Il discorso del Prof. Amr Khaled riguardo agli eventi della Danimarca



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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso

Lode ad Allah, Signore dei Mondi e pace e benedizione sul Profeta.

Il presente è un messaggio che rivolgo alla Ummah musulmana (l’insieme dei musulmani in tutto il mondo),  ai giovani musulmani, alla civiltà occidentale e al mondo intero. È un messaggio che trasmetto tramite il sito www.amrkhaled.net  ai membri del suo forum e a “I costruttori della vita” e li prego di comunicarlo a tutti,  (Ummah musulmana, ai giovani musulmani e arabi, alle società occidentali e, insomma, al mondo intero).

 

Il mio primo messaggio è rivolto alla Ummah e ai suoi giovani:

 

Allah l’Altissimo dice ciò che può essere tradotto come: “Di’: «Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi».” (IX, 24)

 

Se i vostri figli, i vostri soldi, la vostra patria, le vostre mogli sono per voi più cari del Profeta di Allah, allora aspettate l’ira di Allah. Ai giovani dico che il rispetto per il Messaggero di Allah e l’amore per lui e per Allah sono dei precetti della nostra religione. Guardate l’importanza che riveste l’amore per il Profeta! Perché tutto quest’amore, quindi? Perché in un altro versetto del Corano Allah l’Altissimo dice ciò che può essere tradotto come: “Ora vi è giunto un Messaggero scelto tra voi; gli è gravosa la pena che soffrite, brama il vostro bene, è dolce e misericordioso verso i credenti.” (IX, 128) È per questo noi lo amiamo così tanto. Il nostro rapporto è come ciò che viene descritto nel versetto che può essere tradotto come: “Muhammad è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e compassionevoli fra loro. Li vedrai inchinarsi e prosternarsi, bramando la grazia di Allah e il Suo compiacimento.”  (XLVIII, 29)

 

Per permettere a tale rapporto di durare per sempre inalterato, Allah ce lo ricorda tutte le volte che sentiamo questo versetto che può essere tradotto come: “E sappiate che il Messaggero di Allah è tra voi” (XLIX, 7)

 

Questo versetto vale per tutti i tempi e in tutti i luoghi. Sappiate, o giovani, o madri, o signore…, che nel 2006, nel 2010, nel prossimo secolo e in quello scorso il Messaggero di Allah è sempre tra di voi. “Tra di voi” con la sua Shariaa (giurisprudenza islamica), con la sua Sunnah (Tradizione), con la sua compassione, con i suoi passi, con il suo sentiero, con la luce che vi ha lasciato. “Tra di voi” con il suo amore per voi. “Tra di voi” perché tutte le volte che una persona lo saluta, Allah l’Altissimo gli restituisce la sua anima per rispondere al saluto. “Tra di voi” anche quando Allah gli presenta ogni giovedì le nostre azioni, perciò se sono buone egli ringrazia Allah per noi e se sono cattive egli implora, per noi, il Suo perdono.

 

Ricapitolando, perché i quattro versetti che ho citato ci ordinano di amarlo? Perché egli brama il nostro bene e perché egli è dolce e misericordioso verso noi credenti, pertanto il nostro rapporto con lui è del tipo: “Muhammad è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e compassionevoli fra loro.” (XLVIII, 29) Allah ci ricorda sempre questo rapporto tramite questo versetto, il quale ci informa anche che il nostro Profeta è sempre tra di noi. Pace e benedizione siano sul nostro carissimo Profeta.

 

Il mio messaggio alla Ummah musulmana e ai suoi giovani è quello di amare il nostro Profeta, di rispettarlo, di difenderlo e di seguire le sue orme: tutto ciò costituiscono un dovere e una responsabilità per i quali verremo interrogati nel Giorno della Resurrezione. Ai giovani, ai costruttori della vita, alle signore e a tutti, dico che è una nostra responsabilità rispettare e riverire il Profeta e dobbiamo rendergli conto quando lo incontriamo nel “bacino” nel Giorno della Resurrezione. Gli diremo allora: “Noi siamo la tua Ummah e la nostra responsabilità l’abbiamo assunta e abbiamo compiuto il nostro compito. È vero che a volte siamo stati cattivi o a volte abbiamo commesso dei peccati o la nostra partecipazione nella rinascita della tua Ummah è stata scarsa, però ti abbiamo sempre portato rispetto e abbiamo sempre fatto in modo che chiunque in questo mondo te lo portasse. Speriamo che questo nostro comportamento ci consentirà di godere della tua intercessione e di bere dal tuo bacino e di averti reso contento di noi, malgrado i nostri errori, ma abbiamo sempre considerato caro il tuo rispetto.”

 

Alla Ummah dico: abbiamo una responsabilità  che non dobbiamo mai trascurare. È nostro dovere rispettare il Profeta e portare gli altri a farlo, come è nostro dovere amarlo e seguire la sua Sunnah. Non mancheremo mai a questi doveri. Questo è il mio messaggio alla Ummah.  

 

Il mio messaggio all’Occidente:

 

Vi è un problema culturale nel mondo occidentale. Questo problema nasce dal fatto che ci sono due concetti differenti: il primo è un importantissimo concetto occidentale che noi apprezziamo, valorizziamo, rispettiamo e sentiamo di averne bisogno ed è la libertà di espressione: è un concetto civile e umano. Il secondo è il magnifico concetto islamico di riverenza e di rispetto per il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui. Il problema nasce dal fatto che sia la civiltà occidentale che quella musulmana non riescono capire a fondo il concetto che l’altra tiene importantissimo. I non musulmani non riescono a realizzare il valore che riveste il rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui). Ai musulmani invece non è abbastanza chiaro l’idea della libertà d’espressione a causa della scarsa applicazione di questo concetto.

 

Chiaro che non rifiutiamo la libertà d’espressione, ma vorremo che essa sia giusta in modo che eviti lo scontro con un valore così caro ai musulmani, che è il rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui).

 

All’occidente dico chiaramente: “Il problema che è che non riesci a capire l’importanza di questo valore insieme ad altre cose sacre per i musulmani. È necessario correggere il concetto di libertà d’espressione per evitare la sua contrapposizione a quello del rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui).” Questa è la problematica culturale dell’occidente. Difatti, ripeto all’occidente: “Se aveste realizzato quanto i musulmani amano il loro Profeta, non avresti accettato ciò che sta accadendo adesso.” L’occidente come governo e come cittadini non capiscono che il nostro Profeta ci è più caro dei nostri propri figli e dei nostri genitori. Fate dei sondaggi e chiedete a qualsiasi ragazza praticante o no cosa significa il Messaggero di Allah per lei. Chiedetelo pure a qualsiasi ragazzo, apatico o attivo che sia, ubbidiente ad Allah o lontano dalla sua via. Chiedetelo a qualsiasi musulmano in Bangladesh, in Pakistan, nello Yemen, in Egitto, in qualsiasi villaggio. Chiedetelo a qualsiasi musulmano, religioso, osservante, ubbidiente ad Allah oppure no, che consuma droga o che compie le opere di bene. Posso affermare, senza sondaggi che i musulmani amano il Profeta più dei loro figli e dei loro genitori.

 

O Occidente il Profeta per noi è più caro dei nostri figli…

O Occidente il profeta per noi è più caro dei nostri beni, dei nostri nipoti, più caro di noi stessi e delle nostre patrie. Se chiedi a un egiziano: cosa scegli l’Egitto o il Profeta? Ti risponderà: il Profeta. La stessa risposta sentirai dal saudita, dallo yemenita, dal marocchino, dall’algerino ecc.

 

O Occidente prova a capire questo concetto: il Messaggero di Allah è più caro ai musulmani dei propri figli e di loro stessi. Non ci scorderemo mai il detto che ho ripetuto molte volte nel programma "Sulle Orme del Profeta".

 

Occidente, ascolta a questo detto, perché esso rappresenta una parte della formazione spirituale dei mussulmani: “Mentre il Profeta camminava con Omar Ibn Al-Khattab (il futuro Califfo), che lo teneva per la mano, Omar disse: «Giuro, O Messaggero di Allah, che tu sei più caro per me della mia famiglia, dei miei figli, dei miei soldi e di tutta la gente». [Cosa ha spinto Omar (che Dio si compiaccia di lui) a dire questo? È ovviamente il suo amore per il Profeta (pace e benedizione su di lui). Il Profeta gli chiese: «O Omar, mi ami più della tua famiglia?» Omar rispose: «Si», «più dei tuoi figli?», «Si, O profeta di Allah», «Più dei tuoi soldi?» «Si, O Profeta», «Più di te stesso?», «No, O profeta» A questo punto il Profeta gli disse: «No Omar, la tua fede non può considerarsi completa fino a quando io non divento più caro per te di te stesso, della tua famiglia e dell’umanità intera.» Allora Omar andò via, poi ritornò dal Profeta dicendogli: «Giuro per Allah, che adesso ti amo più di me stesso, della mia famiglia, e dei miei figli e di tutta la gente». Allora il Profeta gli disse: «Adesso, O Omar, si è compiuta la tua fede.»”[1]

 

Essere un vero credente è condizionato di amare il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) più di quanto lo sia con se stesso.

Oh Occidente, questa è la nostra nozione e questo è il nostro amore per il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui).

 

Lo so che l’occidente combatte il razzismo perché ha capito quello che significa. So che l’occidente condanna l’antisemitismo e quanto lo combatte. Ma è vera contraddizione nel rispettare il semitismo e restistere al razzismo da una parte e umiliare la figura più importante per i musulmani, cioé il Profeta, dall’altra.

 

Sei mesi fa un famoso giornalista della BBC aveva attaccato gli arabi descrivendoli come persone che non mantengono la parola data. Anche se è una figura conosciuta per un programma giornaliero in Gran Bretagna, i suoi insulti erano stati rigettati dalla BBC considerati razzisti ed è stato licenziato. In quel tempo stavo preparando un programma sulla famiglia, e sapendo che lui aveva articoli e programmi su questo argomento, volevo fare riferimento a loro. Con grande sorpresa, nessun dei suoi lavori erano disponibili a causa dei suoi punti di vista intolleranti contro gli arabi.

 

Non c’è modo di paragonare l’offesa al Profeta (pace e benedizioni su di lui) con l’offesa alle nazioni arabe.

 

Quindi il mio messaggio ai musulmani è che non dobbiamo mai trascurare il valore della riverenza per il Profeta. Agli Occidentali invece dico che è necessario riformare il valore di libertà d’espressione in modo che non vada contro ciò che è sacro per i musulmani. 

 

Il mio ultimo messaggio è rivolto al mondo intero:

 

Ad ogni persona di questo mondo dico che l’offesa non era indirizzata solo alla persona del Profeta (pace e benedizione su di lui), bensì a un miliardo e duecento mila di musulmani di tutto il mondo, anzi a tutta l’umanità. Ciò è perché a mio parere, il Profeta Muhammad è il miglior personaggio che sia mai esistito. Il suo modello di riforma del mondo è, fin adesso, unico e chi nega questo è semplicemente ingrato.

L’oltraggio alla sua persona è un oltraggio a tutta l’umanità.

 

I grandi della storia si sono distinti in un dato campo. Ghandi, ad esempio, nella politica, Shakespeare nella letteratura, Voltaire nella filosofia, Napoleone nel genio della guerra, mentre il Profeta (pace e benedizione su di lui) ha eccelso in tutti i campi.

 

Durante la sua vita era eccezionale nella sua morale. Non ha mai picchiato, insultato, offeso e mai tradito nessuno. Non ha mai mentito, mai mancato a una promessa e non si è mai vendicato di nessuno per se stesso. Prima della sua missione era chiamato il veridico, l’onesto, e dopo si è ispirato dal Corano in qualsiasi suo comportamento.

Era straordinario nella sua visione politica come quando disse dopo la battaglia del Khandaq (il Fossato): “Oggi li conquisteremo e non potranno mai più conquistarci”.

Straordinario nella sua spiritualità quando, prosternato in preghiera, disse umilmente: “O Allah, il mio udito, la mia vista, le mie ossa, il mio cervello si prosternano davanti a Te.”[2] Usava stare a lungo in preghiera fino a quando gli si gonfiavano i piedi. Quando gli chiedevano perché lo facesse, anche se Allah gli aveva perdonato tutti i peccati passati e futuri, egli rispondeva: “ Non dovrei essere uno schiavo grato?”[3]

Era straordinario nel rispetto dell’opinione altrui. Il giorno di Badr per esempio, aveva cambiato il luogo della battaglia seguendo il consiglio di un soldato, Salman il Persiano. Aveva accettato di scavare il fossato e di modificare la tattica della battaglia di Uhud per rispettare il parere di alcuni dei suoi compagni.

 

Era così che il Profeta rispettava la libertà d’espressione 1400 anni fa.

 

Era singolare nel perdonare i suoi nemici. Il giorno della liberazione di Mecca, i suoi compagni dicevano: “Oggi è il giorno della grande battaglia, oggi Allah umilierà i Quraish”. Il Profeta rispose che quel giorno sarebbe stato il giorno della misericordia e Allah avrebbe onorato i Quraish. Quando incontrò questi ultimi dopo la conquista, gli disse: “Andate per la vostra strada, siete liberi”.

 

Era straordinario nella sua rinuncia ai piaceri mondani, quando poteva essere il più ricco del mondo e avere tutto ciò che desiderava.

 

Straordinario nel suo comportamento con i giovani. Un giorno, per stimolare un gruppo di giovani a fare dell’esercizio fisico, egli li aveva divisi in due gruppi e li aveva chiesto di fare una competizione di tiro con l’arco. Egli si era messo con la squadra che doveva parare i tiri. La prima squadra si era rifiutata di giocare dicendo: “Come possiamo colpirli, mentre sei con loro”. Allora il Profeta disse: “Colpite pure perché sono con tutti voi” e li aveva abbracciati tutti.

 

Straordinario anche dal punto di vista dei suoi nemici. Aveva vissuto con loro per quarant’anni prima della Missione e tredici dopo, e non erano mai riusciti a rilevare neanche un fallo nel suo comportamento, anzi avevano testimoniato che non aveva mai detto una menzogna.

 

Per tutto ciò, la mancanza di rispetto verso di lui è un’offesa all’umanità intera.

Era straordinario nella sua misericordia. Pensate che nel giorno di Taif, all’età di cinquant’anni, dopo che i miscredenti gli avevano lanciato dei sassi addosso ferendogli i piedi, l’angelo delle montagne scese e gli disse di essere pronto a schiacciarli fra due montagne se glielo ordinava. Il Profeta, tuttavia, rifiutò dicendo: “No, perché magari da loro nasce qualcuno che Allah adora.”

 

Il giorno di Uhud, dopo l’attacco dei nemici, egli era caduto in una buca. I suoi denti si erano rotti e la sua faccia era tutta ferita. Vedendolo insanguinato, i suoi compagni gli chiesero di maledire i nemici e di invocare l’ira di Allah su di loro. Il Profeta tuttavia rispose: “Non sono stato mandato per maledire ma come misericordia per tutte le creature.” Notate: per tutte le creature! Dopo di che, alzò le sue mani in preghiera e disse: “O Allah guida la mia gente sulla retta via, perché sono ignoranti.” Non solo li aveva perdonati, ma aveva intercesso per loro presso Allah l’Altissimo!

Visto che misericordia, pace e benedizione su di lui! 

 

Era misericordioso pure con gli animali. Egli aveva detto che un uomo si è meritato il paradiso per aver dato da bere a un cane assetato[4] e che una donna invece è stato condannata all’inferno a causa di aver rinchiuso un gatto senza cibo fino alla sua morte[5].

 

Questo è il nostro Profeta e quella è la sua grandezza che dura fino al giorno d’oggi, al contrario di quella degli altri grandi della storia. 

Era convinto della convivenza e della tolleranza. Aveva dato fiducia agli ebrei, li aveva lasciati vivere in Medina, gli aveva dato tutti i diritti di cittadinanza garantendogli la sicurezza, la libertà di culto e il diritto di accumulare beni.

 

Grande nella sua tolleranza verso gli altri quando si era rifiutato di sfruttare i musulmani della Mecca leali a lui per creare tensione fra i miscredenti del paese, anche se c’era una guerra in corso fra lui e loro. Egli credeva nella convivenza pacifica fra i cittadini dello stesso paese.

 

Egli aveva optato per l’accordo pacifico di Al-Hudaybiya quando era in vantaggio e poteva distruggere i suoi nemici.

 

L’umanità dovrebbe essere orgogliosa dell’esistenza di una persona come Muhammad, pace e benedizione su di lui. Qualsiasi sia la vostra religione, anche se siete atei, anche voi dovreste essere perché prima di lui la storia era una cosa, ma dopo di lui è diventata completamente un’altra. Questo è il profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui), e questo è come l’umanità è stata umiliata con l’oltraggio che ha subito.

 

La gente in tutto il mondo sta chiedendo una legge che protegge la dignità di questo grande Profeta.

 

Questo è stato il mio messaggio ai musulmani, agli occidentali e al mondo intero.

Mi rimane da dire un’ultima parola. Basta parole. Personalmente ho tardato nel dire il mio messaggio perché i soli discorsi non risolvono il problema. Non vogliamo neanche ricevere scuse simboliche, vogliamo invece azioni concrete da parte dell’occidente che dimostrano il rispetto dovuto al nostro Profeta (pace e benedizione su di lui). Le nostre proteste andranno avanti fino a quando il rispetto di cui è degno un grande Profeta e un impareggiabile leader non gli sarà restituito. Ripeto, non vogliamo scuse superficiali, vogliamo azioni. Nel frattempo, chiedo ai giovani di trasmettere questo messaggio alle loro famiglie e amici. Vorrei che sia tradotto dal “Dar al-Tarjama” in tutte le lingue e che sia distribuito in tutto il mondo, e domani sarà diffuso sul canale “Iqraa”. 

 

Il nostro compito in questi giorni è di far conoscere il Profeta (pace e benedizione su di lui) a tutti. Potete sfruttare gli episodi di "Sulle Orme dell’Amatissimo" che viene trasmesso ogni martedì e venerdì sul canale “Iqraa”, sottotitolato in inglese e che è disponibile anche in nastri. Ci sono i programmi e i lavori del prof. Tarek Suweidan, A’aid Al-Qarni, Al-Habib Ali Al-Jifry  e del prof. Al-Buti che parlano della bibliografia del Profeta (pace e benedizione su di lui).

 

Datevi da fare nell’attesa della risoluzione concreta del problema.

 

Quindi il nostro compito per il momento è distribuire questo messaggio in tutto il mondo e far conoscere la storia del nostro Profeta sia ai musulmani che ai non musulmani.

 

Mi fermo qui, ma queste non saranno le mie ultime parole, perché ci sarà altro da dire.

Vi ringrazio e a presto.

 

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[1] Hadith autentico di Al-Bukhari,  “Al-Jame’ Al-Sahih” pag./n. 1695 e narrato da Abdullah Ibn-Hesham Ibn-Zahra Al-Korashey.

[3] Hadith autentico di Al-Bukhari, volume 2, libro 21, n. 23.  

[4] Hadith autentico di Al-Bukhari, volume 4, libro 55, n. 592

 

[5] Hadith autentico di Al-Bukhari, volume 1, libro 4, n. 174