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Episodio 18
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Un invito alla coesistenza

 

Episodio 18  

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso; pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.

 

In questo episodio si parlerà dell'imam Ahmad Ibn-Hanbal, l'ultimo dei quattro grandi fondatori della giurisprudenza islamica. Molti credono che Ibn-Hanbal fosse duro e rigido nelle sue opinioni giuridiche, ma oggi dimostreremo il contrario. Ibn-Hanbal portò a termine per i musulmani due cose molto importanti. Oggi affronteremo solo la prima.

 

Quale fu il primo compito portato a termine da Ibn-Hanbal?

 

La preservazione della Sunna[1] del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui).

 

Ai tempi di Ibn-Hanbal, ovvero durante il primo ed il secondo secolo dell'Egira[2], vi erano continui disaccordi ed incomprensioni tra i sapienti musulmani dell'Iraq e dell’ Hijiaz. Questo a causa delle diverse opinioni sugli Ahadith[3] del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui), che crearono solo confusione.

L'imam Abu-Hanifa, che era nato nell’Hijaz e che risiedeva lì, corresse e revisionò alcuni detti basati sull’evidenza o sulle fonti. D’altro canto, in Iraq non erano consapevoli di quei cambiamenti, quindi la confusione avvenne quando la gente di questi due paesi cominciò a discutere proprio a proposito di alcuni ahadith. L'imam Ibn-Hanbal sapeva che il Corano e la Sunna del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) estrapolata dagli ahadith erano le fonti più importanti per l’Islam, e volle eliminare le incomprensioni tra l’Iraq e l’Hijaz ed insegnare alla gente come coesistere con gli altri.

"Musnad Al-Imam Ibn-Hanbal" era il titolo del libro nel quale raccolse tutti gli ahadith validi per non causare altre incomprensioni tra i musulmani.

 

Oggi il migliore riferimento utilizzato per gli ahadith è la raccolta di Al-Bukhari che non è altro che una semplificazione del grandioso lavoro svolto da Ibn-Hanbal. I grandi sapienti apprendevano la conoscenza l'uno dall'altro, possiamo dire che erano come una sola catena.

Ahmad Ibn Hanbal imparò dai sapienti precedenti; nonostante ciò egli era in disaccordo con alcuni loro punti di vista, ma mai li insultò né creò alcuna confusione. Infatti egli scoprì che vi erano alcuni punti in comune tra loro, da condividere insieme piuttosto che opporvisi, ed è questo ciò che si chiama coesistenza. E' giusto il fatto che dobbiamo avere delle nostre credenze e dei nostri punti di vista, se però questi non sono gli stessi degli altri, non litigare con loro, non allontanarti, e non rinunciare nemmeno alle tue opinioni per gli altri, bensì cerca di trovare aree compatibili con le altre mentalità.

 

L'Islam è una religione molto semplice, ai tempi di Ibn-Hambal però alcuni cercarono di provare il contrario, così come è stato fatto con altre religioni tipo il Cristianesimo. Queste persone cercarono di simpatizzare con i regnanti per convincerli a cambiare alcune regole e semplificare la religione. Il risultato fu che le persone si separono completamente dal credo.

L'imam Ibn-Hanbal affrontò queste persone, e fu in grado di preservare la Sunna fino ai giorni nostri. Ibn-Hanbal è il simbolo della forza e della persistenza.

 

Ahmad Ibn-Hanbal nacque in Iraq e visse dal 164 dopo l'Egira fino al 241 dopo l'Egira. Egli apparteneva alla tribù dei Bani-Shayban, che erano persone conosciute per la loro forza e le loro buone maniere. Quando il Profeta (pace e benedizioni su di lui) chiese loro supporto, proprio per la loro forza, essi rifiutarono cortesemente per ragioni politiche. Nonostante non avessero aiutato il Profeta (pace e benedizioni su di lui) egli ammirava la loro forza e la loro buona condotta oltre al fatto che erano stato molti chiari e diretti nei suoi confronti. Successivamente Muthana Ibn-Haritha, che apparteneva alla stessa tribù, combatterà con i persiani. Egli era il nonno di Ibn-Hanbal. Sembra dunque che Ahmad Ibn-Hanbal ereditò la forza, la buona condotta e la persistenza della sua tribù.

 

Ibn-Hanbal era estremamente povero, ben di più di Ash-Shafi'y. Quando aveva tre anni suo padre e suo nonno morirono, e venne allevato dalla sola madre che spese tutta la sua vita nell'educazione di suo figlio. Immaginate quanto dovesse essere forte sua madre per riuscire ad allevare un così grande sapiente. Non solo: ella imparò il Corano oltre al leggere e allo scrivere, per poterli insegnare a suo figlio. Aiutò anche molto il figlio a sviluppare in lui l'abilità della bella calligrafia. Era una donna forte oltre che una madre affettuosa, infatti quando suo figlio partiva per qualche viaggio, essa rimaneva in ansia per lui. D'altra parte, Ahmad era molto obbediente, e si sforzava di non farla arrabbiare. Quando aveva 16 anni, egli intraprese un viaggio in un luogo distante per apprendere maggiore conoscenza andando a visitare un giurista, ma non disse nulla a sua madre perché sapeva che non gli avrebbe permesso di andare. Durante il ritorno soffriva, e disse: "Ritorno da mia madre e chiedo perdono a Dio".

Da quell’episodio la madre capì che egli aveva bisogno di maggior spazio e libertà per poter apprendere, allora cercò di controllare le sue paure.

Di conseguenza, Ibn-Hanbal iniziò a viaggiare in tutto il mondo islamico per poter raccogliere gli ahadith.

 

Ibrahim Ibn-Shamas un giorno disse: "Quando vidi quel bambino pregare durante la notte incoraggiato dalla madre, capii che da grande sarebbe diventato un grande personaggio per la nazione musulmana dove sarebbe cresciuto".

 

Quando aveva quattordici anni suo zio, che era un impiegato alle poste del Califfo, chiese al dirigente di permette al suo brillante nipote di sostituirlo in sua assenza. In effetti questa era un'oppurtunità inviatagli da Allah affinché potesse conoscere le persone e mescolarsi nella società, e prepararsi alla grande responsabilità del giurista. Fin da giovane, l'imam Ahmad Ibn-Hanbal era molto conosciuto per la sua pietà, e la gente affermò di non aver mai visto prima qualcuno come lui. Egli era il responsabile della redazione dei messaggi. Quando s'imbatteva in un qualsiasi cosa considerata illegale o peccaminosa, si rifiutava di scriverla. Egli ebbe successo nel suo lavoro, grazie al suo talento e alla tolleranza nella coesistenza con le persone. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse: "Il credente che si mischia con le persone ed è paziente davanti  ai loro  torti  è migliore del credente che non vuole mischiarsi con le  persone e che non pazienta di fronte ai loro  torti.".

 

Nonostante appartenesse ad una famiglia povera, non chiese mai aiuto ad altri, anche se gli erano molto vicini. Egli visse grazie alla sua magnifica calligrafia che usò per copiare libri e volumetti per gli altri. Malik e Ash-Shafi'y condussero una vita differente; comunque ci fu coesistenza fra loro.

 

Il cammino dell'imam Ahmad inziò alla tenera età di 16 anni. Inzialmente apprese da Abu Yusuf, uno studente di Abu Hanifa, tuttavia la sua scuola non gli interessava. Però Ahmad non rifiutò di conoscere il sapere da Abu-Yusuf, anche se non era convinto del suo metodo. E in questo comportamento possiamo trovare un insegnamento per ciò che concerne l'abilità di accettare o rifiutare qualcosa.

Il suo grande ed unico obiettivo fu quello di girare tra le nazioni musulmane, incontrare i sapienti che si occupavano degli ahadith e raccogliere tutta la Sunna in un solo volume, affinché i musulmani potessero consultarlo. Adesso mi rivolgo ai giovani uomini e donne: tu stai vivendo per un obiettivo ben preciso e stai lavorando per raggiungerlo?

 

Ora ritorniamo a noi. La madre dell'imam Ahmad Ibn-Hanbal gli permise di iniziare il suo percorso a 16 anni per conoscere la scienza. Iniziò a farlo da Baghdad, dove incontrò grandiosi sapienti. Uno di questi fu Hashim Ibn-Hisham. Egli apprese da lui numerosi ahadith del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui). Ahmad Ibn­-Hanbal raccolse 3000 ahadith. A questo punto si convinse di aver acquisito tutto ciò che doveva da Baghdad, per questo si diresse verso altre tre città irachene: Al-Basra, Kufa e Wasit. Successivamente si diresse verso Waki' per visitare un amico dell'imam Ash-Shafi'y.

 

Andò in Al-Basra per incontrare un grandioso sapiente: si tratta di Abdul-Rahman Ibn-Mahdi, uno fra gli eminenti dotti di ahadith. Ibn-Mahdi era colui che  aveva chiesto ad Ash-Shafi'y di scrivere un libro sulle regole della giurisprudenza e di inviarglielo.

 

Essendo molto povero, l'imam Ahmad viaggiò in queste tre città a piedi, a tal punto che i suoi piedi non apparivano più normali. Giunti a questo punto, vorrei fare a tutti voi una domanda: qualcuno di noi può fare questo per il bene dell'Islam? Questo non significa che tutti gli studenti debbano lasciare i loro studi per andare in cerca di solo conoscenza legale, niente affatto; intendo dire che tutti noi dobbiamo imparare l'arte di unire le persone e saper coesistere con loro.

 

Dopo aver completato il suo viaggio in Al-Basrah e a Kufa, Ibn-Hanbal si diresse verso Wasit, dove incontrò un'altro sapiente: Yazid Ibn-Harun.

Soffermiamoci un attimo e cerchiamo insieme di trovare delle analogie tra i vari fondatori delle scuole giuridiche. Ash-Shafi'y e Ahmad erano entrambi orfani e poveri, ed entrambi avevano l'obiettivo di riunire la Umma. Tuttavia, il primo raggiunse l'obiettivo attraverso il suo libro di regole e l'altro attraverso la raccolta della Sunna.

 

Ritorniamo al racconto. Dopo il viaggio in Iraq, Ibn-Hanbal decise di andare alla Mecca, il centro del sapere islamico. In quell’occasione egli ebbe modo di svolgere il Hajj[4]. All’ epoca aveva ventitre anni. Lì apprese da Sufian Ibn-'Uyainah, che aveva un grosso centro di sapienza presso la Ka'aba[5]. Ash-Shafi'y era presente a quel tempo, ma non era ancora molto conosciuto. Successivamente Ibn-Hambal lasciò il centro di Ibn-'Uyainah per quello di Ash-Shafi'y. Un suo amico, Ishaq, gli chiese di lasciare quello di Ash-Shafi'y per andare in quello di Sufian, allora egli gli rispose: "O Ishaq, se lasciamo Sufian possiamo ricevere la scienza da qualsiasi altra parte, se invece lasciamo questo giovane uomo perderemo la sua scienza fino al Giorno del Giudizio".

 

Nonostante appartenessero a scuole differenti entrambi i sapienti, Ahmad e Ash-Shafi'y, si stimavano molto. Ibn-Hanbal diceva di Ash-Shafi'y: “Ash-Shafi'y è il sapiente di ogni ricercatore di scienza.” E disse anche a proposito di lui:” Ash Shafi’y per le persone è come il sole per questo mondo e la salute per il corpo”.

Egli era dell'idea che Ash-Shafi'y si distingueva per quattro cose, cioè: la lingua, gli hadith, la giurisprudenza e il riunire le persone. D'altra parte, Ash-Shafi'y disse di Ibn-Hanbal: "Ho lasciato l'Iraq e non ho visto nessun’ altro più grande e più pio dell'imam Ahmad.”.

Questo è il maggior senso di coesistenza che sia mai stato visto.

La fase successiva del viaggio di Ibn-Hanbal avvenne nello Yemen e nel Levante. Decise di andare nello Yemen dopo aver compiuto il Hajj con un suo amico, Yehia Ibn-Ma'in. In Yemen vi era un sapiente di ahadith molto conosciuto, Abdul-ar-Razzaq Ibn Hamam, che incontrarono durante il Tawaf[6] . Yehia gli propose di imparare da lui a Mecca, dato che si trovava già lì. Ma Ibn-Hanbal rifiutò, e disse che aveva fatto un patto con Allah per andare nello Yemen a ricevere sapienza, e che lo avrebbe portato a termine. Durante il viaggio si perse, e fu costretto a lavorare per vivere e trovare le persone che gli potessero indicare la via giusta.

 

L'ultima tappa era il Levante e si avviò verso la Turchia. Alla fine tornò in Iraq all'età di trentacinque anni, e quando gli fu chiesto fino a quando sarebbe andato in cerca del sapere, egli rispose che lo avrebbe fatto fino alla morte.

 

Il suo libro, "Musnad", continene 800 hadith raccolti dai Compagni del Profeta (pace e benedizione su di lui), tra cui 700 uomini e 100 donne. Il suo centro includeva più di 5.000 persone ed era situato nella grande moschea di Baghdad.

 

Concludendo, indirizzo la mia ultima parola ai musulmani di tutto il mondo, dicendo loro di cercare di fare del loro meglio con le persone e di non respingerle. Dobbiamo cercare di creare uno spazio di accettazione e di coesistenza con l'altro.

 

Pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.

 

Che la pace, la benedizione e la misericordia di Allah siano su di voi.


[1]  Tradizione del Profeta Muhammad (pbsl).

[2]  L'emigrazione del Profeta e dei suoi compagni dalla Mecca alla Medina nel 622 d.C.

[3] Detti del Profeta Muhammad (pbsl).

[4] E’ Il pellegrinaggio alla Mecca, che si svolge durante la prima metà del mese di Dhul Hijja. E’ il quinto pilastro dell’Islam.

[5] La Sacra casa al centro della città di Mecca, meta di pellegrinaggio annuale dei musulmani di tutto il mondo.

[6] Uno dei riti del pellegrinaggio. Circoambulazione della Ka'ba (vedi nota numero 5).

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