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La lotta per l’autorità in casa
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La lotta per l’autorità in casa

 

 

Il primo anno di matrimonio: amore, conflitti, diritti e doveri!

Il ruolo del marito e della moglie. Il punto di vista della Giurisprudenza Islamica, che si conferma valida e compatibile per tutti i tempi, per tutti i luoghi e per tutti gli ordinamenti sociali.

Il prof. Issàm Al-Ghazy ha realizzato un’ intervista con il prof. Amr Khaled per la rivista “Tutta la gente”, il giorno mercoledì 24/09/2003.

 

Questo è il testo della conversazione.

 

Durante il primo anno di matrimonio, c’è scontro fra gli sposi; è un scontro culturale ed ambientale ed è un conflitto per acquisire l’autorità all’interno della casa, inoltre è un tentativo, per entrambi, di ricavare più indipendenza possibile. Amr Khaled dice che l’Islam è equo nel distribuire i diritti fra gli sposi, e che se ognuno dei due sposi conoscesse i propri diritti ed i diritti dell’altro, lo scontro si fermerebbe, e  di conseguenza il primo anno di matrimonio si trasformerebbe in una continua luna di miele. Vediamo ciò che Amr Khaled ha detto nell’intervista a proposito di questo argomento.

 

L’essenza del problema.

 

Gli ho domandato:

“Prof. Amr Khaled, vorremmo sapere quali sono i diritti della moglie e del marito che se tutti noi conoscessimo in modo esplicito renderebbero stabile la vita coniugale?”.

 

Il prof. Amr Khaled ha risposto:

“Il problema è quando nessuno di loro conosce il proprio ruolo. Questo conduce a serie difficoltà.

E’ vero che il  vero ruolo dell’uomo si limita al guadagnare denaro ed a  spenderlo per la casa? E che il ruolo della donna, invece, consiste nel frequentare circoli sociali e nel fare dei viaggi senza preoccuparsi degli impegni di casa e della sua famiglia?

Il problema fondamentale delle famiglie di tutto il mondo, è quello di definire il ruolo del marito e della moglie. I criteri sociali del mondo sono molto discordanti nel definirli.

Per esempio, i comunisti in Russia e nell’Europa dell’Est hanno detto che la cosa più importante fra tutte è la società; la donna e l’uomo sono solo dei mezzi per procreare membri in essa, ed è lo stato che si prende carico di allevare i bambini sostituendo i genitori. Qui si è rimpiazzato il ruolo del padre e della madre con quello dello stato che alleva, spende ed educa, affinché i figli crescano appartenendo al governo. Conseguentemente, i giovani crescono sentendo un forte senso di appartenenza allo stato.

Non dimentichiamo che lo stato di Israele applica la stessa teoria nel sistema chiamato “Kibbutz” e “Moshav” nonostante non sia una società comunista.

Però quando lo stato ha preso il posto della famiglia, il comunismo è crollato in settant’anni.

Un altro esempio è dato dal modello occidentale, che si basa su una società materialista, dove il Dollaro e l’ Euro sono le uniche cose che contano. Coloro che non hanno denaro vengono calpestati. In questa società, la priorità principale sia per l’uomo che per la donna è di andare a lavorare. Invece l’educazione dei  figli e l’amore all’interno della  famiglia vengono in secondo piano; il valore principale è il lavoro. Io non sono contrario al lavoro della donna, ma noi stiamo parlando di priorità. La donna ha iniziato a lavorare giorno e notte, di conseguenza a sostituire l’uomo in tutto, quindi a diminuire la sua femminilità.

 

Le giuste priorità.

 

Malgrado la donna prima e durante l’Islam abbia sempre lavorato, non ha perso la sua femminilità, e la sua famiglia non è stata smembrata; perchè? E’ risaputo che la donna prima, durante l’Islam e all’inizio dell’epoca del Profeta, lavorava e combatteva senza perdere la sua femminilità, perchè le priorità erano organizzate in modo corretto. Il successo e l’eccellenza della donna, dipendono da come lei gestisce le sue priorità.

 

Esempi respinti.

 

Se noi passiamo in rassegna il modello occidentale che ha trattato la famiglia materialisticamente, ponendola al secondo o al terzo piano, notiamo che il risultato è - io sono uno che vive in occidente e lo posso testimoniare- che  la ragazza fino a sedici anni non può avere un ragazzo, può avere solo dei compagni di scuola.

Dopo i sedici anni, essa lo potrà avere , però sotto il controllo della famiglia. Invece all’età età di diciotto anni, essa abbandona, se vuole, casa sua e va a vivere con questo suo ragazzo. Quindi si separa dalla sua famiglia per godersi la vita senza però avere figli, perchè la società ha seminato nel suo essere e nella sua mente che guadagnare è la priorità principale. Questo è l’esempio predominante in Occidente. All’età di trentacinque anni, quando lei vorrebbe vivere rispettabilmente come donna e come moglie, le viene detto: “No, noi viveremo come conviventi”, cioè la donna e l’uomo si divideranno le responsabilità e potranno anche avere  dei figli, senza che lei abbia però la concessione del matrimonio.

 

Quale è la differenza fra questo tipo di relazione ed il matrimonio?

 

Nel tipo di relazione citato sopra, l’uomo non vuole assumersi delle responsabilità e quindi, non avendo contratto matrimonio, lui potrà in qualsiasi momento dire sia alla donna che ai figli: “Addio!”. Infatti, in occidente è apparso un nuovo fenomeno chiamato “mamma single o ragazza madre”, ossia colei che convive con un uomo avendo dei figli che condividono assieme a lei la casa con un estraneo con il quale non hanno alcun tipo di rapporto. Di conseguenza, quando la donna supera l’età di quarantacinque anni si sente depressa e inutile; essa non può più essere una fidanzata, né una madre, né una nonna e neppure una moglie. Ha percorso un vicolo cieco, ed è arrivata alla fine.

 

Dopo aver parlato del modello comunista e di quello occidentale, andiamo a vedere il modello Islamico.

 

Ho bisogno di amore, tenerezza e compassione.

 

Il modello Islamico dice che i ruoli dell’uomo sono:

 

  1. Crescere i figli.

  2. Mantenere la famiglia.

  3. Essere tenero ed affettuoso nei confronti dei membri della famiglia..

 

Invece le priorità della moglie sono:

 

  1. Essere affettuosa e compassionevole col marito e coi figli.

  2. Lavorare-se vuole-.

 

Quindi, il primo dovere che spetta alla donna è quello di mostrare tenerezza e compassione nei confronti della sua famiglia. La prova di ciò è nel modo in cui Allah l’Altissimo ha creato Eva. Eva e in arabo si dice “Hawa”, che deriva dalla parola “ehtewaa”, che significa “contenimento”. Cioè lei avvolge tutto, non solamente l’uomo ed i figli; questo è il suo ruolo principale. Infatti, Eva è stata creata dalla costola sinistra di Adamo non dall’argilla come lui. Con questo Allah l’Altissimo ci vuole dire che la donna è una parte dell’uomo e che lui deve averne cura. Essa inoltre è stata creata da una costola, il cui ruolo è quello di proteggere il cuore.  Quindi è proprio la donna la protettrice del cuore.

 

L’Imam Ahmad raccontò: “Quando Adamo era in Paradiso, si sentiva solo; Allah poi creò Eva dalla sua costola mentre egli dormiva. Quando si svegliò, la vide e le disse: “Chi sei?”. Ed ella rispose: “Sono una donna”. Adamo le chiese: “Come ti chiami?”. Lei replicò: “Mi chiamo Eva”. Lui nuovamente le domandò: “Perchè sei stata creata?”. E lei  rispose: “Per essere il tuo rifugio”. Cioè un rifugio materiale e serenità per il cuore. Perchè senza di lei  guerre,  distruzioni ed angoscia avrebbero invaso la terra.

Proviamo a  paragonare altri esempi con quello dell’ideologia dell’Islam su come trattare la donna.

 

Un significato errato.

 

Un grave errore è quello di considerare la donna come parte dell’arredamento di casa. Questo è del tutto falso,  tutti noi conosciamo a memoria il verso poetico di Ahmed Shawki che recita:

“La madre è una grande scuola, sulle sue fondamenta basi intere nazioni”.

Infatti, l’Islam dice: “La donna rappresenta metà della società, è lei che provvede  affetto e compassione all’ altra metà”.

Per quanto riguarda le voci che sono contrarie al lavoro della donna, non hanno niente a che vedere con l’Islam. Questo è causa probabilmente di una reazione contro coloro che imitano l’Occidente, che ha recentemente voluto cambiare le priorità delle donne mettendo il lavoro al primo posto nella loro agenda. Invece all’epoca del Profeta, pace e benedizioni su di lui, troviamo chiaramente l’esistenza della donna nel mondo del lavoro. Infatti, il Profeta (PBSL) fu d’ accordo sul fatto che  la Sig.ra Rufayda fondasse un ospedale per curare sia uomini che donne; oltretutto il poeta del Profeta, pace e benedizioni su di lui, Hassan Ibnu Zbet, celebrò nei suoi poemi la donna lavoratrice. Inoltre il Profeta (pbsl) assegnò vari ruoli per le donne durante la guerra. Una donna un giorno si presentò da lui e gli disse che voleva fare la parrucchiera per le donne, lui la accolse e le disse: “Il tuo lavoro rende le donne più attraenti per i loro mariti”. Quindi abbiamo un medico donna, una combattente donna ed inoltre una parrucchiera. Per di più ci fu anche Aisha Bint-Abu-Bakr che aprì una scuola per istruire donne e uomini, molti dei quali successivamente diventarono dei sapienti. Abbiamo anche esempi di donne poeta e creative. Il ruolo fondamentale della donna musulmana, comunque, è quello di occuparsi del marito e dei figli e di lavorare se lo desidera, avendo però cura di non perdere la sua femminilità e la sua sensibilità.

 

D’altra parte, quali sono i ruoli dell’uomo? Egli deve educare prima di mantenere oppure deve mantenere prima di educare?

Il ruolo principale del marito è quello di crescere i figli, secondariamente di provvedere a loro economicamente, A che giova il denaro se il figlio poi diventa un tossicodipendente? Dov’è l’educazione e l’affetto che il padre deve dedicare loro? Dove sono l’interesse e le attenzioni per i figli?

 

È giusto che una moglie incinta torni affaticata dal lavoro e poi affronti i problemi della casa, dei figli, trovando la cucina, le pulizie ed il lavaggio degli indumenti che la aspettano? E che invece il marito dopo aver fatto la doccia, si metta a guardare la tv e poi vada a letto?

Questa è un’ ingiusta realtà. Io penso che il problema sia dato dal fatto che la maggior parte dei mariti non sono pronti ad assumersi la propria responsabilità come si deve. Gli uomini immaginano erroneamente che il ruolo principale della donna sia quello di  pulire, cucinare e lavare. Lo status della donna dell’ Islam non è questo. Il Profeta (pbsl), nonostante avesse la responsabilità del Messaggio e della guida dell’intera comunità, mungeva le cammelle, riparava i suoi vestiti ed andava al mercato per fare la spesa. Questo è il vero ruolo dell’uomo come il grandioso Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha insegnato.

 

Aisha Bint-Abu-Bakr disse: “Il Messaggero, pace e benedizioni su di lui, si sedeva con noi, chiacchierava e noi facevamo lo stesso, però quando sentiva l’appello per l’orazione (la preghiera) si alzava come se non ci conoscesse,né lo conoscessimo.

Allora, di che cosa parlavano? Solamente di religione? No, anche di società, poesie, divertimenti… A volte uscivano per svolgere delle competizioni.

 

L’uomo ha il diritto di chiedere lo stipendio della moglie ad ogni inizio del mese?

 

L’Islam ha completamente separato il guadagno della donna da quello dell’uomo, e le ha dato il diritto di gestire liberamente il suo denaro. Nella religione musulmana la donna porta il cognome di suo padre, a differenza dell’Occidente dove viene chiamata col cognome del marito.

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