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Puntata: 7 Il perfezionamento
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Puntata: 7

Il perfezionamento

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso

 

Cari Fratelli in Allah,

Eccoci di nuovo nel nostro programma “I Costruttori della Vita”.

Abbiamo parlato della positività, e dopo l’abbiamo collegata al perfezionamento. Vogliamo, come abbiamo detto, il positivo perfezionista. Nella puntata precedente vi abbiamo chiesto di mandarci le vostre esperienze personali riguardo alla positività. Sinceramente, la reazione della gente era tangibile e reale il che non possiamo ignorare o trascurare. La settimana scorsa ho ricevuto circa 6500 azioni positive, e la cosa più straordinaria è che queste azioni non erano individuali, ma erano azioni positive di gruppo.

Un ragazzo mi manda dicendo " io e i miei amici abbiamo compiuto tale azione…" un’altra ragazza mi dice la stessa cosa. Quindi se calcoliamo le azioni in base al numero dei partecipanti, la cifra sorpasserà  10 000 .

Ho trascorso un’intera giornata scegliendo da queste meravigliose azioni degli esempi da mostrarvi oggi, infatti ho notato che mostrandovi ciò che hanno realizzato gli altri nelle scorse puntate, le reazioni e l’effetto erano maggiori. Torno a ripetere quello che dico sempre: questo programma non è mio da solo ma è anche vostro. Insieme costruiamo la vita.

Cominciamo la puntata mostrando alcuni esempi che ho scelto per voi tra migliaia che mi sono arrivati.

 

Esempi Positivi:

 

  1. Dei giovani immigranti musulmani in Svizzera, per devozione alla patria, hanno mandato delle attrezzature mediche di cui necessitavano gli ospedali dei loro paesi.
  2. Le comunità musulmane in occidente soffrono dell’ignoranza dell’arabo da parte della seconda  generazione. Iman dal Brasile, Fattuh dalla Francia ed altri mi hanno informato di aver attivato dei corsi d'arabo a favore della seconda generazione per salvaguardare la loro identità nelle società occidentali.
  3. 260 giovani cristiani hanno partecipato al sondaggio e hanno mandato le loro contribuzioni.
  4. Delle dottoresse saudite fanno una visita settimanale all’alloggio delle infermiere provenienti dal sud-est asiatico per insegnargli come trattare gli ammalati con gentilezza e compassione. 
  5. Nel campo universitario: Gli studenti dell'Università di Al- Mansura (Egitto) hanno presentato uno spettacolo teatrale sulla positività e il successo nella vita. Circa 5000 studenti hanno assistito.
  6. Gli studenti della Facoltà di Farmacia in Alessandria, hanno cambiato i vecchi tappeti della moschea della facoltà con dei nuovi a spese loro.
  7. Gli studenti della Facoltà di Ingegneria in Alessandria hanno aggiustato tutto ciò che necessitava di riparazione nella loro facoltà come porte e finestre e hanno comprato dei cestini per i rifiuti…
  8. Gli studenti della Facoltà di Ingegneria a Shobra (Egitto) hanno verniciato i muri sporchi della facoltà dopo aver chiesto il permesso al Preside.
  9. Alcuni studenti dell'Università del Cairo hanno scoperto, durante le visite settimanali che facevano agli anziani che questi hanno diverse competenze ed esperienze nell’artigianato, allora hanno deciso di imparare da loro.
  10.  Dei giovani studenti palestinesi una volta la settimana si incontrano per guardare insieme la  puntata de “ I Costruttori Della Vita”, dopo di che si mettono d’accordo su un’azione positiva da compiere e  alla fine fanno delle copie della puntata che distribuiscono ad un prezzo simbolico agli studenti dell'università.
  11.  Le studentesse di Medicina dell'Università di Al-Fatih in Libia hanno compiuto talmente tante azioni positive nella loro Facoltà che il preside ha messo a loro disposizione una stanza dove possono svolgere i loro lavori. Con la Radio libica hanno deciso di fare una trasmissione settimanale su “I Costruttori della Vita”.
  12.  Ragazze dal Sultanato di Oman hanno creato un’associazione benefica chiamata Umm Al-masakin[1] (traendo buon auspicio dal soprannome della moglie del Profeta pace su di lui), con  l’obiettivo di raccogliere gli indumenti usati e distribuirli ai bisognosi.
  13.  Le casalinghe della zona del Golfo insegnano a leggere e scrivere alle domestiche asiatiche analfabete.
  14. Alcune signore organizzano incontri fra casalinghe della stessa zona o dello stesso condominio per imparare il Corano insieme.
  15.  Delle casalinghe hanno contattato gli alberghi per prendere il cibo avanzato e distribuirlo ai poveri.
  16.  Due signore mi hanno ricordato i tempi dei Compagni del Profeta e il suo detto: “Il bene è in me e nella mia gente fino al giorno del Giudizio”. Queste nobili signore, che non si conoscono fra di loro, hanno donato un terreno che vale circa 2 milioni di sterline egiziane a un orfanotrofio!  La consegna è stata effettivamente effettuata la scorsa settimana.
  17.  Per quanto riguarda gli alunni: i bambini della scuola del Riduan in Giordania hanno preso a carico un orfano grazie ai risparmi che fanno dalle loro paghette.
  18. La stessa idea è stata realizzata in un liceo nel Kuwait.
  19. Delle ragazze in Siria hanno avuto l'idea di raccogliere la carta usata e venderla alle fabbriche di carta.
  20. Un ingegnere universitario chiamato Mahmud Sharif Said ha avuto un’idea eccezionale ed unica; è la zakat[2] della scienza. Essendo eccellente in matematica, ha deciso di dare lezioni private gratuite a chiunque sia interessato  a prescindere del suo livello scolastico. Ha messo un annuncio con il suo recapito telefonico e il suo indirizzo elettronico nel suo condominio  e nella zona dove abita.
  21. La stessa idea è stata realizzata da un professore universitario di nome Tamer Mahmud. Si è offerto di aiutare gli studenti che conseguono un master nella sua specializzazione.
  22.  Ragazzi iracheni hanno avviato in patria un progetto chiamato “i coltivatori di rose” che mira a lenire le sofferenze del popolo iracheno ed aiutare i giovani che vogliono imparare a leggere e scrivere oppure  quelli che desiderano avviarsi allo studio dell’informatica.

Sono davvero molto felice. Sono contento di questi esempi straordinari da tutto il mondo arabo; Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Oman, Kuwait, Iraq, Siria, Palestina…

 

Quindi tu fratello cosa aspetti? Cosa aspetti sorella?

Vorrei ricordare a questa gente positiva di dedicare l’intenzione di queste azioni unicamente ad Allah l'Altissimo. “le azioni dipendono dalle intenzioni, ed ogni essere umano ha quello che intende avere”. La seconda cosa che vi voglio ricordare è la continuità, perché come ha detto il nostro caro profeta “quel che più è caro ad Allah delle azioni, quelle costanti, anche se fossero poche”.

 

Il fantastico in tutto ciò è che i giovani che hanno compiuto queste opere positive hanno iniziato a raccogliere i frutti del successo e ad assaporare la sua soavità. Essi hanno sentito un rafforzamento nella loro fede e una maggiore capacità nel respingere il male ed i peccati il che è appunto l'obiettivo del nostro programma: trovarti uno scopo per cui lavori tutta la settimana e non una semplice ricarica di fede ricevuta assistendo ad una lezione settimanale o guardando un programma.

Riguardo all’obiettivo della scorsa settimana ovvero aiutare un parente bisognoso: vi informo che abbiamo ricevuto circa 5500 risposte, tutte impregnate di positività.

 

In questo clima di ottimismo mi è arrivata una lettera di severa critica. Il mittente dice con un tono disperato che il programma e la sua idea non lo convincono affatto perché l’idea è irrealizzabile. Il  mondo intorno a noi sta cambiando e gli ostacoli duri crescono impedendoci qualsiasi possibilità di successo o di miglioramento. La trivialità si sta spargendo dappertutto, per esempio un programma televisivo che insegna a ballare e cantare ai giovani ha ricevuto la candidatura di oltre 70000 ragazzi e ragazze.

Rispondo: vuoi dire quindi che non c'è speranza, non c’è una soluzione? Credi che sia meglio rassegnarci? Dobbiamo continuare a vivere sottomessi  e umili e morire impotenti e avviliti?..No!!!

Il cambiamento proviene da noi, tutti siamo capaci di cambiare, basta avere un obiettivo per il quale combattiamo e lavoriamo con assiduità. Per convincervi altrimenti  immaginiamo due cerchi:

 

1. Il primo è il cerchio degli ostacoli esterni. È estremamente difficile.

2. Il secondo è collocato dentro il primo ed è chiamato il cerchio dell'influenza. Esso contiene tutte le abilità che possiedi per influenzare la gente intorno a te.

Guardando il cerchio degli ostacoli esso ti sembra immenso mentre il cerchio della tua influenza appare piccolissimo.

Se continui a pensare che il primo cerchio è grande, il cerchio della tua influenza rimarrà sempre piccolo.

Se invece guardando il cerchio del tuo potere pensi: “quali sono le mie abilità? che potere ho da esercitare su quelli che mi circondano?” allora gradualmente il tuo cerchio di influenza si estenderà e quello degli ostacoli  si ristringerà fino all’estinzione totale grazie alla tua  continua pressione su di esso.

Se torniamo al nostro Profeta -pace su di lui- troviamo che ha fatto proprio così. Infatti, gli ostacoli all'inizio dell'islam erano ostinati; la Kaaba era circondata da 360 idoli. Quindi cosa ha fatto il profeta? Ha iniziato ad allargare il cerchio della sua influenza introducendo i bravi giovani all'islam. Piano piano la resistenza è aumentata e milioni di musulmani sono entrati nel cerchio della sua influenza e continueranno ad entrarci fino al giorno della resurrezione.

 

Noi possiamo iniziare ad allargare il cerchio dell’influenza partendo dalle nostre case, educando bene i nostri bambini e crescendoli correttamente.

Questa è semplicemente una risposta per liberarci dallo spirito di abbattimento e di passività. Risorgiamoci per trionfare.

 

Continuiamo adesso il nostro discorso sul perfezionamento:

 

Come già detto… il perfezionamento e la positività sono due lati della stessa moneta. Noi vogliamo il positivo perfezionatore. Sfortunatamente però,  i musulmani non sono più perfezionatori in nessun aspetto della loro vita, a cominciare dal culto e le relazioni personali fino ad arrivare ai loro studi, lavori e produzioni.

È diventato facile trovare persone l’intera vita dei quali è caratterizzata dall’inefficienza.

 

 Sentiamo spesso frasi del genere:

  • “ma lascia andare, tanto chi ti vede!!!”
  • e Allah l'Altissimo risponde con quel che può essere tradotto come: “Egli conosce il tradimento degli occhi e quel che i petti nascondono” (TSC[3]- Sura XL, versetto 19)
  •  “la gente vuole le cose meno costose  e la robaccia ha più mercato”
  • e Il Supremo risponde: “si perde la schiuma e resta sulla terra ciò che è utile agli uomini” (TSC- Sura XIII, versetto 17)
  • “io lavoro in proporzione allo stipendio che mi danno”
  • e risponde Il Grande: “O voi che credete, rispettate gli impegni” (TSC- Sura V, versetto 1)
  •  “tutti fanno così!”
  • E risponde Il Potente: “E nel Giorno della Resurrezione ognuno si presenterà da solo, davanti a lui.” (TSC- Sura XIX, versetto 95)
  •  “la rifinitura non è importante”
  • E risponde Allah: “Invero creammo l’uomo nella forma migliore” (TSC- Sura XCV, versetto 4)
  •  “tanti si sono laureati e stanno aspettando in fila un  lavoro che non c’è.  non c’è niente da fare, tutti fanno la stessa fine” dirà qualche disperato.
  • E Allah dice quel che può essere tradotto come: “Non lasceremo andar perduta la ricompensa di chi avrà agito per il bene” (TSC- Sura XVIII, versetto 30)

 

Vi citerò un detto molto commovente del profeta, pace su di lui. Nel giorno del detto, egli aveva pianto come non aveva mai fatto. Era il giorno della morte di suo figlio Ibrahim. Dopo averlo sepolto, il profeta ha notato una piccola apertura nella tomba, perciò ha chiesto a colui che spianava la tomba di colmare il vuoto. Allora quella persona gli chiese: “Oh messaggero di Allah, ne gioverà qualche cosa?” e il profeta– pace su di lui- rispose: “senz’altro non gli fa né bene né male ma soddisfa l'occhio di chi guarda”. Vedete come il profeta cerca la perfezione anche nel momento della morte di suo figlio! Il perfezionamento pure della tomba! Egli dice -pace su di lui-: “A Dio piace che quando uno di voi fa un lavoro che lo perfezioni”.

 

Tramite una ricerca, abbiamo rilevato quattro ragioni che impediscono il perfezionamento:

1) Il correre dietro un guadagno maggiore: per esempio il meccanico non ripara come si deve l'auto così il cliente è costretto a tornare di nuovo e a pagare altri soldi. Il medico fa la stessa cosa, perciò, per me, i loro soldi fanno parte del guadagno illecito perché la negligenza in questo caso è intenzionale.

2) L'ignoranza: il negligente ignora proprio come si fa la cosa.

3) la pigrizia.

4) Non aver mai provato la soddisfazione che dà il perfezionamento. Se la gente la provasse non accetterebbe mai l’inefficienza.

Quindi come si giunge al perfezionamento?

 

  1. avendo un obiettivo nella vita.
  2. una  volontà fortissima.
  3. la pazienza.
  4. il sapere e l’esperienza, oppure il supporto degli esperti.

 

Questi fattori, come potete notare, sono gli stessi della positività.

Se possedete questi quattro fattori, il perfezionamento verrebbe spontaneamente.

 

Vi racconterò la storia di una  persona in cui si sono trovate queste caratteristiche e chi pertanto ha compiuto un lavoro perfetto e sorprendente. Si tratta di Mohammad AlFatih di cui avevo parlato brevemente in passato, ma adesso vi racconterò la sua storia dettagliatamente.

Mohammad Al-Fatih conquistò Costantinopoli e permettetemi di parlarvi di questa città.

Costantinopoli  è una città che collega il mar mediterraneo al mar nero e l'Europa all'Asia. Essa era considerata il miglior centro di commercio mondiale nel medioevo. A proposito di essa Napoleone disse: “Se tutto il mondo fosse un solo regno, esso non avrebbe meglio di Costantinopoli come capitale”.

La città era sotto il dominio dei romani e perciò controllavano il mondo intero. I mussulmani hanno cercato continuamente di conquistarla fin dai tempi di Ali Ibn Abi-Talib (e cioè per 800 anni), ma i loro tentativi erano vani  a causa delle sue invincibili fortezze:

 

  1. Una trincea piena d’acqua fuori dalle mura della città profonda 10 metri e larga 60 piedi .
  2. Una  muraglia  esterna alta  25 piedi e con 10 metri di spessore.
  3. Un’altra interna alta 40 piedi e con torri di sorveglianza alte 60 piedi. Il suo spessore era di 15 metri.
  4. La città aveva una forma triangolare. Due dei suoi lati si affacciavano direttamente sul mare mentre sul terzo si trovavano le muraglie.
  5. Queste muraglie erano protette da 400 navi.

 

I ripetuti tentativi dei musulmani di conquistare la città non erano dovuti solamente alla sua importanza ma anche a due detti del Profeta (pace e benedizione su di lui):

    1. Egli dice: “il primo esercito che conquista la città di Cesare sarà perdonato”.
    2. E dice ancora: “Costantinopoli sarà conquistata da un uomo, beato il suo esercito e beato il suo comandante”.

 

Per 800 anni i musulmani hanno provato dieci volte di espugnarla. Il primo tentativo fu con Othman Ibn Affan, il secondo e terzo con Muauiah Ibn Abi Sofian, il quarto con Solaiman Ibn Abd Al-Malik, il quinto con Harun Ar-Rashid ed altri tentativi ancora di cui il più famoso vide la partecipazione di tutti i migliori Compagni del Profeta come Abu Ayub Al-Ansari, Abdullah Ibn Omar e Abdullah Ibn Abbas. Essi assediarono la città per sette anni durante i quali morì Abu Ayub Al-Ansari; costui chiese di essere seppellito nel posto più vicino a Costantinopoli al quale si poteva arrivare all’epoca. Egli sperava di informare il Profeta di questo durante il loro incontro il giorno del Giudizio così magari viene considerato uno dell’esercito perdonato. Riuscite ad immaginare quanto erano ossessionati da questo sogno?

 

Dopo ci fu la nascita di Muhammad Al-Fateh. All’età di dieci anni, il suo maestro cominciò ad inculcargli il sogno. Da piccolo era molto preso dal gioco e dal divertimento e non aveva nessun senso di responsabilità come figlio di un re. Un giorno il suo maestro gli diede un colpo forte e gli disse: “ sii un uomo”, Al-Fateh rimase male per il fatto di non essere uomo e da quel giorno si raddrizzò. Infatti, imparò a memoria tutto il Corano e perfezionò cinque lingue: l’arabo, il turco, il persiano, il latino e l’antico greco. Studiò l’astronomia, la geografia e la storia. Un giorno il suo maestro gli raccontò il detto del Profeta: “Costantinopoli sarà conquistata da un uomo, beato il suo esercito e beato il suo comandante”, poi gli disse che credeva che quel uomo sarebbe proprio lui. Ovviamente il maestro non lo sapeva, tuttavia egli seminò il sogno. Ecco i fattori che cominciano a formarsi dentro di lui:

1.      L’obbiettivo.

2.      Il sapere e l’esperienza.

3.      la Volontà.

4.      la pazienza.

 

Muhammad Al-Fateh dice fra se e se: “ho un cuore come la roccia, non si calma e non si placa finché non ho realizzato ciò che voglio.”

Come sarebbe stata la nostra condizione se fossimo tutti così, se fossimo Uomini che realizzano i loro obbiettivi e i loro sogni?

Poi cominciò a radunare gli esperti per capire da loro quali erano gli ostacoli che impedivano la conquista di Costantinopoli, e venne a sapere che erano tre:

1.      arrivati alla spiaggia sulla quale dava la città, rimarrebbero scoperti all’aperto ed indifesi, inoltre per la costruzione di una fortezza  ci voleva un anno intero,

2.      le muraglie erano di un tale spessore ed  altezza che nessun cannone inventato fino allora era capace di distruggerle.

3.      c’era una catena molto grossa con cui chiudevano il golfo impedendo l’entrata di qualsiasi nave tranne le loro.

Questa è una combinazione di fattori che convincono chiunque dell’impossibilità della conquista.

Adesso vi racconto il piano dell’espugnazione che secondo pure gli orientalisti ha superato le tattiche di Alessandro Magno e Napoleone. Un tale piano ci rende consapevoli che i musulmani possiedono delle capacità ineguagliabili.

ecco brevemente i passi del piano:

1.      Muhammad Al-Fateh riuscì a far costruire una fortezza (per ripararsi dentro) in soli tre mesi invece che un anno grazie alla sua volontà e all’aiuto dei più bravi e competenti muratori, facendo uso del detto del Profeta per incentivare i lavoratori.. tutto ciò viene citato nei libri di storia.

2.      Fu progettato un piano per avere l’assistenza di un esperto ungherese, l’unico capace di inventare un cannone in grado di distruggere quelle mura fortificate. Questo esperto era imprigionato dentro Costantinopoli per paura che qualcuno potesse arrivare a lui. E poiché per Muhammad Al-Fateh non esisteva l’impossibile, egli fece scavare un tunnel sotto le muraglie e sotto la trincea acquosa per arrivare alla cella del prigioniero e liberarlo per costruire il cannone gigante e così fu. Quest’ultimo pesava 700 libbre e veniva trascinato da 100 tori e 100 uomini fortissimi. Il suo rombo si sentiva a distanza di 13 miglia. Quando fu sparato, la palla  del cannone cadde su una roccia creando una buca profonda sei piedi. Immagina che invenzione! E guarda come ci si avvaleva delle competenze straniere, mentre al giorno d’oggi gli esperti musulmani emigrano per essere sfruttati dall’occidente!! Tutto questo piano fu eseguito con grande perfezione e senza un solo errore.

3.      Il problema delle catene che chiudevano il golfo fu superato deviando il percorso delle navi. Infatti queste non dovevano più passare dal golfo ma attraverso il deserto (aggirando il golfo) secondo uno schema inimmaginabile. Come delle navi sono riuscite ad attraversare cinque chilometri di deserto e di montagna!?  Al-Fatih fece tagliare tutti gli alberi della zona che utilizzò nel creare un’asse lunga tutto il percorso, poi l’ha unta con l’olio per far scivolare le navi sopra. Impiegò centinaia di uomini e tori per trascinare le navi (di numero settanta), e fece spiegare le vele per approfittare del vento nell’avanzare. Alla fine fece scendere le navi dall’altra parte del deserto, direttamente nel mare e proprio davanti alle mura della città. L’operazione titanica doveva essere eseguita interamente nel lasso di tempo tra il tramonto e l’alba, altrimenti  i romani si sarebbero accorti della loro presenza e gli  avrebbero bruciato le navi. Erano costretti a realizzare questo piano in questo brevissimo tempo per poter attraversare con le navi e bruciare le 400 navi romane e sconfiggere il nemico.

 

Questo è il piano che tutti i musulmani per 800 anni non hanno potuto realizzare.

Chiunque si mette in testa un’idea, persevera e fa di tutto per realizzarla ci riuscirà senza dubbio.  Non dimenticate mai questa frase.

(A questo punto viene proiettato un breve filmato che illustra il piano di Muhammad Al-Fateh e che può essere visto sul sito www.amrkhaled.net.

L’assedio durò più di 50 giorni, e la vigilia dell’attacco Al-Fatih fece delle cose insolite per i musulmani allora:

1.      stimolò la determinazione con delle poesie e degli inni di guerra.

2.      Incitò i soldati con i detti del Profeta.

3.      Chiese loro di intensificare le preghiere sul Profeta per incoraggiarli a combattere.

4.      Chiese all’intero esercito di fare una preghiera. Il suo maestro fece da Imam.

E così fu la vittoria. Quando gli chiesero come ha fatto per vincere, egli rispose: “ho due qualità: un cuore come la roccia che non si placa finché non ho realizzato ciò che voglio e degli occhi che lacrimano per timore di Allah. Come si fa a non vincere!”

Muhammad Ibn Mourad divenne famoso come Muhammad Al-Fateh con la sua gigantesca impresa.

Tutto questo ci ricorda un altro uomo dei costruttori della vita, un uomo paralizzato, che non saprebbe nemmeno come cacciare via una mosca dal viso; è lo sceicco Ahmad Yassin, un costruttore della vita che, nonostante il suo handicap, aveva una volontà straordinaria. Non lo piangeremo, lo congratuliamo. Siamo tristi piuttosto per le persone dal corpo sano ma dalla volontà paralizzata. Non ci rattristiamo per Ahmad Yassin, beato lui. Khaled Ibn Al-Walid, la spada tratta di Allah come veniva soprannominato, desiderava questo tipo di morte. Diceva, sul letto della morte: “non c’è neanche un punto del mio corpo senza un colpo di spada o di lancia ed eccomi che sto morendo sul mio letto come un cammello, che l’angoscia privi i vigliacchi dal sonno”. L’insolenza degli assassini di Ahmad Yassin ci porta a dire che l’Islam passa dei periodi di piena e altri di secca. Il periodo di piena era ai tempi del Profeta e di Muhammad Al-Fateh, mentre noi siamo in un periodo di secca, e se Allah lo permetterà, un altro periodo di piena sta arrivando. La morte dello sceicco Ahmad ci trasmette questo significato.

 

Il progetto della settimana:

 

Il Messaggero di Allah (su di lui la pace e la benedizione) disse: “non oscurate la mia faccia il giorno del Giudizio” e l’ha ripetuto tre volte. Cosa gli dirà la nostra generazione?? Dobbiamo riuscire a compiacere ad Allah ed al suo messaggero. Muovetevi! Se il vostro Profeta vi è caro allora dovete muovervi!

Il primo compito: se vedi qualcosa con dei difetti, scrivi una lettera al proprietario per informarlo con garbo e delicatezza del difetto e per presentargli la tua proposta per la riparazione. Il tuo motto è “la religione è il consiglio”. Ciò vale in qualsiasi posto, per qualsiasi prodotto, mestiere o relazione sociale imperfetta. Lo slogan della lettera sarà: “Perfeziona la costruzione della vita”.

Mandaci una copia di quel che hai fatto, così lo pubblichiamo e ti aiutiamo a diffonderlo.

Il secondo compito: perfeziona la conclusione della preghiera. Chiedi perdono ad Allah, ringraziaLo, e GlorificaLo 33 volte, finendo con “Non c’è altro dio all’infuori di Allah. egli è L’Unico, non ha associati [consimili], la regalità e la lode appartengono a Lui. Egli è l’Onnipotente”. Questo è da fare durante le cinque preghiere.

 

Pace, misericordia e benedizioni di Allah siano su tutti voi.

 

 


[1] Significa la madre dei poveri.

[2] Il  significato di zakat ,uno dei pilastri dell’Islam è, il pagamento dell’imposta coranica che favorisce la purezza del patrimonio e la purificazione del cuore dall’avidità. Letteralmente la parola zakat significa purezza.(Nota del traduttore)

[3] TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba; poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato.

 

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