Premessa sulle
qualità morali
Cerco
rifugio in Allah, l'Audiente, il Sapiente, contro Satana il lapidato. In nome di
Allah, il Compassionevole, il Misericordioso
La lode appartiene ad Allah; lo ringraziamo, a Lui chiediamo
aiuto, Lo preghiamo di guidarci sulla retta via e a Lui chiediamo perdono. Ci
rifugiamo in Allah contro il male dei nostri stessi spiriti e contro il male che
commettiamo.
Colui che Allah guida è ben guidato, ma per colui che Egli svia
non troverà patrono all'infuori di Lui.
Inizieremo una serie di lezioni che riguarderanno le qualità
morali. In ogni lezione parleremo di una qualità, di come infonderla in noi
stessi, di come possiamo rapportarci con essa, di come renderla nostra.
Molti di voi si chiederanno perché è stato scelto questo tema, e
perché non si è preferito parlare della biografia del Profeta (pace e
benedizione su di lui) o delle storie dei suoi Compagni. Quali vantaggi si
possono trarre approfondendolo?
Per questa ragione, la prima lezione includerà una premessa
sulle qualità morali, ove parlerò della loro importanza e dello scopo per il
quale è bene studiarle. In realtà, i motivi si possono riassumere in quattro
punti:
IL PRIMO PUNTO:
Le qualità morali furono il primo motivo dietro
alla missione del Profeta (PBSL). Sì, il Profeta (pace e benedizione siano su di
lui) fu inviato proprio per preservarle. Leggete questo Detto: “Sono stato
inviato per perfezionare il più nobile dei caratteri”.
Sorprendente no?
Perché il Messaggero (pace e benedizione su di lui)
fu inviato? Per misericordia verso l’umanità, per il suo bene, per riformarla e
guidarla sulla retta via. Allah, l’Altissimo dice quel che può essere tradotto
come: “Non ti mandammo se non come misericordia per il creato.” (TSC
-Sura XXI, versetto 107).
Immaginate, quindi, una società dove regna l’inganno, l’odio,
l'infedeltà (nei confronti della religione) e l’indecenza. Ci sarà un posto per
la misericordia in una società simile? Sarà una società serena e felice? Se
questa società fosse un'azienda, avrebbe successo? È possibile immaginare che
tra i membri di una famiglia possa esistere la misericordia, la solidarietà e
l'amore se la società è crudele e corrotta?
Quindi c'è una grande relazione tra la misericordia e le qualità
morali.
Ci sono quelli che credono che gli atti di
adorazione come la preghiera, il digiuno, il pellegrinaggio, o il 'Dikr
siano più importanti che avere un buon carattere. Tutti questi atti di
devozione, hanno un unico obiettivo, il perfezionamento delle qualità morali.
Eseguendoli, diventeremo delle persone corrette e disciplinate, ma se per caso
uno di questi precetti non influenzasse il nostro carattere, diverrebbero atti
meccanici e null’ altro.
Analizziamoli insieme:
-
La preghiera
Allah, l’Altissimo dice quel che
può essere tradotto come: “...ed esegui l'orazione. In verità l'orazione
preserva dalla turpitudine e da ciò che è riprovevole. ...” (TSC¹-Sura XXIX,
versetto 45) .
Colui che ha compiuto la preghiera
senza che essa abbia influenzato il suo carattere , è come se avesse fatto della
ginnastica. Allah dice in un Suo "Hadith Qudsi" :"Accetterò la preghiera
solamente da colui che l'avrà compiuta con modestia e sottomissione verso la Mia
Grandezza, che non se ne è servito per umiliare la gente, e da chi ha trascorso
la giornata ad invocarMi e ha avuto pietà nei confronti del povero, dell'orfano
e della vedova."
Se la tua preghiera non ti permette
di ottenere la misericordia da rivolgere verso le persone, sarà inutile.
Avete notato la relazione tra la
preghiera e l'avere pietà dell'orfano e della vedova?
2.
L'elemosina
Allah l’Altissimo dice quel che può
essere tradotto come: “Preleva sui loro beni un’ elemosina tramite la quale
li purifichi e li mondi...” (TSC¹-Sura IX ,versetto 103).
Lo scopo dell’elemosina è la
purificazione. Cosa vuole dire purificazione? È profonda educazione, che
consente di migliorare il proprio carattere. Si nota che in ogni versetto che
parla dei doveri religiosi, c’ è un riferimento ad una specifica qualità morale,
che spinge a preservarla. Versando l’elemosina, l’ uomo impara la misericordia,
che metterà in pratica verso i deboli, impara la generosità e rigetta
l’arroganza. Il Profeta (pace e benedizione su di lui) ci insegna che c'è
un'altra maniera per compiere un’elemosina, dicendo: “Sorridere a tuo fratello é
un’elemosina.” Quindi, se una persona desidera fare un’ elemosina a qualcuno, ma
si accorge di non avere niente in tasca, il semplice fatto di sorridere ad un
debole è realizzare un' atto di carità. “Non solo sorridere a tuo fratello è
elemosina, ma lo è anche comandare le buone consuetudini e proibire il
riprovevole, guidare un uomo che si è smarrito, aiutare qualcuno a caricare la
sua bestia, riempire il secchio del vicino, rimuovere gli ostacoli (rami,
sassi...) dalla strada. La migliore delle elemosine, invece, è quella che fai
quando imbocchi tua moglie.”
Avete capito il concetto delle
elemosine? Il semplice fatto di mostrare la strada a una persona costituisce
un’elemosina, versare da bere dal tuo bicchiere in quello di tuo fratello,
guardare negli occhi un tuo fratello nella fede, sia esso vedente o non vedente
sono elemosine, e cosi via.
L'obiettivo di questa lezione è di
fare percepire a ognuno di noi l'importanza di cambiare in modo profondo noi
stessi per migliorare la nostra morale. Ebbene, questo è un tema molto
importante: un buon credente non è solamente la persona che porta il velo e che
effettua i riti religiosi. Mi piacerebbe che ognuno di voi possa capire
l'importanza di praticare la nostra religione in maniera corretta, cioè
prendendosi cura dei propri difetti e migliorando il proprio carattere.
3.
Il digiuno
Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse:
"Se uno di voi sta digiunando, deve astenersi dal pronunciare parole indecenti,
e se qualcuno lo insulta o lo provoca, allora deve rispondere: Sto digiunando,
sto digiunando."
Immaginate!! Nel giorno durante il
quale state digiunando, si concretizzano le vostre buone qualità morali ed esse
vengono messe in evidenza. È inammissibile che mentre si sta compiendo il
digiuno, che è un atto di devozione, vengano pronunciati insulti, ingiurie o
commessi atti indecenti.
4.
Il Pellegrinaggio
Allah l’Altissimo dice quel che può
essere tradotto come: “Il Pellegrinaggio avviene nei mesi ben noti. Chi
decide di assolverlo, si astenga dai rapporti sessuali, dalla perversità e dai
litigi durante il Pellegrinaggio, …” (TSC¹- Sura II, versetto 197)
Il pellegrinaggio è un dura prova
per disciplinare il nostro comportamento. Quindi chi decide di partire con
l’intenzione di compiere un buon pellegrinaggio, deve astenersi da certi
atteggiamenti e non deve rispondere alle provocazioni altrui. Se gli altri
spingono, per esempio, durante la circoambulazione, non si deve protestare: è
una prova che dura venti giorni, dove ognuno deve imparare a controllare e a
consolidare le qualità morali del proprio carattere.
Alcuni si chiederanno: perché il
pellegrinaggio è stato prescritto durante un specifico mese dell’anno, ove tutti
i musulmani s’incontrano? Perché non viene suggerito ad ogni popolazione di
eseguire il pellegrinaggio durante diversi periodi dell’anno e cosi via? Perché
tutti i pellegrini si radunano nello stesso periodo? Il monte Arafat si sposterà
dopo quel periodo specifico? Certamente no!!
Dunque, l’obiettivo celato dietro
il raduno di milioni di musulmani provenienti da tutto il mondo, è quello, per
chi vi partecipa, di imparare a controllarsi e a comportarsi nei modi migliori,
anche durante momenti di grande rilevanza come il lancio dei sassi contro il
simbolo di Satana, o mentre si è in viaggio verso “Minah” e a “Mozdalifa”.
È dunque un messaggio educativo: “Imparate a vivere insieme, confrontatevi
civilmente l’ uno con l’altro e fate sì che le buone maniere siano ciò che
controlla il vostro carattere, in questo luogo limitato, e durante tutti e venti
i giorni.”
Ma dopo il vostro ritorno, sarete
capaci di comportarvi bene con i vostri genitori, amici e vicini ?
Alcune persone credono che la cosa
più importante nella religione sia imparare a memoria il Corano, studiare la
dottrina religiosa, la scienza dell’eredità e cosi via... Ma dove si collocano
le qualità morali in tutto questo? Molti risponderanno: al secondo posto.
Errato, non è così!!! Guardiamo insieme questo versetto, dove Abramo disse ciò
che può essere tradotto come: “O Signor nostro, suscita tra loro un
Messaggero che reciti i Tuoi versetti e insegni il Libro e la saggezza, e
accresca la loro purezza. Tu sei il Saggio, il Possente.” (TSC¹- Sura II
versetto 129).
Leggendo il versetto, notiamo che il Profeta Abramo (pace su di lui) implorò
Allah per consentire a questa Ummah
tre cose: la sapienza, la saggezza e la purificazione. È da notare che questo
versetto è riportato quattro volte nel Corano: una volta, usando come citazione
i termini che pronunciò Abramo, nelle altre tre, direttamente con le parole di
Allah, solo che in questi ultimi tre casi, le parole sono collocate in ordine
diverso.
Allah
l'Altissimo dice quel che può essere tradotto come:“Infatti vi abbiamo
inviato un Messaggero della vostra gente, che vi reciti i Nostri versetti, vi
purifichi e vi insegni il Libro e la saggezza e vi insegni quello che non
sapevate.” (TSC¹- Sura II, versetto 151). Allah l'Altissimo, differentemente
da Abramo, ha menzionato la purificazione prima di tutto: questo significa che
questa qualità ha la priorità. Che valore ha un musulmano che legge il Corano ma
mente? Qual’ è il valore dell’ istruzione senza le buone qualità morali?
Dobbiamo renderci conto del valore di queste qualità. Dobbiamo metterle in
pratica. Capite adesso perché parleremo di esse?
IL
SECONDO PUNTO
Purtroppo, alcuni musulmani fanno una grande distinzione tra le virtù e gli atti
religiosi, e tra la religione e la vita quotidiana. In moschea si esegue la
preghiera con molta devozione, il velo viene indossato dalle donne, ma una volta
compiuti i dovuti precetti, ci si comporta male verso gli altri.
Si
pensa che la vita sia una cosa e la religione un’altra: errato!! Questa
separazione non ha nulla a che vedere con l’Islam; l’Islam è un’entità unica,
che integra tutto. Purtroppo, questa separazione genera due gruppi di persone:
Il
primo gruppo, molto praticante, ma senza moralità, il secondo, invece, meno
praticante ma con buone virtù. Due modelli inaccettabili, che non hanno niente a
che fare con l’Islam. Quindi, l’obiettivo dietro lo studio di questa serie di
lezioni è quello di insegnare alla gente come diventare persone molto praticanti
e con buone qualità morali allo stesso tempo.
Il
Profeta (pace e benedizione su di lui) disse: “Giuro in nome di Allah che non è
credente colui... Giuro in nome di Allah che non è credente colui... Giuro in
nome di Allah che non è credente colui...- e chiedemmo- Chi è colui, allora, O
messaggero di Allah?- disse: Colui il cui vicino di casa non si sente al sicuro
dalla sua cattiveria.”
Notate quanto la grandezza della fede sia connessa alle buone qualità.
È di
sicuro in torto la signora che stende la sua biancheria gocciolante sopra al
balcone della vicina che ha la biancheria quasi asciutta; l’angelo che si trova
alla sua sinistra le ascriverà una cattiva azione, infatti ognuno di noi ha
presso di sé due angeli che sono stati incaricati di registrare ogni nostro
comportamento. Avete pensato a questo? Lo stesso vale per chi parcheggia la sua
macchina davanti alla Moschea per evitare lo sforzo di percorrere il tragitto
dal parcheggio fino ad essa; siamo sicuri che la sua orazione sarà accolta da
Allah?
Quelli che sono presenti a questa lezione, sono sicuri di non avere compiuto
niente di grave? Magari la maggiore parte di noi ha preferito parcheggiare la
macchina davanti ai cancelli e agli ingressi degli abitati di questo viale con
la scusa di risparmiare una lunga camminata per raggiungere la moschea dove ci
troviamo adesso. Ogni giorno commettiamo tante azioni sbagliate senza
accorgercene, credendo che l’Islam non abbia a che fare con queste faccende. Al
contrario, la fede e le virtù sono un’ unica cosa... non possono essere divise.
Alcune persone si recarono dal Messaggero (pace e benedizione su di lui)
dicendogli: “Tale donna è conosciuta perché prega tanto, digiuna tanto e versa
molto in elemosina, però fa torto alla sua vicina.” Il Profeta disse: “Allora è
nell'Inferno!”
Purtroppo sì, nonostante adempisse correttamente ai suoi doveri religiosi, non
le viene garantito il perdono, proprio a causa di aver fatto dei torti alla
vicina. Poi, dissero ancora al Profeta (PBSL):” Una tale persona è conosciuta
perché prega, digiuna, e da’ poco in elemosina, però non fa torto alla sua
vicina di casa; il Profeta disse: -Allora è nel Paradiso-.”
Questo non è un invito a fare di meno: non intendiamo rimediare ad una cosa
mancando verso un’ altra, però vogliamo la disciplina in tutti e due i casi,
vogliamo un equilibrio.
Un altro detto del Profeta (pace e benedizione su
di lui): “Le persone peggiori sono quelle che sono state abbandonate da chi
vuole proteggersi dal loro linguaggio indecente e dalle loro trasgressioni.”
Chiedo agli
uomini: a che cosa serve effettuare l'orazione e il digiuno se non siete capaci
di comportarvi adeguatamente e con rispetto? E alle donne chiederò: dove è il
cambiamento che sarebbe dovuto avvenire da quando avete incominciato a portare
il velo? Perché continuate a comportarvi male nei confronti dei vicini? Il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “La fede comporta settanta e più
rami; il grado più alto è la dichiarazione -Non c'è Dio all’infuori di Allah- e
il più basso è quello di rimuovere gli ostacoli dalle strade. Il pudore é un
ramo della fede.”
Dunque, il
fatto di rimuovere dalle strade gli ostacoli fa parte della fede. Ma che cosa si
può dire di chi butta dal finestrino della sua macchina gli avanzi di quello che
ha mangiato, o della ragazza che getta per terra la gomma masticata? Sappiate
che così facendo, avete perso un ramo della vostra fede, purtroppo sì, anche se
queste possono essere considerate piccolezze.
Devi rimuovere
dalle strade ciò che può arrecare danno; in questo modo, ti comporterai come una
persona che ha fede.
Che ne dite di
una madre che dice al figlio al mattino presto di raccogliere la spazzatura
prima che i vicini si sveglino? Pensate che abbia eseguito la preghiera
dell'alba? Se sì, qual è la relazione tra la preghiera ed il gesto che ha
compiuto? Noi vogliamo recuperare ed instillare la relazione tra la fede e la
morale. Dunque, se hai commesso un errore morale, hai commesso un peccato.
Il Profeta
(pace e benedizione siano su di lui) disse: “Il pudore e la fede sono due cose
congiunte, uno non può esistere senza l’altra.”
In effetti, hanno un rapporto molto saldo. Ad esempio, dov’ è il pudore di una
studentessa che ride sguaiatamente mentre si trova all’ università e che magari
più tardi entra compostamente in moschea, esegue la preghiera e magari piange
durante essa?
Quindi, se voi
conoscere il tuo livello di fede, dimmi qual è il tuo livello di moralità, e ti
dirò se sei vicino o lontano da Allah l’Altissimo. Questo è ciò che desideriamo
ottenere per noi stessi, e lo scopo di queste lezioni.
Per esempio:
immaginate una persona che parte con la macchina, sapendo che non c’è benzina a
sufficienza. Purtroppo la macchina si fermerà all’improvviso, magari all’altezza
del cavalcavia, causando un intenso traffico nella circolazione. Questa persona
avrà commesso un peccato? Sì, avrà commesso un peccato. Non ditemi che questo
non ha niente a che vedere con la religione; al contrario, se la religione non
ti educa, vuol dire che non hai appreso niente da essa.
Abbiamo bisogno
di cambiare i nostri comportamenti, di smettere di vivere in modo superficiale.
Il Profeta
(pace e benedizione su di lui) chiese: “-Sapete chi è povero?- Risposero:
-Quello che non possiede né soldi né vestiti.- e il Profeta disse: “Il povero è
colui che arriva al Giorno della Resurrezione con orazione, digiuno ed
elemosina, ma dato che ha insultato, picchiato, commesso dei massacri o rubato
dei soldi (si sentirà come se avesse esaurito tutto il suo fondo di buone azioni
in quel Giorno). Allora, coloro che hanno subito i torti che egli ha commesso,
cominceranno a risarcirsi attingendo alla riserva delle sue buone azioni fino a
che non gliene rimarrà nessuna, poi i suoi peccati cominceranno a essere
esaminati (e messi a suo carico) fino ad essere gettato nell’ Inferno.”
Avete visto?
Avete capito il significato?
Dunque, se
esaminassimo accuratamente il Corano, scopriremo una cosa fantastica: ogni volta
che Allah l’ Altissimo parla a proposito delle qualità specifiche dei credenti,
troveremo che le caratteristiche morali sono nominate sempre per prime, seguite
dalle caratteristiche relative alla devozione.
Questo è il
modo in cui sono elencate: qualità morali-atti di culto- qualità morali-atti di
culto.
Prendiamo come
esempio la Sura “Al-Mu’minûn”
(I Credenti). Allah l'Altissimo dice quel che può essere
tradotto come: “In vero prospereranno i credenti, quelli che
sono umili nell'orazione, che evitano il vaniloquio, che versano la decima, e
che si mantengono casti, eccetto con le loro spose e con schiave che possiedono
- e in questo non sono biasimevoli, mentre coloro che desiderano altro sono i
trasgressori - che rispettano ciò che è loro stato affidato e i loro impegni;”
(TSC¹- Sura XXIII, versetti 1-8).
Vedi le qualità dei credenti? Hanno
sia qualità morali che devozione. Esaminiamo accuratamente anche i seguenti
versetti: hanno le stesse due caratteristiche, sempre in coppia, che
costituiscono il profilo del credente.
Allah l'Altissimo dice quel che può
essere tradotto come: “I servi del Compassionevole: sono coloro che camminano
sulla terra con umiltà e quando gli ignoranti si rivolgono loro, rispondono:
«Pace!»; (morale) coloro che passano la notte prosternati e ritti davanti
al loro Signore; (devozione) coloro che invocano: «Signore, allontana da
noi il castigo dell'Inferno, che in verità questo è un castigo perpetuo; qual
tristo rifugio e soggiorno!»; coloro che quando spendono non sono né avari né
prodighi, ma si tengono nel giusto mezzo; (morale)” (TSC¹- Sura XXV,
versetti 63-67).
Poi, nella Sura “Al-Mâ’ûn” (L'Utensile), Allah l’Altissimo dice
anche quello che può essere tradotto come: “Guai a quelli che fanno
l'orazione e sono incuranti delle loro orazioni, che sono pieni di ostentazione
e rifiutano di dare ciò che è utile” (TSC¹- Sura CVII, versetti 1-7).
Per quale motivo “ciò che è utile” è menzionato dopo l’
orazione? Il fatto è che il concetto di fede dovrebbe essere concepito come un
insieme: questo è ciò a cui dobbiamo attenerci.
Quindi, quali sono le qualità morali di cui parleremo?
La modestia: Come posso essere
modesto? Quali sono le caratteristiche delle persone modeste? E come era il
Profeta, pace e benedizione su di lui, essendo lui il migliore tra i modesti?
La pazienza: come possiamo impararla
e praticarla?
Il terzo punto:
diventare più pratici e pragmatici. Cosa vuol dire?
Ci sono tante persone che seguono
assiduamente lezioni religiose. Per tutta la settimana vanno da una lezione all’
altra, e continuano così. Ma che cosa ottengono da ciò? Noi apprendiamo le
lezioni solamente con il cuore. Comunque, puoi imparare tutto ciò che vuoi, fino
a quando non capirai che non verrai ricompensato se non metterai in pratica ciò
che hai appreso. Basta ascoltare, iniziamo ad agire. Ogni settimana ognuno
rammenterà ad un altro una virtù che dovrà essere messa in pratica per tutto il
tempo.
Il quarto punto:
presentare alla società dei buoni modelli di giovani musulmani praticanti e di
buon carattere, trasmettere un messaggio significativo. Da dove provengono
questi modelli? Dalle moschee? E come la società può trarne beneficio? Lo
potranno fare da chi frequenta le moschee e diventa devoto, onesto, degno di
fiducia, sincero, patriottico. Se cominciano ad apparire questi buoni modelli,
sparirà l’ immagine deforme fornita da chi pratica male l’ Islam. Non possiamo
attirare le persone con la nostra religione e ripugnarle a causa della mancanza
di virtù.
La gente si domanderebbe, con
perplessità : volete che noi imitiamo questo devoto, che prega ma che passa
tutta la giornata dormendo sul lavoro?
Un tale modello non è accettabile
Nessuno è perfetto, ma lavoreremo
su questo insieme.
Questi sono gli obiettivi di questa
serie.
Ora, vogliamo parlare
dell’importanza del buon carattere. Ne sarete stupiti e meravigliati.
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui)disse: “Niente è più pesante nella bilancia di un servo, nel Giorno del
Giudizio, del buon carattere”.
Quello che pesa di più, più delle
preghiere, delle decime, e delle adorazioni, è il buon carattere. Non è forse
uno stimolo a migliorarlo anche la possibilità di conquistare una grande
ricompensa?
Il Profeta (PBSL) disse anche: “I
migliori tra voi sono coloro che hanno le migliori qualità morali e caratteri.”
e ancora “Coloro che hanno le
migliori qualità morali sono coloro che hanno la fede più completa.”
Fate attenzione alla maniera in cui
si susseguono le parole citate nei detti del Profeta (pace e benedizioni su di
lui). Ha usato i termini “più pesante”, “i migliori”, “più completa”.
Chi ha la fede più completa è colui
che ha le migliori qualità morali, anche se la sua pratica religiosa e le sue
conoscenze sulla fede devono essere migliorate.
Il Profeta (PBSL) disse: “Colui che
sarà più vicino a me, nel Giorno del Giudizio, è chi ha le migliori qualità
morali“ e disse ancora : “Le caratteristiche che fanno maggiormente entrare le
persone in Paradiso sono il timore di Allah ed il buon carattere.”
Un gruppo di uomini andò dal
Profeta (pace e benedizioni su di lui), e gli chiese: “Quali sono gli uomini più
amati da Allah ? Egli rispose: “Sono quelli che hanno le migliori qualità
morali.”
Avete notato l'importanza di avere
un buon carattere? Se non vi rendete conto di questo, sappiate che state
seguendo una direzione sbagliata.
Vuoi imparare a memoria il Corano,
vuoi approfondire lo studio della religione ... tutto questo è importante, ma
non meno del miglioramento del nostro carattere.
In un altro hadith, il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) chiese ai suoi compagni: “Sapete chi sono
coloro che amo di più tra di voi?” Dissero : “Vorremmo saperlo, o Profeta!”, e
il Profeta (PBSL) rispose: “Quelli che hanno le migliori qualità morali”.
Disse anche:“ Il credente può
raggiungere il grado di chi prega e digiuna giorno e notte con i suoi
comportamenti”.
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) supplicò Allah dicendo:
“ O Allah, guidami al carattere più
buono, perché solo Tu puoi condurmi ad esso”.
Vedi come era importante per il
Profeta (PBSL), e nel Corano Allah l’ Altissimo disse quel che può essere
tradotto come: “E in verità di un'immensa grandezza è il tuo carattere”
(TSC - sura LXVIII, versetto 4).
Quando egli si guardava nello
specchio, soleva dire: “O Dio mio, così come hai perfezionato il mio viso,
perfeziona ugualmente anche il mio carattere”.
Teneva molto a questo. Il nostro
Profeta (pace e benedizioni su di lui) non è forse il tuo modello? Cosa fai
quando ti guardi nello specchio? Imiti il modello del Profeta (PBSL), ripeti la
sua preghiera o t’interessano solo altre cose, la bellezza, l’eleganza? Il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Garantisco una dimora nell'alto
del Paradiso a coloro che hanno il miglior carattere”.
Riesci a immaginarlo? Il Profeta
(PBSL) stesso ti ha garantito una dimora in Paradiso; non vuoi poterla vedere
conseguendo questo obiettivo?
Francamente vi devo dire una cosa,
non arrabbiatevi: noi cerchiamo sempre le cose più facili; preghiamo, impariamo
a memoria il Corano, ci scambiamo i saluti al telefono, ci salutiamo con il
saluto islamico “As salamu alaykum”, ci ringraziamo l’ un l’ altro augurandoci
il bene, portiamo il velo. Troviamo così facile praticare la religione eppure
molto difficile migliorare le nostre qualità morali. Cerchiamo le strade più
brevi per essere devoti, praticanti, ma dove sono i caratteri dei devoti e dei
praticanti?
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) disse: “Non conquisterete la gente con le vostre rispettive case e i
vostri soldi, potrete farlo, invece, con visi sorridenti e buon carattere”.
Se volete avere il compiacimento
della gente, mantenete sempre il sorriso sul viso e un buon carattere.
Questo valore deve essere
persistente nelle nostre anime ed evidente nelle nostre opere.
Qui sorge una domanda: Il carattere
è modificabile oppure no?
Un uomo avaro può diventare
generoso? O forse non è possibile?
Forse ciò che siamo è scritto nel
DNA?
Un uomo impaziente può diventare
paziente?
Una ragazza che non ha pudore, può
diventare all'improvviso virtuosa?
E' possibile il cambiamento del
carattere oppure no?
Il nostro Profeta (pace e
benedizioni su di lui) ci insegnò: “In verità, imparando si diventa sapienti,
indulgendo si diventa miti e perseverando si diventa pazienti”. Volle insegnarci
che il carattere è modificabile, e guai pensare di non esserne capaci.
Tanti sono quelli che, dopo essersi
avvicinati di più alla religione, sono profondamente cambiati. Come mai?
E' molto semplice; hanno messo in
pratica il detto appena menzionato, che afferma che si può modificare il
carattere ...Molte persone si meravigliano vedendo una persona divenuta mite
essendo in precedenza stata insopportabile.
Vorrei spiegarmi meglio con
quest’esempio: l'anima umana è come un bambino; nasce incompiuto, poi cresce e
si sviluppa con l'alimentazione.
Lo stesso vale anche per l'anima,
cresce e matura. Per guarire le malattie del corpo, si devono bere amare
medicine, che faranno tornare forti e sani ... Le malattie che subisce l'anima
(il brutto carattere), hanno bisogno di essere guarite con la perseveranza e la
pazienza.
Faccio questo discorso per
prepararci alla prossima puntata, per essere pronti e sicuri della nostra
capacità di cambiare, secondo il detto del Profeta (pace e benedizioni su di
lui); applichiamo la regola del corpo all’ anima.
L'obeso dimagrisce seguendo una
severa dieta, il bugiardo, anche; se combatte la sua brutta abitudine, diventa
sincero, esattamente come l’obeso riesce a dimagrire.
Chi è debole di fisico, facendo
ginnastica, giorno dopo giorno, riesce ad avere un fisico forte. Così anche
l'anima, con l'educazione, la pazienza e la perseveranza, impara le buone
qualità morali.
Cominciamo dunque con l’ intenzione
di cambiare.
Ma come possiamo conoscere i nostri
difetti?
Come posso sapere quali sono le mie
brutte abitudini per poterle modificare?
Ci sono 4 modi:
1- Tramite un amico devoto (scegli
bene i tuoi amici);
2- Tramite un nemico (ascolta bene
i tuoi nemici), da chi è geloso di te , dai tuoi avversari nel lavoro... Non
chiudere le tue orecchie, forse potranno dirti cose utili;
3- Frequentando incontri come
questo;
4- Studiando e conoscendo bene il
carattere e le qualità del Profeta (pace e benedizioni su di lui).
Quest’ultimo è il punto più
importante, perché non possiamo trovare altri che il Profeta (PBSL) come
modello.
Disse Allah l'Altissimo,
descrivendo il Profeta (pace e benedizioni su di lui), quel che può essere
tradotto come: “e in verità di un'immensa grandezza è il tuo carattere”
(TSC - sura LXVIII, versetto 4).
Se vuoi raggiungere questo livello,
ti basta studiare bene il suo carattere, la sua modestia, la sua benevolenza, la
sua gentilezza con le donne.
Perciò ricorderemo sempre e
prenderemo come primo esempio il carattere del Profeta (pace e benedizioni su di
lui); Allah dice quel che può essere tradotto come: “Avete nel Messaggero di
Allah un bell'esempio per voi, per chi spera in Allah e nell'Ultimo Giorno e
ricorda Allah frequentemente.” (TSC - sura XXXIII, versetto 21) .
Sapete perché?
Perché Allah Ha rivelato nel corso
dei 23 anni della sua missione profetica tutto ciò di cui l'uomo ha bisogno
nella sua vita.
Non ci fu altro Profeta oltre
Muhammad, pace e benedizioni su di lui, così adatto ad essere un modello.
Ogni Profeta fu un bell'esempio per
quanto riguarda una specifica virtù.
Gesù, pace su di lui, fu un giovane
celibe, un asceta dotato di autocontrollo. Ma non puoi prenderlo come modello se
ti sposerai, poiché egli non si sposò.
Puoi prendere il Profeta Salomone,
pace su di lui, come un modello di governatore ricco, generoso e filantropo, ma
può, però, essere lui preso come esempio, allo stesso modo, di persona povera ma
al contempo paziente?
Chi fu allo stesso tempo ricco e
povero, forte e sensibile, governato e governante? Chi fu celibe e poi sposato,
padre e nonno? Allah l’ Altissimo, nel Sublime Corano, disse ciò che può essere
tradotto come: “ Avete nel Messaggero di Allah un bell'esempio per voi, …” (TSC
sura XXXIII, versetto 21).
Trattando l’ argomento delle virtù
e delle qualità morali, dobbiamo sicuramente studiare a fondo la biografia del
Profeta, pace e benedizioni su di lui, e osservare da vicino le sue peculiarità
poiché egli fu l'unico Profeta che non ebbe nulla di celato nella sua vita.
Sappiamo delle sue relazioni con le sue mogli, sappiamo dei suoi comportamenti
nella sua casa, di quando restava nel suo letto. Tutti i dettagli della sua vita
sono noti a tutti.
Concluderò, perciò, questa lezione
ponendo l’accento sul dovere di amare il nostro Profeta (pace e benedizioni su
di lui), perché non si può pretendere che la gente lo prenda come modello senza
che ci sia amore e attaccamento nei suoi confronti. Non sarebbe compresa l’
importanza di ciò che verrebbe detto. Dunque, seminare nei nostri cuori l'amore
verso il nostro Profeta (PBSL), ci preparerà alle prossime lezioni; più lo si
ama, più lo si imita.
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) disse :"Per Colui nelle Cui mani è la mia vita, nessuno di voi avrà fede
fino a quando non mi amerà più di suo figlio, dei suoi soldi e perfino di se
stesso". Adesso pensa a queste tre cose e dimmi: il Profeta (pace e benedizioni
su di lui) ti è più caro di tutto questo? Lo amiamo realmente con così tanta
energia? Nel Corano, leggiamo ciò che può essere tradotto come: Dì: “Se i
vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra
tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case
che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la
causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il suo decreto! Allah non
guida il popolo degli empi” (TSC - sura IX,versetto 24).
Chi ama una di queste cose, benché
siano tutte lecite, più di Allah e del Suo Messaggero (pace e benedizioni su di
lui) , è considerato un empio ... Riuscite ad immaginarlo?
Omar
Ibnul-Khattab narrò: “Camminavo con il Profeta insieme ad
un gruppo dei compagni. Il Profeta prese la mia mano e mi ritrovai a dire: giuro
su Dio, o Messaggero, ti amo!
- Più di tuo figlio, Omar?- Chiese
il Profeta. -Sì. -Dissi io. Allora il Profeta domandò:- Più di tua moglie? Più
dei tuoi soldi? - Risposi ancora di sì. Alla fine, concludendo, mi chiese: - Più
di te stesso, Omar? -Risposi:- No-.
(Omar fu sincero fin dall'inizio)
Quindi, il Profeta disse: “No, Omar, la tua fede non sarà compiuta fino a che
non ti sarò più caro persino di te stesso!” – (E Omar continuò) - “Uscii e
riflettei in proposito, poi tornai indietro piangendo e gridando:- Per Allah, tu
mi sei, o Profeta, più caro persino di me stesso! - Il Profeta allora disse:
-Adesso, Omar, -”. Cioè adesso è compiuta la tua fede.
Il figlio di Omar, Abdullah,
quindi, gli chiese: “Cosa hai fatto, padre? Sei stato fuori pochi minuti e poi
sei tornato (come se avessi premuto un bottone che ti ha permesso di cambiare
ciò che sentivi). -Figlio mio, mi domandai chi mi sarà più caro nel Giorno del
Giudizio, se me stesso o il Messaggero, e trovai che il mio bisogno di lui è più
grande del bisogno che ho di me stesso; mi sono ricordato che io ero sul
Sirat (il ponte gettato sull’ Inferno, che tutti attraverseranno nel Giorno
del Giudizio) e che lui me ne salvò, Allah mi mise in salvo tramite lui; allora
l’ho amato più di me stesso.”
Quindi Abdullah chiese ancora a suo
padre: “ Se tu stessi per scordare tutto a proposito del Profeta, quali fra i
tuoi ricordi con lui non vorresti mai dimenticare?”
Omar rispose: “Non dimenticherò mai
quando sono andato da lui per chiedergli il permesso di fare una Visita alla
Mecca (Umra). Il Profeta, pace e benedizioni su di Lui, mi disse: - Fratello,
non dimenticarmi nelle tue preghiere e nelle tue suppliche.-“ E Abdullah
affermò:” Non dimenticherò mai queste parole”.
Abu Bakr descrisse il suo grande
sentimento verso il Profeta (pace e benedizioni su di lui) dicendo: “Durante
l'hijra (l’ emigrazione da Mecca verso Medina), avevamo molta sete, portai
quindi un po’ di latte e dissi al Profeta: - Bevi, Messaggero di Allah! E il
Profeta bevve, fino a che io non mi dissetai”!
Avete notato che tipo di amore è
questo?
Una volta, il Profeta (pace e
benedizioni su di lui) entrò da Thauban, il suo servitore, dopo un giorno di
assenza, trovandolo piangente, e questi gli disse: “Mi sei mancato tanto, o
Messaggero di Allah!- -E per questo piangi?- -No, o Profeta,- rispose Thauban -
piango pensando al tuo posto e al mio nel Paradiso, e pensando alla tua
mancanza, che sentirò. -O Thauban - rispose il Profeta (PBSL) - l'uomo sarà
riunito insieme a quelli che ama di più.- ” Prendete questo potente tipo di
amore come esempio.
Quando qualcuno di noi andrà in
Pellegrinaggio o in Visita, si fermerà davanti alla tomba del profeta dicendogli
sinceramente dal profondo del cuore: “O Messaggero di Allah, mi manchi molto!”?
Conosco una persona che un giorno,
parlando del Profeta (pace e benedizioni su di lui), disse solamente "Muhammad
figlio di Abdullah" senza dargli titoli; egli poi compì una Visita e andò alla
sua tomba solamente per chiedergli scusa.
Un giorno, Abu Bakr Al-Siddiq
voleva condurre suo padre, Abu Kohafa, dal Profeta (PBSL), affinché potesse
dichiarargli la sua fede. Il padre era anziano e cieco, e il Profeta (pace e
benedizioni su di lui) disse ad Abu Bakr :” Lascialo stare in casa, andremo noi
da lui.”, e Abu Bakr rispose: “Dovrebbe venire lui da te, o lodevole messaggero
di Allah”. Quando Abu Kohafa divenne poi musulmano, il figlio pianse. E le
persone gli dissero: “Oggi è un giorno felice, tuo padre si è salvato dal fuoco
dell’ Inferno; quindi perché piangi?” Ed egli rispose:” Avrei voluto avere Abu
Talib (lo zio del Profeta-PBSL-) di fronte a me, oggi, non mio padre, per vedere
il Profeta gioire maggiormente!” Riuscite ad immaginare un rapporto ed un
affetto del genere? La gioia di vedere il Profeta (PBSL) felice, è più
importante della soddisfazione personale.
Perfino un tronco d’ albero può
amare il Profeta (pace e benedizioni su di lui). Prima della costruzione del suo
pulpito, il Profeta (PBSL), soleva predicare in moschea sopra un tronco
d’albero. Quando lasciò il tronco per utilizzare il pulpito, si sentì il tronco
piangere - come dissero i compagni- per la lontananza dal Profeta (pace e
benedizioni su di lui). Il Profeta, quindi, scese dal pulpito accarezzò il
tronco dicendogli: “Non ti soddisfa essere seppellito qui ed essere con me in
Paradiso?” E subito il tronco si calmò.
Il tronco continua tutt’oggi ad
essere lì, seppellito davanti alla tomba del Profeta (pace e benedizioni su di
lui). Quel tronco pianse, provò amore ed attaccamento per il Profeta (PBSL), e
noi continuiamo ad essere lontani da lui.
Durante la battaglia di Badr,
Sawad, uno dei compagni del Profeta (pace e benedizioni su di lui), che era un
po’ corpulento, si mise in fila davanti a lui, ed egli gli rimproverò più volte
di non essersi allineato con gli altri; quindi lo colpì leggermente con un siwak
sulla pancia. Sawad gli disse: “Mi hai fatto male, o Profeta!” Allora, il
Messaggero (PBSL) scoprì la sua pancia, e gli disse: “Vendicati, Sawad.” Ma
quest’ultimo, si mise a baciare la pancia del Profeta (pace e benedizioni su di
lui) dicendo:” E’ questo che volevo, è questo che volevo!” E quando il Profeta
(PBSL) gli chiese perché l’avesse fatto, egli rispose: “O Messaggero, penso che
questo sia il giorno del mio martirio, ed ho voluto che l’ultima cosa fatta in
questa vita, fosse che il mio corpo toccasse il tuo!”
Possano la pace, le
benedizioni e le preghiere di Allah l’ Altissimo essere sul nostro amato Profeta
Muhammad.
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