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Episodio 11
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Un invito alla coesistenza

 

Episodio 11 

  

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso,  pace e benedizioni sul Profeta Muhammad.

 

 

Benvenuti al nostro appuntamento settimanale.

Oggi continueremo a conoscere meglio l'imam Malik, un esempio di coesistenza, che ha saputo unire ben tre intere generazioni provenienti da tutto il mondo, tramite le lezioni che ha tenuto nella Moschea del Profeta per 60 o 70 anni consecutivi. Come è riuscito a farlo? E come ha potuto insegnare a grandi sapienti, regnanti, studenti, persino al Califfo Harun Al-Rashid e ai suoi figli? Egli aveva un gran talento per coesistere con le altre persone.

 

Come concordato durante il precedente episodio, abbiamo invitato un sapiente specializzato in giurisprudenza islamica, affinché ci spiegasse il pensiero malikita. Il nostro ospite di oggi è il dr. Zakariya Seddiqi, il cui padre era uno specialista della scuola di pensiero dell'imam Malik. Il dr. Zakariya è nato in Algeria, uno stato che a sua volta segue il pensiero malikita. Ha vissuto dieci anni in Egitto ed ora vive in Francia. Ha conseguito una laurea all'università dell'Azhar in Egitto, alla facoltà di giurisprudenza islamica, e possiede un dottorato all'Università della Sorbonne in Francia. Il titolo della sua tesi era: "La teoria del Jihad[1]"

 

Amr Khaled:

Non è strano che lei abbia scelto un tema simile per la sua tesi, soprattutto dato che essa è stata preparata in Francia?

 

Dr. Zakariya:

E’ stato un pò difficile, perchè era la prima tesi che toccava un argomento simile, e tutti vogliono saperne un pò di più su questo tema critico.

 

Amr Khaled:

La sua intenzione era quella di introdurre loro il concetto del martirio in ambito islamico?

 

Dr. Zakariya:

Si. Non volevo che nessuno si rapportasse verso questo concetto in modo scorretto, creando così degli equivoci.

 

Amr Khaled:

Il suo è un esempio di coesistenza. Gli europei vogliono conoscerci e capirci, e noi vogliamo presentare loro noi stessi. Quindi lei ha scelto questo tema per la sua tesi, anche se difficilmente accettato in Europa.

Per favore, ci parli delle due istituzioni che ha introdotto in Francia, che sono due eccellenti esempi di coesistenza.

 

Dr. Zakariya

Il primo è un E-Istituto, ovvero via internet. Esso introduce l'Islam in molte lingue europee ai non musulmani, che potrebbero trovare non incoraggiante l’idea di studiare l'Islam in pubblico.

L'altro invece, è un grande istituto che ha dato il via a molti progetti; uno di questi è un centro di ricerca sulla cultura occidentale. I musulmani, inclusi i sapienti, hanno bisogno di comprendere la cultura occidentale di oggi, senza cadere nell'errore di tener conto di quella che vigeva durante il periodo della colonizzazione.

 

Amr Khaled:

Questi sono davvero bellissimi esempi di coesistenza. Questi suoi due istituti, molto semplicemente, invitano gli occidentali a saperne di più sull'Islam, e d'altro canto incoraggiano i musulmani a comprendere meglio la cultura occidentale.

Adesso iniziamo a parlare dell'imam Malik; perchè la scuola di pensiero dell'imam è molto presente nel Nord Africa, vale a dire in Marocco, Algeria, Tunisia e Mauritania?

 

Dr. Zakariya:

Tutto è iniziato con i Mori, molto famosi allora e tutt’oggi per il loro amore nei confronti del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui), i quali, durante i viaggi che intraprendevano per compiere la Umra[2] e il Hajj[3], solevano fermarsi per un pò al ritorno  a Medina per ascoltare le lezioni dell'imam Malik. Dopodiché riferivano il tutto alla gente delle loro città una volta rientrati a casa.

 

Amr Khaled:

Che cosa ha fatto sì che i musulmani fossero così attaccati all’imam Malik?

 

Dr. Zakariya:

L’imam Malik amava e onorava il Profeta (pace e benedizioni su di lui) così tanto che compiva un’abluzione e si vestiva appositamente prima di pronunciare un suo hadith[4]. Oltretutto, Malik differenziava nettamente le sue opinioni personali dai detti del Profeta, pace e benedizioni su di lui. Il suo amore per il Profeta, pace e benedizioni su di lui, era basato sulla reale conoscenza.

 

Amr Khaled:

Perchè le scuole di pensiero dei quattro imam sono sopravissute fino ad adesso quando al loro tempo vi erano imam più importanti e più conosciuti?

 

Dr. Zakariya:

  1. I quattro imam hanno avuto molti discepoli, che a loro volta hanno trasmesso il loro sapere alle generazioni successive fino a giungere a noi.
  2. Non hanno mai avuto opinioni estremiste. La moderazione e la flessibilità presente nei loro pareri giuridici, hanno fatto sì che la gente li amasse e li accettasse.
  3. Hanno passato tutta la loro vita ad insegnare agli altri e non ebbero alcuno scontro con le autorità. Tuttavia non erano passivi: facevano tutto il possibile per cambiare ciò che era sbagliato, ma con buone maniere e in modo pacifico. D'altra parte erano conosciuti per essere dei buoni leaders, che coesistevano con la gente senza abbandonare le proprie opinioni né attaccare violentemente le autorità.

 

Amr Khaled:

Qual è la caratteristica più distintiva del pensiero dell'imam Malik?

 

Dr. Zakariya:

L'imam Malik preferiva concentrarsi sulle questioni pratiche. Egli credeva che ragionare su ipotesi era uno spreco di tempo e di capacità intellettive.

Questo principio è molto chiaro nel suo libro "Al-Mowatta", il primo libro sulla giurisprudenza islamica, nel quale l'imam Malik spiega le basi della metodologia giuridica.

 

Amr Khaled:

Ci può gentilmente dire quali erano le questioni che venivano trattate tra l'imam Malik e i medinesi?

 

Dr. Zakariya:

A Medina vi era un gran numero di Compagni del Profeta (pace e benedizioni su di lui), di conseguenza l'imam Malik era convinto che i medinesi, in modo particolare i sapienti che vivevano lì al tempo dei Compagni (che Allah sia soddisfatto di loro), erano strettamente legati agli insegnamenti del Profeta (PBSL). Era convinto che tutto quello che facevano era un’imitazione degli atteggiamenti del Profeta (pace e benedizioni su di lui), per questo cercò di aderire il più possibile ai grandi sapienti medinesi. Bisogna però sottolineare che l'imam Malik non rifiutava i pareri degli altri sapienti, né le altre tradizioni culturali, a meno che esse non fossero in contrasto con la giurisprudenza islamica.

 

Amr Khaled:

Bene, adesso cerchiamo di collegare questo alla coesistenza, e mi corregga se sbaglio. L'imam Malik, praticamente accettava ed apprezzava tutto ciò che avveniva nella vita di tutti i giorni, purché non andasse contro l'Islam. Se noi applichiamo questo concetto, ad esempio, alla festa della mamma, celebrata generalmente nelle società non islamiche, possiamo accettare di celebrarla anche noi se durante essa non accade qualcosa che è in contrasto con i principi religiosi.

 

Dr. Zakariya:

Si, è giusto. Poi l'Islam incita ad apprezzare e ad onorare le nostre madri. Dunque non vi è niente di sbagliato nel celebrare questo giorno, se non lo consideriamo una festa religiosa e non agiamo durante essa in modo proibito come hai appena detto.

 

La popolarità dell'imam è nata proprio perchè egli conosceva bene le esigenze della società. Questi bisogni hanno fatto sì che egli esprimesse delle opinioni in certe situazioni per il bene della società e per il benessere dei suoi cittadini. Ad esempio, i sapienti malikiti in Andalusia, avevano un opinione differente da quella dell'imam Malik, che proibiva di piantare alberi e fiori all'interno delle moschee.

Essi avevano preferito ascoltare l'opinione dell'imam Al-Awza'y, in quanto il loro ambiente era molto favorevole alla vegetazione. Era una parte della loro cultura e tradizione che non contraddiceva per niente la giurisprudenza islamica.

 

Amr Khaled:
Può darci ulteriori esempi sull'impegno dell'imam per facilitare la vita delle persone?

 

Dr. Zakariya:

Molti europei allevano nelle loro case dei cani. Cosa dovrebbe fare il musulmano che abita lì, quando un cane lo lecca? Secondo il parere dell'imam Malik, è permesso al musulmano di eseguire la preghiera senza doversi cambiare gli indumenti o lavarli. Quindi, secondo lui, i cani non erano sporchi. Egli affermava che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) quando disse di lavare i piatti che erano stati leccati dai cani per ben sette volte, enfatizzava sulle volte e non sulla pulizia stessa. In accordo con Malik, se la questione fosse stata inerente alla sporcizia, lavarli per una sola volta sarebbe stato sufficiente. È anche degno di menzione il fatto che uno fra i sapienti malikiti aveva un cane, nonostante l’imam Malik stesso non era a favore dell’allevamento dei cani in casa.

Questo studioso malikita, era dell’opinione che se Malik fosse vissuto nella sua epoca, avrebbe preso un leone per precauzione, non proprio un cane, visto il gran numero di ladri.

 

Amr Khaled:

Questo significa che non dobbiamo litigare per le opinioni giuridiche diverse, bensì accettare e  rispettare le differenze, e coesistere pacificamente.

 

Dr. Zakariya:

Uno fra i sapienti malikiti tunisini, An-Naziri, conosciuto per la sua deduzione giuridica, ha detto che più una persona è sapiente, meno questioni rigetterà.

 

Amr Khaled:

Ci può cortesemente parlare dei medinesi e degli strumenti musicali, questo argomento così critico?

 

Dr.Zakariya:

I medinesi non vedevano niente di peccaminoso nel cantare o suonare. Non vi è nessun versetto nel Sublime Corano e nemmeno un detto autentico del Profeta (pace e benedizioni su di lui) che li proibisce. Il canto proibito è solo quello che contiene parole indecenti, soprattutto quando è accompagnato da ciò che può essere seducente.

 

Amr Khaled:

È obbligatorio che ogni musulmano debba adottare una delle scuole di pensiero dei quattro Imam?

 

Dr.Zakariya:
No, assolutamente. Se il musulmano ha una domanda è però obbligato a rivolgersi ad un sapiente conosciuto per la sua scienza, sincerità, saggezza e aderenza alla giurisprudenza islamica, indipendentemente dalla scuola di pensiero a cui appartiene.

 

Amr Khaled:

C'è un piccolo e semplice libro di giusprudenza, consultato da molti musulmani, intitolato "Fiqh As-Sunnah" (“La giurisprudenza della tradizione Profetica”). Che ne pensa di questo libro?

 

Dr.Zakariya:

Questo libro è un brillante sforzo fatto in un periodo in cui le informazioni giuridiche erano particolarmente sofisticate, le quali a volte hanno indotto le persone ad abbandonare la religione. E’ stato presentato in maniera semplice ai non specialisti, e tratta il pensiero dei quattro imam in ogni questione giuridica. D'altra parte, chi non è uno studioso non deve utilizzarlo ai fini di emettere una fatwa[5] o di esprimere un’opinione formale.

 

L'acquisizione della giurisprudenza islamica non deve essere confinata in un certo libro o riferimento, visto che ci sono molti versetti del Corano e detti del Profeta (pace e benedizioni su di lui) che vanno studiati unitamente al resto prima di dare un giudizio o trarre una conclusione.

 

Ad esempio, sappiamo da un detto del Profeta (pbsl), che il morto viene torturato dalle urla e dai pianti ininterrotti dei suoi familiari. Allo stesso tempo, vi è un versetto Coranico in cui Allah dice quel che può essere tradotto come: "Chi segue la retta via, la segue a suo vantaggio; e chi si svia lo fa a suo danno; e nessuno porterà il peso di un altro…" (TSC[6]- Sura XVII, versetto 15). Solo gli specialisti in giurisprudenza possono riuscire a trovare un nesso tra il detto e questo versetto; ed essi hanno concluso che il morto di cui parlava il versetto è colui che chiede alla sua famiglia di comportarsi in questa maniera dinnanzi alla sua morte.

 

Un uomo saggio disse: "Il sapere (o scienza) si muove dalle menti dei sapienti ai libri, mentre la chiave di comprensione rimane nelle loro menti. Chi applica ciò che c'è scritto in essi senza rivolgersi a loro, commetterà un errore e sarà perduto".

 

Amr Khaled:

In conclusione possiamo dire di aver imparato due importanti nozioni sull'imam Malik:

 

  1. Non contraddiceva i costumi e le tradizioni delle persone, a meno che esse non fossero proibite dalla giurisprudenza islamica, e questo è ciò che si chiama vera coesistenza.
  2. Egli teneva al benessere delle persone e per questo era popolare ed amato.

 

Inoltre abbiamo anche avuto modo di conoscere i due istituti del Prof. Zakariya, anch’essi due esempi contemporanei di coesistenza.

 

Infine, vorrei ringraziare il Prof. Zakariya Seddiqi per essere stato qui con noi oggi.


La prossima volta, se Dio Vuole, inizieremo a parlare di un altro grande uomo: l'imam
As-Shafi'y.

 

Che la pace, la benedizione e la misericordia di Allah siano su di voi.
 

[1] lotta morale individuale, per il bene, verso il compiacimento di Allah (Sforzo)

[2] Breve visita a Mecca, o pellegrinaggio minore, che può essere svolto in qualunque periodo dell’anno.

 

[3] E’ Il pellegrinaggio alla Mecca, che si svolge durante la prima metà del mese di Dhul Hijja. E’ il quinto pilastro dell’Islam.

 

[4] Detto del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

[5] Responsi giuridici

[6] TSC= traduzione del significato del Corano. Questa è la traduzione del significato concordato fino adesso del versetto indicato nella Sura. La lettura della traduzione del significato del Corano, con qualsiasi lingua, non può sostituire mai la sua lettura in lingua araba, poiché questa è la lingua in cui è stato rivelato.

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