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Un invito
alla coesistenza
Episodio 17
In nome di Allah, il
Compassionevole, il Misericordioso; pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.
In un tempo in cui gli arabi
sono afflitti dal disaccordo, dalle divisioni e dai conflitti; in un tempo in
cui l'Iraq, il Libano, il Darfur soffrono a causa delle divisioni, degli
spargimenti di sangue e dei conflitti; in un tempo in cui la percentuale dei
divorzi aumenta a causa dell'incomprensione; in un tempo in cui i giovani non
sanno come coesistere con gli altri… In un tempo del genere, noi vi richiamiamo
alla coesistenza.
La coesistenza è una via sicura
per sconfiggere tutti i conflitti mondiali, senza però perdere la propria
identità.
Le famiglie devono capire che
la felicità non si può raggiungere senza l'armonia, la coesistenza e la
comprensione. Abbiamo bisogno di cercare un punto in comune tra tutti noi.
Se fate parte di un gruppo che
ha un determinato modo di pensare diverso da un altro, dovete cercare di trovare
una zona di armonia. Questo non significa che tu debba rinunciare alle tue idee,
nemmeno gli altri devono farlo, ma dobbiamo cercare di trovare un accordo.
Allah ci ha creati con
tradizioni e culture diverse allo scopo di arricchire l'universo. Ma nonostante
Allah abbia creato ogni essere umano differente dall’ altro, tutti quanti hanno
dei punti in comune fra loro. Questo è il concetto di coesistenza!!!
Ritornando alla storia dei
quattro fondatori della giurisprudenza islamica, non possiamo fare altro che
ammirare i loro approcci verso questo concetto della coesistenza. E di questo ne
abbiamo parlato nei precedenti episodi, in modo particolare quando abbiamo
trattato la storia dell'imam Ash-Shafi'y.
Oggi abbiamo invitato da noi
qualcuno che apprezza l'arte della coesistenza: il Dr.Abd-Al-Halim Zidan, che
era con noi anche durante lo scorso episodio. Il Dr. Zidan ha studiato la
giurisprudenza di Al-Shafi'y e ha conseguito la laurea alla facoltà degli studi
islamici all'università dell'imam Muhammad Ibn So'oud.
Il Dr. Zidan ha studiato varie
scienze, proprio come fece Ash-Shafi'y (che come abbiamo detto in precedenza era
un'enciclopedia), infatti il Dr.Zidan ha conseguito un dottorato in
amministrazione gestionale ed è esperto in commercio e degustazione del thè.
Vorrei inoltre ricordarvi che
potete contattarci tramite il nostro sito internet,
www.amrkhaled.net, ed inviarci le vostre idee riguardo al programma. Vorrei
che voi, giovani, uomini e donne, ci raccontaste le vostre esperienze sulla
coesistenza e sul disaccordo. Sono benvenuti tutti i consigli, in quanto le
esperienze e le differenze non sono altro che fonte di ricchezza.
Ognuno di noi all'inizio di
questo episodio provi a scrivere quali sono i nostri comportamenti e come
potremmo cambiarli in meglio.
Sono estremamente orgoglioso di
essere un musulmano e scelgo di imparare dagli imam più stimati; tutti noi siamo
orgogliosi di avere persone come gli imam Ash-Shafi'y e Ahmad Ibn Hambal,
orgogliosi del loro approccio e della loro apertura mentale.
Cerchiamo di coesistere con
l'Occidente senza perdere la nostra identità. Ciascuna donna musulmana deve
essere fiera dell'hijab
che indossa. Dobbiamo cercare di applicare gli insegnamenti dell'Islam cercando
di cooperare e coesistere con l'altro. Rispettiamo gli altri e le loro idee.
Amr Khaled:
Dr. Zidan, iniziamo a
discutere sui differenti modi di pensare di Ash-Shafi'y.
Dr. Zidan:
In nome di Allah, il Compassionevole, il
Misericordioso; pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.
Ash-Shafi'y era una persona
conosciuta per la sua partecipazione a numerosi dibattiti e per i consigli che
dava agli altri senza mai forzare nessuno a seguire le sue regole e le sue
opinioni. Egli insegnò alle persone di trarre le prove dai suoi ragionamenti. Un
giorno un sheikh gli chiese da cosa fossero costituite le "prove". Ash- Shafi'y
rispose che le "prove" erano nel Corano e nella Sunnah
del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui), e successivamente nel
consenso unanime delle persone. Lo sheikh quindi gli chiese cosa fosse il
consenso unanime, ma Ash-Shafi'y non riuscì a rispondere, allora il primo gli
offrì tre giorni per pensarci. Durante questi giorni l'imam lesse per tre volte
l'intero Corano e quando si ripresentò lo sheikh gli disse: "Ho recitato il
Corano per tre volte, fino a che Allah mi ha guidato, indicandomi il seguente
versetto: "Chi
si separa dal Messaggero dopo che gli si è manifestata la guida, e segue un
sentiero diverso da quello dei credenti , quello lo allontaneremo come si è
allontanato e lo getteremo nell'Inferno. Qual triste destino." (TSC- Sura IV,
versetto 115).
Il versetto afferma che Allah
ha promesso un triste destino a coloro che non seguono il parere dei musulmani
senza un valido motivo. Di conseguenza lo sheikh concluse affermando che le
parole di Ash-Shafi'y erano la logica verità.
Amr Khaled:
Alla fine della puntata
precedente, volevo chiederle spiegazioni a proposito di ciò che indossa in
testa. Molte persone qui non sono abituate a vedere i vari abiti indossati dai
sapienti religiosi. Quello che indossa lei, per esempio, è quello indossato dai
sapienti libanesi. Possiamo dunque affermare che l'anche l'apparenza rientra
nella coesistenza.
Ciò che Abu-Hanifa indossava
durante l'epoca Ummayde era certamente diverso da quello con cui si abbigliava
nell'epoca Abbaside. Abu Hanifa inizialmente non indossava indumenti di colore
nero (durante il periodo degli Ummaydi), ma successivamente, quando era
considerato un atto abituale durante l’ era Abbaside, lo fece per solidarietà.
Dr.Zidan:
Un giorno un uomo andò da
Ash-Shafi'y e gli chiese come Allah avrebbe potuto castigare i demoni
nell'Inferno se loro stessi sono creature create dal fuoco. Ash-Shafi'y non
rispose e prese una piccola pietra da terra e colpì l'uomo. Egli si infastidì .
Allora Ash- Shafi'y rispose: "Non sei per caso una creatura creata dalla terra e
fango? Perchè ti sei infastidito?" Allora l'uomo comprese ciò che Ash-Shafi'y
voleva trasmettergli.
Questo
episodio possiamo dire che fa parte dei casi chiamati in giurisprudenza islamica
"questioni ipotetiche e deduttive" .
Qualcuno una volta chiese ad
Ash-Shafi'y delle spiegazioni riguardo ad un versetto coranico in cui Allah dice
quel che può essere tradotto come: " O voi che credete, temete Allah come
deve essere temuto e non morite se non musulmani" (TSC-Sura III, versetto
102). Egli chiese:”Come farò a morire in un momento in cui credo?”
Ash-Shafi'y chiese all'uomo di continuare la recitazione con il versetto
successivo, e avrebbe trovato risposta alla sua domanda: " Aggrappatevi tutti
insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi e ricordate la grazia che
Allah vi ha concesso: quando eravate nemici è Lui che ha riconciliato i cuori
vostri e per grazia Sua siete diventati fratelli. E quando eravate sul ciglio di
un abisso di fuoco, è Lui che vi ha salvati. Così Allah vi manifesta i segni
Suoi affinché possiate guidarvi ." (TSC-Sura III, versetto 103).
Questa è vera coesistenza.
Amr Khaled:
Abbiamo precedentemente detto
che Ash-Shafi'y fu la persona che Allah ha inviato per la ummah
durante il secondo secolo dopo l'Egira. Mi chiedo: Ash-Shafi'y era un
riformatore o un innovatore?
Dr Zidan:
Cercherò di rispondere a questa
domanda provando ad osservare a fondo la personalità di questo imam da
un'angolazione a tutti gli effetti nuova e moderna. Oggi vengono esaminati i
parametri della personalità affinché si possa posizionare sotto una specifica
categoria. Uno studioso, di nome Ned Hermann, ha detto che il nostro spirito è
diviso in quattro parti che si sviluppano a seconda dell'ereditarietà,
dell'esperienza personale, dell'ambiente. La prima è lo spirito teorico, la
seconda creativo, la terza emotivo, la quarta organizzativo. Queste parti hanno
dei punti in comune; alcuni possono predominare sugli altri o ritrarsi.
Lo spirito teorico:
è uno spirito che ama l' analisi, la chiarezza, la riflessione, la misura. E’
logico, critico, realista, diretto; possiede buona conoscenza del linguaggio del
denaro e della natura delle cose.
Lo spirito creativo:
è immaginazione, speculazione, ama il rischio, piega le regole. Questo è uno
spirito concettuale, intuitivo, impetuoso, curioso e che ama divertirsi.
Lo spirito emotivo:
uno spirito che ama perdonare, insegnare, aiutare, spiegare. Appartiene ad una
persona sentimentale, spontanea, sensibile, intuitiva, cooperativa, comunicativa
ed affettuosa.
Lo
spirito organizzativo: uno
spirito che si concentra su ciò di cui ha bisogno e possiede l'abilità di
pianificare. Si può contare su di questa personalità, è precisa, ordinata,
preventiva, responsabile e puntuale.
Amr
Khaled:
Quali fra queste si può
applicare ad Ash-Shafi'y?
Dr. Zidan:
Considerando lo spirito dei
riformatori e dei rinnovatori, possiamo dire che non sono uguali nonostante
abbiano punti in comune. Il riformatore è conservatore e conciliatore. Egli
cerca di riparare ciò che può e non distrugge per costruire qualcosa di nuovo.
Osserva accuratamente e propende in parte verso il sentimentalismo e la
conciliazione.
E' essenziale per
lui l'ordine, l'organizzazione e la conservazione. Il rinnovatore è tutto il
contrario: come il primo osserva ma ha la tendenza a cambiare ed a creare.
Possiamo affermare che Ash-Shafi'y
da una parte rientra nel campo creativo perché ha inventato la psicologia
della discussione, e dall'altro in quello emotivo perchè ha reagito di fronte ai
fatti ed ha comunicato molto. E' una personalità enciclopedica. Ha fatto molti
sforzi per acculturarsi e trasmettere la sua scienza agli altri, sia ai coloro
che gli stavano vicini che ai suoi antagonisti.
Egli reagì ininterrottamente ai problemi della sua società, viaggiò molto e
conobbe molte persone. La sua scienza e la sua personalità erano in continuo
arricchimento sia spiritualmente che intellettualmente.
Verso i suoi amici e i vicini con i
quali aveva molteplici punti in comune ma anche delle differenze d'opinione,
egli era sempre generoso, benevolo, con uno spirito cavalleresco a cui teneva
molto. Egli aveva procurato loro il sapere, le soluzioni per la vita quotidiana,
e sopportato i loro discorsi con pazienza. Egli fu inoltre allievo di Al-Hassan,
che successivamente incontrerà per rinnovare il suo sapere. Possiamo dire che è
un vero esempio di coesistenza.
Con gli oppositori che lo
contraddicevano, come ad esempio gli atei, Ash-Shafi'y cercò il più possibile di
approfondire la conoscenza, di comprendere i loro punti di vista, cercando di
spiegare loro la scienza, chiarendo le cose e correggendo le loro informazioni e
nozioni sulle varie questioni. Non fu negligente con nessuno, nemmeno con
persone come Bashir Al-Mirissi, che aveva idee corrotte ma che attirava
parecchia gente a causa della sua eloquenza. Successivamente Al-Mirissi divenne
un allievo di Ash-Shafi'y e un uomo molto fedele alla Sunna.
Amr
Khaled:
Concludendo, Ash-Shafi'y era un
perfetto modello di coesistenza, un vero beneficio per tutto il mondo. Egli fu
il fondatore della deduzione logica seguita dalla ricerca scientifica.
Dr.Zidan:
Gustave Lebon ha detto che Ash-Shafi'y era il fondatore della giurisprudenza,
come Aristotele lo fu per la filosofia e Al-Khalil Ibn Ahmed per la poesia ed i
versi.
Amr
Khaled:
So che Ibn Rushd (Averroè) ha
introdotto il metodo della deduzione logica di Al-Shafi'y in Europa, proprio per
questo si può affermare che egli fu il padre del metodo della ricerca
scientifica. Vi cito una frase di Ash-Shafi'y che riassume il concetto della
coesistenza. "La mia opinione è giusta ma può essere sbagliata, l'opinione
dell'altro che è sbagliata può essere giusta". Pregherei il Dr.Zidan di
sviluppare e spiegare meglio questa frase.
Dr Zidan:
Effettivamente è una frase che è
stata ripetuta molte volte persino agli inizi di ciascun dibattito o disputa,
sia essa scritta o orale. Per spiegare meglio il concetto, dobbiamo sapere che
ci sono quattro situazioni possibili nelle discussioni:
1-il caso in cui il soggetto della discussione è secondario, e diventa più
importante avere torto o ragione;
2-il caso in cui la mia opinione è
ben dimostrata. Io faccio delle ricerche e possiedo delle prove evidenti e
fondate;
3-il caso in cui il soggetto della
discussione è molto importante e io vedo di aver ragione mentre l'altro ha
torto;
4- il caso in cui il soggetto della
discussione è molto importante e io vedo di aver torto mentre l'altro ha
ragione.
Ash-Shafi'y manifesta la
coesistenza utilizzando gli ultimi due punti citati precedentemente. Egli
comincia la discussione con una propria opinione precedente formata; discutendo,
si apre con l'interlocutore e cerca di capire il suo punto di vista, e con
lealtà e coraggio ammette, se ha torto, di aver sbagliato o semplicemente di
aver omesso alcuni particolari. Egli faceva così per giungere alla verità.
Amr
Khaled:
Come si può avere il coraggio
di accettare l'opinione dell'antagonista?
Dr. Zidan:
Avendo fiducia in sé stessi e nella
scienza, queste sono le qualità del rinnovatore e del riformatore.
Amr Khaled:
Mi domando come le persone possono,
in vista della verità, ammettere che l'opinione dell'antagonista sia corretta e
la propria sbagliata. Come l'Europa possa ammettere di aver sbagliato sulla
questione irachena, e come gli Sciiti e i Sunniti possano ammettere di essersi
comportati in malo modo gli uni con gli altri.
Ciò che è stupefacente è che
Ash-Shafî'y ha cambiato le sue opinioni sulla giurisprudenza due anni prima
della sua morte e, ciò che è ancora più strano è che le persone lo hanno
seguito. Questa conclusione alla quale siamo arrivati merita di essere
indirizzata agli Occidentali che dicono che i nostri imam sono la causa del
nostro ritardo culturale perché ci hanno imprigionato in una giurisprudenza
arcaica.
Ahmed ibn Hanbal disse di
Ash-Shafi’y: "Ash-Shafî'y era come il sole per l'umanità e la salute per i
corpi, come si può fare a meno dei due?". Tutti coloro che tengono in mano una
matita ed un pezzo di carta gli devono della gratitudine perché è stato lui che,
col suo metodo di deduzione logico del Fiqh, ha fondato il metodo della ricerca
scientifica.
Dobbiamo essere fieri dunque di
avere una persona tale nella nostra ummah!
Che la pace, la benedizione e
la misericordia di Allah siano su di voi.
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