 

L’altruismo più grande in questa vita, è preferire la soddisfazione di Allah l’ Altissimo a quella della gente, ai tuoi desideri e a qualunque altra cosa. Abu Muhammad Abdullah bin-al-As (che Allah si compiaccia di lui) riportò che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Nessuno di voi sarà considerato vero credente finché la sua inclinazione non coinciderà con quello che ho portato.[5]" La soddisfazione di Allah deve avere la priorità su tutto.

 

Quando viviamo solamente per noi stessi, viviamo una breve vita, nasciamo piccoli e moriamo piccoli, invece quando viviamo per gli altri, lo facciamo da persone grandiose, e la nostra vita s’allungherà quanto l’ intera esistenza dell’umanità. Se vivi per gli altri e non soltanto per te, troverai felicità nei sorrisi della gente, le tue occasioni nelle occasioni degli altri. Proverai grande gioia quando un altro pregherà per te, dicendo:” Oh Allah, soddisfa  lui come ha soddisfatto me!”. E’ uno strano e grande sentimento! Provalo, ti renderai conto che è un piacere più grande di quello che avresti potuto ottenere se avessi acquisito dei benefici per te stesso.

 

Concludo con le parole di un uomo pio, che mentre stava morendo disse: “O figlia mia, la morte non mi spaventa più, anche se arriva in questo momento; io ho preso molto dalla vita, nel senso che ho dato molto. Certe volte, figlia mia, è difficile fare la differenza  tra il donare e il prendere, perché per il fedele hanno lo stesso significato: ogni volta che ho dato, ho preso, anzi, ho preso più di quello che ho dato.”

 

Giovani, venite, proviamo ad applicare questa qualità morale, sperando che Allah l’Altissimo ci doni benefici per essa.


 

[1] Trasmesso da Al Bukhari

[2] Trasmesso da Muslim

[3] Trasmesso da Al Bukhari e Muslim

Hadith autentico [4]

[5] Hadith tratto dal libro di "Hujjah"

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