Episodio 4



Un Invito alla coesistenza

Episodio 4

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso; pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.

 

Innanzitutto benvenuti, oggi continueremo con il nostro “Invito alla coesistenza”. Oggigiorno ci troviamo inabili a comunicare e a capirci l’uno l’altro, perciò abbiamo pensato di cominciare questo programma sulla coesistenza. Dobbiamo riscoprire l’arte del capirsi a vicenda, del parlare con gli altri e del creare dialoghi positivi.

Abu Hanifa fu il fondatore della prima e più grande scuola di giurisprudenza islamica. Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) lasciò ai musulmani il Corano e la Sunna[1]; ma i musulmani avevano bisogno di aiuto per risolvere i loro problemi quotidiani, usando comunque queste due fonti. Questo fu il ruolo della giurisprudenza e dei quattro Imam. Abu Hanifa l’unico tra i quattro ad essere ritenuto un “seguace”, ovvero una persona che aveva incontrato un Compagno del Profeta (pace e benedizioni su di lui), Anas Ibn Malik (che Allah si compiaccia di lui). Abu Hanifa è tuttora considerato una persona eccezionale, fu lui il primo ad introdurre una classificazione nella giurisprudenza. Fu inoltre il primo ad emettere la legge Islamica, anche se non pubblicò un libro egli stesso; lo fecero i suoi studenti in seguito.

Abu Hanifa si guardò intorno per riconoscere quali erano i bisogni della gente, della società. Questo è spesso il primo passo verso la coesistenza, ovvero costruire un ponte di comprensione con la collettività, guardandosi attorno per capire cosa poter fare per andare incontro alle necessità altrui.

Il Profeta (pace e benedizioni su di lui), visse nel Hijaz[2], e lo stesso fecero Abu Bakr , Omar, Othman durante il loro regno. Consecutivamente il regno Islamico si trasferì in Iraq, rendendo questa città il centro della civiltà Islamica. Proprio dove abitò Abu Hanifa. Durante la sua vita, Baghdad era una capitale internazionale che godeva di un’economia molto sviluppata. Inoltre, testimoniava giornalmente uno sviluppo continuo, nuove idee e nuove invenzioni. C’erano tante persone di diverse origini che entravano nell’Islam e tutti che risiedevano a Baghdad. Perciò la traduzione era molto importante a quei tempi, venivano importati molti modi di pensare diversi nella lingua Araba. E così i bisogni della società cambiavano di giorno in giorno.

Dall’altra parte, nell’ Hijaz,  la vita era stabile e tranquilla. Mecca e Madina non testimoniarono cambiamenti e progresso simili. La giurisprudenza si basava sulle parole esatte del Corano e della Sunna, e questo era sufficiente ai bisogni di quella società. Ma in Iraq, le cose stavano diversamente, dato il loro continuo progresso e sviluppo.

Il contributo di Abu Hanifa:

Abu Hanifa aveva un approccio diverso alla coesistenza, si focalizzava sui bisogni di chi gli stava intorno e sulle circostanze. Costruì la sua scuola di giurisprudenza paragonando i casi attorno a lui, con quelli simili presenti nel Corano e nella Sunna per dirigere i  cambiamenti nella vita di ogni giorno. Il suo approccio si basava sul cercare le soluzioni nel Corano, nella Sunna e nei Detti dei compagni del Profeta (che Allah si compiaccia con loro). Se non trovava soluzione in queste fonti, rifletteva, e formava la sua opinione basandola su simili esempi esistenti sempre nelle due fonti essenziali (Corano e Sunna), ovvero cercando un analogia. Questa è deduzione di base della giurisprudenza. Il Corano e la Sunna sono universali, e in essi possiamo trovare soluzioni a qualunque problema, solamente pensandoci un po’ . E’ su questo che si basa la scuola di giurisprudenza di Abu Hanifa.  

Questo fu l'approccio di Abu-Hanifa ai cambiamenti quotidiani nella sua società.  Lui non proteva fare altro che riuscire a coesistere con quello che stava succedendo intorno a lui.  La scuola di giurisprudenza di Al-Hijaz lo contraddisse al punto di accusarlo di essere un ateo.  Più tardi, quando essi si imbatterono nelle stesse circostanze e nei medesimi cambiamenti dentro la loro stessa società, capirono il suo punto di vista.  È molto importante capire le condizioni degli altri.  Abu-Hanifa voleva colmare la lacuna esistente tra religione e vita dimostrando che l’Islam può andare in parallelo con le necessità della vita quotidiana. Quindi, che l’Islam può coesistere con i cambiamenti. 

  

Abu-Hanifa non si fermò a questo, volle provare che l’Islam può soddisfare e prevenire ogni necessità. Fu molto innovativo e coraggioso, questo fece di lui l'Imam più grande dell'Islam. Cominciò a ipotizzare problemi che potevano accadere nei trent’anni a venire, e poi a risolverli trovando delle soluzioni adatte.  Questo è cio che chiamiamo “giurisprudenza ipotetica”. Lui fu il primo a poporre la traduzione del Corano in lingue diverse. Effettivamente, lui era un pioniere nel poporre delle questioni che vediamo accadere oggi.   

  

Non era un lavoro facile quello di pensare alle necessità di una nazione, di cercare delle soluzioni nel Corano e nella Sunna, e successivamente formulare delle Fatawa[3].  Esso non avrebbe mai potuto svolgere questo compito da solo.  Abu-Hanifa fu il primo ad istituire una scuola di giurisprudenza.  Era totalmente convinto dell’importanza delle opinioni, della collaborazione e del lavoro di squadra.   

 

La quarta innovazione di Abu-Hanifa fu l’ istituzione del principio della “libertà di pensiero”. Egli non avrebbe imposto le sue idee ai suoi studenti, ed essi sarebbero stati liberi di dissentire da lui su qualunque argomento. Abu-Hanifa non voleva che fossero suoi duplicati, ma che avessero la propria personalità e razionalità.  Sebbene il  nome  della scuola era “Scuola di giurisprudenza -Abu-Hanifa-”, molte idee discordavano con il suo punto di vista. Si trattava delle opinioni dei suoi studenti, che essi stessi avevano dedotto logicamente.  

  

Così, fece in modo che la giurisprudenza religiosa pavimentasse la strada per lo sviluppo di altre scienze.  Quello che lui compì determinò la stimolazione delle menti nel prevedere i problemi del futuro e le loro soluzioni.  Aveva creato un esempio di squadra che può produrre idee insieme.  In questo modo, i suoi sforzi consentirono una rinascita ed un’espansione di tutte le scienze.   

  

Abu-Hanifa e Ash-Shafi'y furono i fondatori del ragionamento deduttivo e quindi, senza esagerazione, sostennero l' inizio dello sviluppo scientifico che avvenne più tardi in Europa.  Jabir Ibn-Hayan e Ibn-Rushd (in Andalusia), quest’ ultimo conosciuto come “Averroë”, trasferirono questa metodologia scientifica all'occidente.  In Europa, la religione contraddisse la scienza, perciò per sviluppare quest’ultima, la religione venne indebolita.  Nel nostro caso, la religione era, al contrario, la base della scienza. 

 

Il Seminario di Abu Hanifa. 

Nel seminario di Abu-Hanifa, la prima fila, composta da quaranta studiosi, conteneva esperti  che eccellevano in campi diversi: in giurisprudenza religiosa, nei detti del Profeta (pace e benedizioni su di lui), nell’ interpretazione del Corano, nella linguistica, nella poesia, nella letteratura, in questioni sociali e così via.  Quando discutevano di temi che richiedevano altre specializzazioni, domandavano ad uno specialista di raggiungerli, oppure andavano loro stessi da lui.  Per esempio, quando si trovarono a discutere a proposito della giurisprudenza riguardo a tinte e vernici, Abu-Hanifa mandò uno studente, Muhammad Ibnul-Hasan, ad osservare i tintori per alcune settimane, in modo da avere un esperto quando  in futuro avrebbero parlato di tinteggiatura.  

 

Oggi sentiamo la mancanza di questo spirito di lavoro di squadra, e questo è dovuto alla nostra incapacità di ascoltare e coesistere tra noi. In questo episodio, desideriamo presentare un certo modo di pensare, ovvero: possiamo comunicare fra noi e agire insieme, anche se siamo diversi. I seguaci delle scuole islamiche di Al-Hijaz si attenevano ai loro principi fondamentali, mentre quelli dell’Iraq figuravano nella loro mente il futuro. Quindi, entrambi completarono la vasta immagine del pensiero islamico. E noi abbiamo bisogno di entrambi per arricchire la nostra cultura. Le differenze non dovrebbero mai essere causa di disputa, anzi dovremmo accettare la diversità, e sfruttare il beneficio che c’è in essa. Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come, "Se il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola comunità. Invece non smettono di essere in contrasto tra loro,"(TSC- Sura XI, versetto 118).

Il seminario ebbe inizio quando Abu-Hanifa aveva 40 anni e continuò per altri 30, dall'anno 120 fino al 150 dopo l’Egira[4]. I partecipanti andavano al lavoro di mattina e svolgevano queste riunioni iniziandole al tempo della preghiera del Maghrib (al tramonto)  e terminandole dopo l’ora dell’ ‘Ishaa  (alla sera). Abu-Hanifa seguitò ad essere un commerciante molto ricco. Era uno studioso islamico con una professione.

Nel seminario, soleva sedersi alla sua destra il suo allievo Abu-Yusuf ,e alla sua sinistra Thufar o Muhammad Ibn Al-Hasan. Ciascuno di loro aveva una penna ed un pezzo di carta in mano; davanti a loro si sedevano  altre centinaia di persone . Abu-Hanifa poi dava inizio alla discussione, parlando di economia, di agricoltura o di altri argomenti. "Quale sarebbe il punto di vista dell’Islam a proposito di questo o quello?" Un esperto avrebbe quindi cominciato ad analizzare l’argomento dal suo punto di vista, dopodichè la conversazione avrebbe proseguito con i contributi del pubblico . La priorità di parlare era data alle prime file e per alzata di mano.

Abu-Hanifa non esponeva subito le sue idee; a  volte dichiarava i suoi punti di vista e  poi  diceva ad Abu-Yusuf di annotare ciò in cui il gruppo si riteneva concorde, e spesso si trattava di  parecchie opinioni.

L'altro allievo scriveva tutto quello che si diceva durante la discussione, poichè Abu-Hanifa desiderava spiegare i motivi che stavano dietro ai diversi punti di vista . Quando le differenze erano più grandi di qualsiasi tipo di riconciliazione, chiedeva ad ogni parte di dibattere usando il punto di vista dell’altra, per garantire una prospettiva obiettiva e per venire a capo della  verità.

Durante il pellegrinaggio, soleva discutere di varie questioni con gli allievi di Al-Hijaz , e a volte ritornava sui suoi passi dicendo: "Ho detto che questa regola era così e così,  mentre adesso la vedo in un altro modo".  Una volta rimproverò Abu-Yusuf per aver trascritto subito una delle sue opinioni dicendo: “Questo  era soltanto il mio punto di vista. Aspetta fino a che non sentiremo il resto." A volte, in quell' atmosfera di libertà di pensiero, capitava che qualcuno alzasse la voce. Una volta , commentando una determinata questione, un uomo gli disse che lui, ovvero Abu Hanifa,  aveva torto ed egli rimase in silenzio. Quando riprese a parlare, un altro uomo gli disse che aveva sbagliato; a quel punto,  uno dei membri più anziani del seminario si domandò come Abu Hanifa potesse permettere questo, ed egli gli spiegò che questo modo di fare non si contrapponeva al rispetto, e disse anche: "Sono io che li ho abituati a farlo." Poi aggiunse:  "Omar lo accettò, quando una donna lo corresse mentre era sul pulpito."

Ora cosa pensate voi della nostra storia? Avete mai permesso che qualcuno vi dicesse che avete torto? Abituate la gente a dirvi quando sbagliate?

Abu-Hanifa non fu solo bravo a riunire la gente; si distinse altamente per le sue conoscenze e per la sua saggezza. L’ Imam Malik disse: "Giuro su Allah che questo uomo è capace di convincervi che una colonna di legno è invece d’oro, se lo vuole." Il suo allievo, Abu-Yusuf narrò: "Differivamo con Abu-Hanifa, ma giuro su Allah che col passare del tempo, ritornavamo a quello che Abu-Hanifa aveva detto." Thufar disse di lui: "Abbiamo raccolto la conoscenza da diverse persone, trovandola sparsa fra loro, ma l’abbiamo trovata integralmente da Abu-Hanifa." L’ Imam Al- Shafi'y disse: "Non ho saputo di altro sulla terra che potesse dedurre la giurisprudenza meglio di Abu-Hanifa." Quando Il califfo Al-Mansur chiese ad Abu-Hanifa da dove avesse ottenuto la sua sapienza, egli gli rispose che l’aveva ricevuta dai compagni di Omar, dai compagni di Ibn-Masud e dai compagni di Ali. Al-Mansur quindi disse: "Hai ottenuto conoscenza adeguata." Noi,  d’altra parte, rifiutiamo di sentirci dire che abbiamo sbagliato.

Quando giungevano ad una soluzione dopo qualche giorno di dibattito nel loro seminario, la gente all'esterno correva verso di  loro, non appena li sentivano dire: "Allah E’ Grande", capendo così che una risoluzione era stata ottenuta.

Muhammad Ibnul-Hasan, successivamente diventò l’insegnante di  Shafi'y. Abu-Yusuf divenne il giudice dell'intero stato islamico ed anche il consigliere del califfo  Harun Ar-Rashid. Quando Abu-Yusuf stava per morire, i suoi beni da lasciare in eredità ammontavano a due milioni di dinari (moneta dell’ epoca). Gli chiesero di esprimere un desiderio. Egli disse: "Vorrei poter assistere ad un seminario di Abu-Hanifa per la metà dei miei soldi."  Fra l’altro, le persone diventano creative quando gli altri rispettano le loro idee. 

Guardiamo alcuni esempi di quello che accadeva nei seminari.

Una volta, Abu-Hanifa fece questa domanda: "Immaginate che il Tigri e l’ Eufrate comincino ritirarsi." La gente cominciò ad esprimere le loro idee riguardo a cosa sarebbe potuto accadere. Abu-Hanifa allora disse: "Cosa succederebbe se, dopo la retrocessione dell'acqua, si formassero isole e venisse qualcuno a prendere una parte della loro terra per stabilirsi?" Occorse tempo prima di riuscire a giungere ad una conclusione, cioè che sarebbe legale permetterlo per lo sviluppo della nazione intera.

Allora Abu Hanifa continuò, chiedendo: "Deve chiedere il permesso al governatore?” Alcuni risposero di sì, ed altri invece di no. Abu-Yusuf  trascrisse entrambi i punti di vista. "Cosa accadrebbe se qualcuno cominciasse a gettare rifiuti nel Tigri e nell’Eufrate?" Ciò accade anche oggi ai  nostri fiumi. "Deve essere ammonito, e pagare una multa. Siccome è un fiume  per tutti,  musulmani e non-Musulmani, deve essere rispettato." Abu-Hanifa allora andò dal  principe e suggerì di affiggere un pannello sopra il Tigri e l’Eufrate, in modo che nessuno vi potesse gettare dentro rifiuti. 

 

Ed ecco un'altra situazione: siccome ci furono tanti stranieri (non arabi) che abbracciarono l’Islam, fecero questa domanda: "E’ consentito per i non arabi leggere o recitare la “Fatiha”, cioè la prima sura del Corano, nella propria lingua invece dell’arabo nella loro preghiera?" Decisero che era consentito, nonostante molta gente fuori  del seminario  non fosse d'accordo. Un messaggero arrivò dall’ Hijiaz per avvertirli che questo avrebbe potuto condurre alla perdita della lingua araba. Quando Abu-Hanifa ascoltò il messaggero, informò i suoi allievi del seminario a proposito di questa nuova opinione . Più tardi, giunsero alla soluzione di consentirlo solo fino a quando lo straniero non l’avesse imparata in lingua araba, altrimenti sarebbe stato illecito. In questo modo, riuscirono ad ottenere un equilibrio ragionevole. Potete immaginare  quanto questa comprensione della coesistenza ha aggiunto all’umanità ?  Questa metodologia non era presente in Occidente prima del diciannovesimo secolo. Abu-Hanifa era capace di capire i problemi della comunità e di trovare una soluzione attraverso la collaborazione e il dialogo. L’Occidente è stato favorito dall'Islam, che ha procurato questa forma di coesistenza. Ai musulmani: dovete iniziare a dialogare con gli altri, per avvicinarvi ad essi.

Buona notte  e  che la pace , la misericordia e le benedizioni di Allah siano su tutti voi.


 

[1] La tradizione del Profeta Muhammad (Pace e benedizioni su di lui), che si estrapola dai suoi detti e fatti  (nota del traduttore)

 

[2] Zona desertica nei pressi di Mecca, Arabia Saudita  (nota del traduttore)

[3] Un parere consultivo, talvolta vincolante, formulato dai dotti religiosi a partire dalle regole della Shar’ia (Giurisprudenza Islamica).   (nota del traduttore)

[4] l’Emigrazione dalla Mecca verso Medina compiuta dal Profeta (pace e benedizioni su di lui) e dai suoi  seguaci

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