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La Pazienza
Cerco rifugio in Allah, l'Audiente,
il Sapiente, contro Satana il lapidato.
In nome di Allah, il
Compassionevole, il Misericordioso; pace e benedizioni di Allah sul nostro
Profeta Muhammad, il più nobile dei Messaggeri.
La
lode appartiene ad Allah; Lo ringraziamo, a Lui chiediamo aiuto, Lo preghiamo di
guidarci sulla retta via e a Lui chiediamo perdono. Ci rifugiamo in Allah contro
il male dei nostri stessi spiriti e contro il male che commettiamo .
Colui che Allah guida è ben
guidato, ma colui che Egli svia non troverà patrono all'infuori di Lui.
La
qualità morale che tratteremo oggi è la più importante fra tutte, ed è anche la
base etica della nostra religione. Questa qualità è la “pazienza”, che spesso è
considerata solamente come una parola teorica. Molti ragazzi mi chiedono
consigli su come evitare i peccati, su come abbassare lo sguardo ed evitare le
tentazioni: la mia risposta è sempre stata la stessa, avendo pazienza, ma in
molti pensano che io dica questo per porre fine in fretta alla conversazione, e
non prendono il mio consiglio seriamente.
A coloro che desiderano impegnarsi
per eseguire correttamente la preghiera dell’alba (Fajr), o dedicarsi alla
devozione notturna, io dico di essere paziente. Diversamente da quel che
sembra, “pazienza” è una parola concreta, ma purtroppo non siamo abituati a
quest’idea. In realtà sulla virtù della “pazienza” si basa l’ intero ordine dei
cieli e della terra.
In sostanza, questa virtù è una
legge cosmica fra le regole dell'universo; non riguarda unicamente l’uomo, anzi,
tutto l’universo si basa sul concetto di pazienza o di gradualità. In che modo?
Hai presente il feto nel grembo della madre? Conosci le tappe della sua
formazione? Guarda te stesso come cresci e come ti sviluppi giorno dopo giorno;
guarda come cresce l’erba... Capisci adesso che tutto ciò che si trova
nell'universo si basa sul concetto di pazienza e di gradualità? Non c’è erba che
cresce subitaneamente, tutto procede a poco a poco. Allah, l’Altissimo, ha
creato i cieli e la terra in sei giorni anche se Era in grado di crearli in un
giorno solo, in un batter d'occhio, o ancora più in fretta di così, ma
facendolo, ci avrebbe privato di una grande saggezza.
Allah l’Altissimo, ha voluto farci
capire che tutto in quest’universo è basato sulla gradualità, e che la pazienza
non è un attributo puramente umano, anzi, l’intera creazione è fondata su questo
concetto. Ogni realtà oggettiva nell’ intera esistenza richiede pazienza.
Ad esempio, per avere successo
nella vita professionale, si deve pazientare per circa sedici anni per istruirsi
a sufficienza; per riuscire ad avvicinarsi ad Allah, bisogna avere pazienza ed
essere costanti nel comportarsi bene; per liberarsi dai peccati come il vizio
del fumo, per esempio, è necessario avere pazienza, armarsi di buona volontà ed
autodisciplina.
Per sopportare gli inconvenienti
che capitano tutti i giorni dobbiamo avere pazienza. I sapienti dicono: “La
perfezione nella vita e nella religione è legata alla pazienza.” In che modo? Il
coraggio, per esempio, non può appartenere ad una persona che non ha pazienza.
La costruzione di paesi, canali o dighe non potrà realizzarsi se non si ha
pazienza. Neanche lo sviluppo economico può esserci senza di essa. Essere
indulgenti nei confronti dei genitori quando richiedono un qualcosa che non ci
fa piacere è una forma di pazienza. I difetti nella vita e nella religione,
quindi, sono dovuti alla mancanza di questa qualità.
Chi commette adulterio è una
persona che non riesce a praticare l’astinenza fino al matrimonio, chi si droga
non ha pazienza nell’affrontare i problemi o la situazione di disagio in cui
vive, e cerca una via di fuga attraverso l’uso di stupefacenti.
È per questo che si dice che l’ego
dell’essere umano è il mezzo che conduce in Paradiso o all’Inferno; il freno di
questo veicolo è proprio la pazienza. Se abbandoni la guida, l’ego ti trascina
dove vuole. Dunque, cosa significa la parola “pazienza”?
Etimologicamente parlando, vuole
dire restrizione: sono paziente e quindi trattengo me stesso dal compiere atti
illeciti. In altre parole, osservo le regole, mi contengo dal peccare, non mi
abbatto nelle situazioni difficili e non mi lamento. Tutto ciò rappresenta la
pazienza.
La Pazienza nel Corano
La pazienza è una virtù che ha una
grandissima importanza nella nostra religione. Essa è stata citata nel Corano
più di novanta volte. È la qualità morale più citata nel Libro Sacro, più della
sincerità e dell’ onestà. Di solito, viene riportata in forma imperativa (Sii
paziente/Siate pazienti!).
Allah l’Altissimo, dice quello che può essere
tradotto come: “O voi che credete, rifugiatevi nella pazienza e
nell’orazione. …” (TSC-
Sura II, versetto 153).
Per essere coerenti con gli
insegnamenti di Allah, bisogna avere pazienza, temere e allontanarsi dal
peccato, obbedirGli, perché Allah è con i pazienti.
Allah dice quello che può essere
tradotto come: “Sicuramente vi metteremo alla prova con terrore, fame e
diminuzione dei beni, delle persone e dei raccolti. Ebbene, da’ la buona novella
a coloro che perseverano, ...” (TSC- Sura II versetto 155).
Allah ci annuncia la buona novella.
Immagina che Egli, l’Altissimo,
dica: “Non ti preoccupare, Oh uomo paziente.” Come credi si comporterà con te
dopo? Cosa pensi che ti dia come ricompensa?
Allah, l’Altissimo dice quello che
può essere tradotto come: “…Coloro che sono perseveranti riceveranno la loro
incalcolabile ricompensa.” (TSC- Sura XXXIX, versetto 10). Gli esegeti
dicono che coloro che hanno avuto pazienza nella vita avranno incalcolabili e
interminabili vantaggi e la soddisfazione nell’ altra vita. Perché i pazienti,
appunto, avranno benefici senza limite? Perché non si sono lamentati di ciò che
Allah Ha deciso per loro.
Non si sono lamentati e hanno
accettato il verdetto Divino. Quindi Allah, a Sua volta, non chiederà loro
conto, dato che per primi non hanno chiesto spiegazioni riguardo al destino che
Egli Ha dato loro. La pazienza è l’unica virtù di cui nessuno sa quale sia la
ricompensa. Sappiamo che le buone azioni vengono ricompensate dieci volte, le
elemosine settecento, ma il limite della ricompensa per la pazienza non si
conosce.
Allah l’Altissimo, dice quello che
può essere tradotto come: “…Allah ama i perseveranti.” (TSC- Sura III,
versetto 146). Allah è con i perseveranti e ama i pazienti. Le persone avranno
la forza di smettere di fumare, saranno indulgenti verso i genitori,
abbasseranno lo sguardo semplicemente tenendo a mente queste parole.
Allah l'Altissimo dice quel che può essere tradotto
come: “E [finché] furono perseveranti e credettero con fermezza nei Nostri
segni, scegliemmo tra loro dei capi che li dirigessero secondo il Nostro
comando.” (TSC- Sura XXXII, versetto 24). Questo versetto, tratta di uno
dei periodi durante i quali gli ebrei erano sottomessi a Dio. Secondo il
versetto, la loro potenza e supremazia furono la conseguenza della loro forte
fede e della loro grande fiducia in Allah. Ciò vuole dire che se la Ummah
musulmana intende essere in prima fila, non può arrivarci se non attraverso la
pazienza. Non si tratta solamente di adottarla nell’ ambito del lavoro o durante
gli atti di culto quotidiani, bisogna anche essere pazienti nella vita di tutti
i giorni. Per produrre di più, per migliorare il proprio paese e per evitare i
peccati. E’ fondamentale l’ avere fede in Allah.
Allah l’Altissimo dice quello che
può essere tradotto come: “Quanto invece a chi è paziente e indulgente,
questa è davvero la miglior disposizione.” (TSC- Sura XLII, versetto 43).
Sopportare il male e saper perdonare è la miglior disposizione.
Nel Corano troviamo grande
incitamento per i credenti e i Messaggeri ad essere pazienti. Allah l’Altissimo,
rivolgendosi al suo Profeta (pace e benedizioni su di lui), dice quello che può
essere tradotto come: “Sopporta con pazienza, come sopportarono i messaggeri
risoluti. …” (TSC- Sura XLVI, versetto 35).
La parola pazienza, dunque, è un
termine teorico o pratico ? In realtà, è il consiglio più importante che Allah
l’ Altissimo abbia mai dato al Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui),
come lo è stato per i precedenti Profeti (la pace sia su tutti loro). Allah
l’Altissimo dice quello che può essere tradotto come: “O voi che credete,
perseverate! Incitatevi alla perseveranza, lottate e temete Allah, sì che
possiate prosperare.” (TSC- Sura III, versetto 200).
Inoltre, il Corano indica che fra ciò che più odia Allah, l’Eccelso, c’è la
fragile e debole pazienza, per esempio quella di una sorella che mette il velo e
poi ci ripensa. Questo è uno degli esempi di atteggiamenti non graditi
nell’Islam. L’ Islam incoraggia coloro che sono pazienti ad essere forti.
Allah l’ Altissimo dice quello che può essere
tradotto come: “Già imponemmo il patto ad Adamo, ma lo
dimenticò, perché non ci fu in lui risolutezza.”
(Sura XX, versetto 115). Una persona impaziente, deve combattere questa sua
brutta abitudine, perché l'Islam vuole vedere i suoi seguaci perseveranti e
decisi. Per questo motivo, in uno dei versetti del Corano, Allah l’ Altissimo,
rivolgendosi al Suo Profeta (pace e benedizione su di lui), dice quello che può
essere tradotto come: “Sopporta dunque con pazienza il Decreto del tuo
Signore e non essere come l’uomo della balena, che invocò al colmo
dell'angoscia. Se una grazia del tuo Signore non lo avesse toccato, sarebbe
stato gettato sulla riva deserta, reietto.” (Sura LXVIII, versetti 48-49).
Le storie dei Profeti nel Corano,
concludono sempre con un insegnamento da apprendere. La sura “Yusuf “ e la sura
“Hud” offrono molte morali su cui riflettere.
Alla fine della Sura “Noè”, Allah
l’Altissimo dice quello che può essere tradotto come: “…Sopporta dunque con
pazienza. In verità i timorati [di Allah] avranno il buon esito.” (TSC- Sura
XI, versetto 49). Attraverso queste storie, Allah dice al Profeta (pace e
benedizioni su di lui) di imparare da chi è stato paziente prima di lui.
Inoltre Allah ci insegna che non ci
sarà vittoria per i musulmani e per i suoi servitori se non sapranno essere
perseveranti sulla retta via. Allah l’Altissimo, descrive Saul e Golia nella
Sura Al-Baqara (La Giovenca), e l’incontro tra un esercito credente e uno
miscredente. Alla fine del racconto, dice quello che può essere tradotto come:
“…Quelli che pensavano che avrebbero incontrato Allah dissero: «Quante volte,
con il permesso di Allah, un piccolo gruppo ha battuto un grande esercito!»
Allah è con coloro che perseverano.” (TSC- Sura II, versetto 249).
Allah l’ Altissimo, nella Sura Al-Anfal (Il
Bottino), dice anche quel che può essere tradotto come:
“…Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi
avranno il sopravvento su mille miscredenti. …” (TSC-
Sura VIII, versetto 65). In accordo con questo versetto, si capisce che la
vittoria è condizionata all’ elemento della pazienza. Se sarai paziente non
commettendo peccati, osservando la religione, nello studio, nel lavoro, nei
confronti dei genitori, potrai essere certo che avrai successo in tutto ciò che
farai. Non biasimarti, non pensare che non potrai mai farcela, cerca invece di
abituare te stesso ad questa qualità.
Allah l’Altissimo, dice quello che
può essere tradotto come: “Quanti Profeti combatterono affiancati da numerosi
discepoli senza perdersi d’ animo per ciò che li colpiva sul sentiero di Allah,
senza infiacchirsi e senza cedere! Allah ama i perseveranti.” (TSC- Sura
III, versetto 146). Non ci sarà gloria per questa religione senza perseveranza.
Adesso citerò alcuni Ahadith del
Profeta (pace e benedizioni su di lui) che riguardano la pazienza:
“La
pazienza è luce”
.Soffermiamoci sulle parole che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha
usato in questo detto.
Vi siete chiesti perché egli non ha
detto che la pazienza è una prova, una forza o una soluzione? Le crisi e le
afflizioni della vita rendono il mondo oscuro agli occhi delle persone
direttamente colpite: in questa oscurità, quindi, non c'è altra soluzione che la
luce.
Il Profeta (pace e benedizioni
siano su di lui) disse: “Nessun dono potrà superare in valore quello della
pazienza.” Cerca di capirlo, e di mettere in pratica questo insegnamento.
Il Profeta (pace e benedizione
siano su di lui) disse: “Nessuno potrà avere una benedizione migliore e più
grande della pazienza.” Nulla di ciò che potrai avere nella vita sarà
meglio della pazienza, non una costosa macchina o un ottimo posto di lavoro, per
esempio.
Inoltre il Profeta (pace e benedizioni su di lui)
aggiunse: “Il credente è stato privilegiato da un vantaggio di cui nessuno
può godere eccetto lui: in caso di disgrazia, egli pazienta, e questo è il
meglio per lui, e in caso di felicità, loda (Allah) e questo è il meglio per
lui.”
Questo privilegio è unicamente accessibile ai credenti che sono
incondizionatamente grati ad Allah, che nei momenti felici si prosternano e Lo
ringraziano, e nei momenti difficili, invece, si armano di pazienza e rimangono
comunque a Lui legati.
Fra l’ altro, la pazienza rientra
anche in uno dei 99 bellissimi nomi di Allah, “Al-Sabour” (estremamente e
continuamente paziente); questo termine, in lingua Araba, supera in forza
espressiva altri vocaboli simili come “Al-Sabr” (semplicemente “la
pazienza”) o “Al-Sabbar” (“Lo smisuratamente paziente”). La pazienza
Divina, infatti, è completamente diversa da quella dell’ essere umano: la prima
la sovrasta in più livelli, ed appartiene solo alla Maestà di Allah.
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) disse: “Di fronte a parole sgradevoli, nessuno è più
paziente di Allah. Egli sente le sue creature che Gli attribuiscono un figlio;
nonostante ciò, continua a dare loro i Suoi benefici.”
Questo atteggiamento è totalmente
diverso da quello che gli esseri umani hanno l’abitudine di adottare: nel caso
in cui essi vengono a sapere che qualcuno parla sconvenientemente di loro (per
esempio, se una moglie si lamenta di come viene trattata), reagiscono
immediatamente e cambiano il loro modo di fare nei confronti di chi li ha
offesi. È assolutamente il contrario di quel che succede quando non si parla
convenientemente di Allah: Egli non smette comunque di elargire la Sua
benevolenza e non si affretta nella punizione. Ma non è tutto: fra i sei
miliardi di abitanti sulla terra, ben pochi sono i veri servitori di Allah.
Nonostante questo, Egli è sempre Paziente e indulgente con tutti loro.
Ci sono dei giorni durante l’anno
(le festività ad esempio) nei quali la maggioranza degli uomini commette molti
peccati. Le altre creature di Allah sulla terra s’indignano a causa di questi
atti, come racconta un Hadith del Profeta (pace e benedizione su di lui):
“Ogni giorno, il mare dice ad Allah: -Permettimi, Signore, di annegare il figlio
di Adamo che ha mangiato dei tuoi beni, ma ha adorato un altro.- Ogni giorno, le
montagne dicono ad Allah: -Permettici, Signore, di franare sul figlio di Adamo
che ha mangiato dei tuoi beni, ma ha adorato qualcun’ altro. -La terra dice:
-Permettimi, Signore, d'inghiottire il figlio di Adamo che ha mangiato dei tuoi
beni ma ha adorato qualcun altro.- Ma Allah risponde: «Lasciateli, se li aveste
creati voi, li avreste perdonati.»” È per questo motivo che in un
versetto del Corano Allah l’ Altissimo dice quel che può essere tradotto come:
“Allah trattiene i cieli e la terra affinché non sprofondino, ché, se
sprofondassero, nessuno li potrebbe trattenere all'infuori di Lui. In verità
Egli è magnanimo, perdonatore.” (TSC- Sura XXV, versetto 41). Adesso si
capisce perché il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse nel suo hadith
che, di fronte a discorsi sgradevoli, nessuno può essere più paziente di Allah.
Gli Ulema (Sapienti della
religione Islamica) dicono: "La pazienza è metà della fede"; ciò è
assolutamente vero, in effetti, la fede non è nient’altro che il compimento
delle buone opere e l’allontanamento dei peccati. La vita è composta da una
serie di benedizioni ed afflizioni, e bisogna ringraziare Allah per essa. L’
altra metà della fede, perciò, deve essere costituita da gratitudine. Nei
periodi felici, le persone devono adorare Allah, ringraziarLo e conformarsi ai
Suoi ordini, nei periodi difficili devono adorarLo attraverso la pazienza. L’
adorazione verso Allah, è corretta quando si mettono in pratica entrambi questi
modi di fare. Nel seguente versetto Coranico, si parla di entrambi questi atti
di devozione, dicendo quel che può essere tradotto come: “ …Ecco dei segni
per ogni [uomo] paziente e grato.” (TSC- Sura XIV, versetto 5). Riassumendo,
possiamo dire che la pazienza è per la fede ciò che la testa è per il corpo: un
corpo non potrà mai sopravvivere senza testa. Se non hai la pazienza di pregare,
e preferisci invece soddisfare un tuo desiderio, fai ciò che desideri, perché la
tua fede è senza testa!
Ma quello che ci interessa capire da questa
lezione, è quale tipo di pazienza si deve mettere in pratica. La risposta è la
“bella pazienza”. Nel Suo Libro, Allah dice quello che può essere tradotto come:
“Pazienta dunque di bella pazienza.” (TSC- Sura LXX, versetto 5).
La stessa cosa viene detta anche dal
Profeta Giuseppe, pace su di lui, in quello che può essere tradotto come:
“…I vostri animi vi hanno suggerito un
misfatto. Bella pazienza...”
(TSC- Sura XII, versetto 18). La “bella pazienza”, è quella non associata al
fastidio, alla preoccupazione, alla noia o alle lamentele. Il viso del credente
deve riflettere lo stato di soddisfazione che egli prova. È normale ed
accettabile che in caso di difficoltà possa essere triste e pianga, ma
l’importante è che la sua pazienza rimanga “Bella”.
“Bella pazienza” può anche avere un
altro significato: pazienza positiva. Quest'ultima, permette di prendere
decisioni con calma, affinché si possa giungere al superamento dei momenti di
difficoltà. Un giovane, ad esempio, che non possiede i mezzi per sposarsi, deve
avere questo tipo di pazienza, cioè lavorare seriamente per prepararsi
finanziariamente al suo matrimonio. Se arriviamo a capire quello che la bella
pazienza indica, capiremo che essa non è passività e inattività.
Tre tipi di pazienza:
1-
Pazienza
nell’astenersi dal commettere peccati.
2-
Pazienza
nel perseverare nell’ obbedire ad Allah l'Altissimo.
3-
Pazienza
durante le calamità e le disgrazie.
La perfezione della pazienza si ottiene solo quando una persona
riesce a raggiungere tutti e tre i tipi menzionati.
Alcune persone sono pazienti
durante le calamità, ma quando capita loro l’occasione per disobbedire ad Allah,
perdono questa qualità, e cadono nel peccato facilmente. Dobbiamo avere tutti e
tre i tipi di pazienza per completare l’ altra metà della nostra Iman.
Possiamo trovare delle persone, invece che vegliano tutta la
notte in preghiera, e che praticano spesso il digiuno volontario, ma che non
hanno affatto pazienza quando si tratta di resistere alle tentazioni del
peccato, pur essendo credenti. C'è anche chi, pur avendo pazienza durante le
afflizioni e perseverando nell’ astinenza dai peccati, non ne ha per adorare
Allah l'Altissimo, per esempio, non compiendo la preghiera obbligatoria.
Solo la
persona che persevera nell’obbedire ad Allah l'Altissimo, che applica i Suoi
ordini, che quando ha occasione di commettere un male o un peccato resiste e non
si lascia traviare, che sopporta anche le calamità e le disgrazie ottiene la
giusta pazienza, e conseguentemente, metà della fede.
Allah
l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “…Coloro
che sono perseveranti riceveranno la loro incalcolabile ricompensa."
(TSC- Sura XXXIX, versetto 10) .
Ma cos’
è meglio? Avere pazienza nell'affrontare le difficoltà e nel fare sempre il
bene, o nell’ adorare Dio e nell’ allontanarsi dai peccati?
Tutti diranno che è corretta la prima opzione, invece la
risposta esatta è la seconda. Questo perché la pazienza nel perseverare nell’
obbedienza ad Allah l'Altissimo, è per Lui la più completa e la migliore.
Ma perché? Avere pazienza durante le calamità è inevitabile,
mentre mettere in pratica questa dote per obbedire ad Allah l'Altissimo è
facoltativo; sei tu che sei libero di scegliere se fare il male o il bene.
La gente pensa erroneamente che aver pazienza durante le
disgrazie sia più difficoltoso che averla durante i periodi felici. Le
afflizioni di Giuseppe (pace
su di lui), che venne incarcerato di sua spontanea volontà, erano invece
più grandi rispetto a quelle di Giobbe (pace su di lui) che venne messo alla
prova da Allah l’ Altissimo tramite la perdita di soldi, figli, salute.
Questo perché Giuseppe scelse volutamente di entrare in
prigione, per evitare i peccati, mentre Giobbe non aveva scelta, doveva essere
paziente per forza di cose.
Inoltre, la pazienza di Yusuf
nei confronti dell’ invidia dei fratelli, che lo gettarono in un pozzo, non è
uguale a quella che egli ebbe quando venne incarcerato.
Quindi possiamo dire che la pazienza nel preservare
nell’obbedire ad Allah l'Altissimo e nel non commettere peccati è migliore e più
completa di quella che viene messa in pratica durante i momenti di difficoltà, e
ciò per i seguenti motivi:
1-
Allah ci ha
creato esclusivamente per adorarLo e conoscerLo, e questo avviene attraverso le
varie forme di adorazione.
2-
Chi compie
un bene, avrà dieci volte tanto, e chi fa un male, pagherà solo l'equivalente.
Fare il bene è ciò che Allah preferisce maggiormente.
Cosa accadrà a colui le cui buone azioni sono uguali in numero ai suoi peccati,
e a cui i piatti sulla bilancia risulteranno essere alla stessa altezza, nel
Giorno della Resurrezione? Andrà in Paradiso o all’ Inferno? Avrà le stesse
possibilità di finire nel primo o nel secondo, ma comunque Allah l'Altissimo
dice in un Hadith Qudsi
“La Mia misericordia supera la mia ira ”.
Questo detto ci dà speranza, e ci fa comprendere la grandezza della misericordia
di Allah il Potente, l'Eccelso, ma non fornisce scusanti per commettere peccati.
Quindi, il rango più alto della pazienza è quello che si ottiene quando ci si
sforza di fare il bene, successivamente vi è l’aver pazienza nel non commettere
peccati e alla fine quella che si ha in caso di malattie e difficoltà.
Esempi di pazienza durante le afflizioni e le difficoltà
predestinate.
Vi sono, nella vita di chiunque, momenti difficili da
affrontare, come:
-
La morte: di un parente, di un vicino, di un amico o di qualsiasi altra
persona che amiamo.
-
La malattia: oggigiorno, se ne scoprono sempre di nuove.
- I
danni subiti.
-
La povertà o il fallimento dei figli a scuola.
- Le
incomprensioni fra moglie e marito, che insorgono a causa di problemi
familiari..
Il
primo punto citato è la morte.
Non
c'è dubbio che sia la prova più dura che colpisce l’uomo. Vediamo a proposito
alcuni detti del Profeta (pace e benedizioni su di lui).
Una
volta, alcune donne dissero al Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su
di lui): “Oh Messaggero di Allah! Non possiamo partecipare alle tue
lezioni a causa dell’alto numero degli uomini che vi assistono, quindi tieni da
parte un giorno per noi.” Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose
affermativamente, e durante il giorno prefissato, disse: “Qualunque donna fra
voi che abbia avuto tre figli, i quali sono morti prima di lei, saranno come una
barriera che la riparerà dal fuoco dell’Inferno." Allora una donna chiese “
Anche se ne ha persi due, Oh Inviato di Allah ?” il Profeta (pace e benedizioni
su di lui) rispose “ Sì, lo stesso vale anche per due figli".
Il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “ Se muore il figlio di una
persona, Allah dice agli angeli ‘Avete già preso l’anima del figlio del mio
schiavo?’ e gli angeli rispondono:‘ Si, Signor nostro.’ Successivamente Allah
l'Altissimo chiede: ‘ Avete preso il frutto del suo cuore?’ e gli angeli
rispondono: ‘Sì, Iddio’. Poi Allah l’ Altissimo chiede loro nuovamente:‘E che
cosa ha detto il Mio schiavo?’ E gli angeli dicono: ‘Ti ha ringraziato, e ha
detto: ‘Siamo di Allah e a Lui ritorniamo. ’ ’ Così il nostro Signore, il
Potente l'Eccelso dice ‘ Costruite una casa per il Mio schiavo nel Paradiso, e
chiamatela la casa della Lode’.”
Lo
stesso vale per chiunque perda una persona cara, sia essa il padre, la madre,
il fratello, l'amico o il maestro.
Il
Profeta ( pace e benedizioni su di lui) disse: “Il Paradiso sarà la ricompensa
di colui che perde un proprio caro, ringrazia Dio, lo elogia e accetta il suo
destino".
Potete immaginare che la pazienza dimostrata durante la
sofferenza per una morte può essere il motivo per il quale poter entrare in
Paradiso? Questo è un consiglio per tutti coloro che hanno perso una persona
cara: abbiate pazienza in tale situazione, e vi sarà riservato un posto in
Paradiso.
Oh tu, che hai avuto pazienza in occasione della morte di tua
figlia o di tuo figlio, sappi che entrerete insieme in Paradiso.
Nel
giorno del Giudizio, ci saranno anche i bambini che sono morti prima dei
genitori e quando verranno invitati ad entrare in Paradiso, diranno ad Allah:
“Non entreremo senza i nostri genitori." ed Egli dirà loro: “ Bene, prendete le
mani dei vostri padri e delle vostre madri, ed entrate insieme ." Per questo
dobbiamo imparare a considerare le afflizioni nel giusto modo. Avete visto che
ricompensa si ottiene tramite la pazienza?
Riguardo alla pazienza in caso di malattia, ci sono molti detti
del Profeta.
Raccontò Ataà Ibn Abi Rabah: "Ibn Abbas mi disse: ‘Vuoi che ti mostri una
donna dalla gente del Paradiso?’ io dissi: ‘Sì!’ Così Ibn-Abbas indicò una
donna, e disse ‘Quella donna dalla pelle nera, è andata dal Profeta (pace e
benedizioni su di lui) e gli ha detto: ‘Sono ammalata di epilessia, e durante le
crisi mi si scopre il corpo, vorrei che pregassi Allah per me affinché mi
curi.’ Allora il Profeta (pace e benedizioni su di lui) le disse: ‘Se lo
desideri, posso pregare per chiedere la tua guarigione, ma se sarai paziente,
verrai ricompensata con il Paradiso ’. Allora lei disse: “Sarò paziente” e
aggiunse:”Però rimango scoperta, quindi per favore, invoca Allah per me affinché
possa non rimanerlo.” Quindi egli invocò Allah l’ Altissimo per lei." Visto
quanto era pudica? Molte donne, oggigiorno, sono invece entusiaste di svelare il
loro corpo. Ma quella donna, meritò il Paradiso.
Allah,
gloria a Lui, disse in questo hadith Qudsi: “Se
affliggo uno dei Miei servi nelle due cose che egli ama di più (i suoi occhi) ed
egli rimane paziente, la Mia ricompensa per lui non sarà altro che il Paradiso.
”
Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “
Allah monda tutti i peccati di una persona che soffre, a partire da chi ha la
febbre, anche se dura per una sola notte ."
Dopo aver saputo tutto questo, gusterai anche la sofferenza, non
dovrai solo sopportarla, visto che essa conduce vicino al Paradiso.
C’è un detto molto conosciuto di Ibn Masud che racconta: “ Le
calamità e le disgrazie dell’uomo, eliminano i suoi peccati ”
È degno di menzione anche un bellissimo detto di
uno dei seguaci
,Yazid Ibn Maysara, che recita: “Una persona non religiosa si ammala, e il suo
dolore gli permette di ritornare verso Allah, e forse, quando i suoi occhi si
riempiono di lacrime mentre implora la Sua misericordia, Egli lo purificherà da
tutti i suoi peccati.” A questo punto, tutto ciò che posso dire, è che dobbiamo
cambiare il nostro modo di concepire il dolore e la malattia.
Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) quando un suo
dito fu gravemente ferito durante una battaglia, disse, per dimenticarsi del
dolore: “ Tu non sei altro che un dito che è stato ferito per la causa di
Allah”
Mentre
tu, nella stessa situazione, non faresti altro che guardare la tua ferita,
sentire la sofferenza e preoccuparti. Il Profeta ( pace e benedizioni su di
lui), quando visitava un malato pregava per lui dicendo “E’ purificazione, se
Dio Vuole ." Così dobbiamo dire anche noi quando visitiamo un ammalato.
Un altro esempio di pazienza
Da mettere in pratica quando qualcuno ci insulta o ci tratta
male.
Devo essere paziente con un vicino di casa che ha la lingua
affilata, sopportare una suocera sgradevole, un parente acquisito, un antipatico
avversario.
Il
Profeta ( pace e benedizioni su di lui) disse: "Nel giorno del Giudizio, ci sarà
chi chiama dicendo: -Alzatevi, possedenti del gran merito .-Allora si alzeranno
poche persone, e cammineranno velocemente verso il Paradiso, quindi gli angeli
gli chiederanno - Ma chi siete voi ?- Loro risponderanno: -Siamo i possidenti
del gran merito .- Gli angeli replicheranno: -Qual è il vostro merito ?- Ed essi
ribatteranno nuovamente: -Quando qualcuno ci opprimeva, eravamo pazienti, e se
qualcuno ci insultava, lo perdonavamo.- Allora gli angeli diranno -Entrate in
paradiso, “ Quanto è magnifica la ricompensa di coloro che hanno [ben]
operato!”(TSC- Sura XXXIX, versetto 74).
Il Corano, ci incoraggia a
sopportare gli insulti, piuttosto che a ribattere allo stesso modo. Allah
l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Quanto invece a chi è
paziente e indulgente, questa è davvero la miglior disposizione”
(TSC- Sura XLII, versetto 43) .
E dice
ancora quel che può essere tradotto come: “E
designammo alcuni come tentazioni per gli altri. Persevererete ? Il tuo Signore
tutto osserva” (TSC- Sura XXV, versetto 20). Vedete
come è magnifica la saggezza di Dio!
La
pazienza è necessaria in ogni situazione della vita. Abbiamo trattato in
particolare la pazienza durante i momenti di afflizione, ma essa non si deve
limitare unicamente in queste occasioni. Per esempio, devi essere paziente anche
mentre studi, e se tuo padre decide di spegnere TV e internet fino alla fine
dei tuoi esami.
Il
Profeta ( pace e benedizioni su di lui) disse: “Non coglierà il musulmano
sofferenza o malattia, o afflizione, o dolore, o danno, o tristezza, o financo
la puntura di una spina che abbia a subire, senza che per questo cancelli Iddio
qualcuno dei suoi peccati.”
Il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) ci diede alcuni esempi delle sofferenze
dell’uomo:
"Nasab" : la fatica – per esempio la stanchezza
che senti dopo uno sforzo.
"Wasab" : la malattia
"Al Aza" : tutti i tipi di
afflizioni, inclusi i primi due e la puntura di spina .
Tutto questo, Allah l'Altissimo lo sottopone all’uomo per
eliminare i suoi peccati .
Il
Profeta ( pace e benedizioni su di lui), disse: “Le afflizioni potrebbero
colpire il credente di continuo nel suo corpo, nelle sue proprietà, nella sua
famiglia fino a che non incontrerà Allah senza avere a suo carico nessun
peccato.”
Dopo aver saputo tutto questo, riusciremo ad essere pazienti o
no ?
Quanto
a quelli che non credono in Allah, sono del tutto lontani dalle Sue prove;
infatti Egli apre loro le porte di ogni bene, non gli manda sofferenze, per
evitare che possano sfuggire alla Sua ira . Allah l’Altissimo dice quel che può
essere tradotto come: “…E mentre esultavano per quello
che avevamo donato, li afferrammo all'improvviso ed eccoli disperati.”
(TSC- Sura VI, versetto 44).
Una
volta fu chiesto al Profeta ( pace e benedizioni su di lui): “Chi sono gli
uomini che soffrono maggiormente e che subiscono le prove più dure da parte di
Allah?” Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: “Sono i Profeti”.
Affinché tu comprenda che non vuol dire che Allah l'Altissimo non è
soddisfatto di te se ti manda una malattia o una disgrazia.
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) ci vuol far capire che ognuno di noi ha delle prove da superare, la cui
difficoltà dipende dalla grandezza della propria fede. I Profeti furono le
persone che hanno sofferto maggiormente. E anche per gli uomini vale lo stesso
principio: chi è più credente soffrirà di più durante la vita, affinché possa
purificarsi da tutti i suoi peccati.
Perché Allah ci sottopone a
delle prove?
1-
L’ Hadith
citato ci ha spiegato uno dei motivi: elevare il nostro grado presso
l’Altissimo.
Le
nostre sole hasanat (ricompense date per le buone opere compiute), infatti, non
ci permetterebbero mai di accedere al Paradiso, perché non sarebbero sufficienti
a compensare i nostri peccati o a superare le benedizioni offerte da Allah
(gloria a Lui). Tuttavia, quando Egli ci pone davanti ad una prova (che può
durare una settimana, un mese, un anno o più), se riusciamo a superarla con
pazienza, guadagniamo di sicuro una posizione privilegiata nel Paradiso.
2-
Per creare
una graduatoria dei meriti di ciascuno di noi. Difatti, Allah Sa come reagiremo
in qualsiasi circostanza, però non ci giudica in base al Suo Sapere, anche se
Egli sarebbe Giusto con noi, come Lo è sempre, ma a seconda dei nostri
comportamenti. In tal modo, saremo noi stessi testimoni delle nostre azioni. Le
avversità servono a distinguere la gente di merito dagli impostori.
Allah l’Altissimo dice quel che
può essere tradotto come: “Pensate forse di entrare nel giardino senza che
Allah riconosca coloro che lottano, coloro che sopportano?” (TSC- Sura III,
versetto 142). e dice anche quel che può essere tradotto come: “Non si addice
ad Allah lasciare i credenti nello stato in cui vi trovate, se non fino a
distinguere il cattivo dal buono. Allah non intende informarvi sull’invisibile,
…”(TSC –Sura III, versetto179).
3-
Se la
nostra vita fosse sempre tranquilla, stabile, senza avversità e piena di gioia,
diventeremmo arroganti, e penseremmo di essere autosufficienti e di non avere
bisogno del nostro Creatore. Pertanto, è un atto di misericordia da parte Sua
sottoporci delle difficoltà; in tal modo, ci pentiamo e ci rivolgiamo a Lui per
chiedere il Suo aiuto.
4-
Nessuno
penserebbe e desidererebbe la piacevole vita del Paradiso senza aver vissuto le
avversità durante la propria esistenza terrena.
5-
Per
ricordarci di Allah l’ altissimo e delle Sue interminabili benedizioni, per
darci occasione di ricordarLo e di ringraziarLo.
6-
Per
renderci sottomessi alla Sua volontà, perché Allah (gloria a Lui) ama coloro che
Gli si sottomettono.
7-
Tra i
numerosi nomi che Allah possiede, ci sono: Il Forte, Il Misericordioso e
l’Affettuoso. Durante i momenti di crisi, questi attributi ed altri si
concretizzano, consentendoci di capirli meglio, e ci permettono di capire la Sua
magnificenza nel momento in cui Egli ci solleva dai problemi.
Esempi di personaggi con
notevole pazienza
Il più famoso, è quello del profeta
Ayyub (Giobbe), pace su di lui. Per 80 anni ha goduto di un’ottima salute e ha
avuto 14 figli, tra maschi e femmine. Raggiunta la detta età, gli muoiono tutti
i figli e contrasse una malattia che lo costrinse a stare immobile a letto, e
che gli causò la caduta di frammenti di pelle dal corpo. Ridotto in tale stato,
tutta la gente, che prima gli mostrò un grande amore, fuggì da lui. L’unica
persona che gli rimase vicina fu sua moglie. E’ rimasta fedele a suo marito e
l’ha sostenuto, fatto che purtroppo ai nostri giorni sta diventando sempre più
raro. Per 18 anni ha vegliato su di lui ed ha persino lavorato, lei, moglie di
un Profeta, presso altri, per sovvenire ai bisogni di suo marito. Un giorno
disse ad Ayyub: “Perché non chiedi ad Allah di guarirti?”. Egli le rispose “Per
80 anni, Egli mi ha riempito di grazie, non posso chiederGli di guarirmi fino a
che io non trascorra altri 80 anni pazientando e ringraziandoLo.” È per questo
suo atteggiamento che è rimasto da allora il modello più significativo di
pazienza. Allah l’Altissimo dice di lui quel che può essere tradotto come: “…Lo
trovammo perseverante, un servo ottimo, pronto al pentimento.”(TSC- Sura
XXXVIII, versetto 44).
La loro situazione andò avanti
inalterata fino quando la gente iniziò ad allontanarsi perfino dalla moglie di
Ayyub, per paura che fosse stata contaminata dal marito lebbroso. Il Profeta,
poi, cominciò a pregare per la sua guarigione, quando venne a sapere che, a
causa del bisogno economico, sua moglie fu costretta a vendere le sue trecce.
E’ interessante a questo punto
notare come Ayyub scelse di formulare la sua implorazione. Egli disse ciò che
può essere tradotto come: “<<Il male mi ha colpito ma Tu sei il più
misericordioso dei misericordiosi!>>”( TSC- Sura XXI, versetto 83). Pregò
senza pronunciare neanche una parola di lamentela, nonostante la sua malattia
durò ben 18 anni. Allah, gloria a Lui, pertanto esaudì la sua invocazione.
L’Altissimo dice quello che può essere tradotto come: “Gli rispondemmo e lo
salvammo dalla disperazione. …”( XXI, 88). Infatti, alcuni racconti
riferiscono che, dopo quei 18 anni, Allah gli diede 28 figli, maschi e femmine,
ricompensa citata nel versetto che può essere tradotto come: “Gli restituimmo
la sua famiglia e con essa un'altra simile, …”(TSC- Sura XXXVIII, versetto
43). Inoltre, gli ritornò anche la salute. Per questo non ti devi lamentare, o
protestare per una piccola ferita, o per un’ammaccatura sulla tua macchina, o
per la perdita di una persona cara o per qualsiasi altro tipo di difficoltà.
Niente di tutto ciò può essere paragonato a ciò che ha sopportato Ayyub, un
Profeta che fu molto caro ad Allah.
Un altro modello di pazienza è dato
dall’ esempio del profeta “Yusuf”,Giuseppe (pace su di lui).
Quando era molto piccolo, perse sua
madre. I suoi fratelli, provavano una grande invidia verso di lui, quasi fino a
volerlo uccidere. Essi lo gettarono infatti in un profondo pozzo lontano da
casa, in un luogo sconosciuto. Successivamente, venne tratto in salvo, ma
venduto come schiavo, lui, discendente di una stirpe di Profeti (quella di
Abramo, Isacco e Giacobbe), ad un ministro egiziano, dai suoi stessi salvatori.
Yusuf rimase lontano dalla sua famiglia e dalla sua casa per oltre vent’ anni,
era infatti molto giovane, e non conosceva la via del ritorno. La moglie del
ministro, era molto attratta da lui, e cercò di sedurlo, ma lui respinse la
tentazione, e, a causa di questo, fu ingiustamente incarcerato per nove anni.
Successivamente, subì anche problemi di salute. Infine, riuscì a conferire con
il re, il quale riconobbe in lui delle qualità, e gli diede un importante
incarico.
È da ricordare anche la pazienza di
suo padre, Giacobbe, che soffrì moltissimo per la sua scomparsa, per decine di
anni, prima di riuscire a rincontrarlo in Egitto.
Citiamo anche il caso di Imran Ibn
Hossain, un compagno del Profeta (pace e benedizioni su di lui ), che venne
colpito da una grave malattia, la quale lo ridusse in uno stato talmente pietoso
che chiunque andava a visitarlo scoppiava in pianto. Egli diceva sempre, vedendo
le lacrime di compassione degli altri: “Tutto ciò che fa piacere ad Allah, fa
piacere anche a me”.
Vi è anche l’esempio della donna
che si mise a ridere subito dopo l’ amputazione della propria mano. Quando le fu
chiesto se non accusasse nessun dolore, ella rispose: “La dolcezza della
ricompensa mi ha fatto dimenticare l’amarezza del dolore.”
È da citare anche il caso di Umm
Sulaym, che visse all’epoca del Profeta (pace e benedizioni su di lui) con il
marito ed il loro unico figlio Talha, da loro molto amato. Una sera, mentre il
marito era fuori, il figlio, ammalato, morì. Poiché si doveva aspettare il
mattino per seppellirlo, Umm sulaym, donna ragionevole, paziente, fedele ed
intelligente, decise di non informare subito suo marito, per non rattristarlo, e
di sopportare da sola il dolore per la perdita del suo amato figlio. Quando egli
ritornò e chiese come stava il figlio, ella rispose: “E’ più tranquillo di
quanto sia mai stato”. Il marito capì che il figlio stava dormendo, mentre lei
intendeva che stava riposando in pace dopo la sua morte. L’ uomo ringraziò
Allah, e trascorse serenamente la notte con la moglie.
La mattina seguente, ella gli
disse: “ Abu Talha, considera il caso di qualcuno che faccia un prestito ad una
famiglia, e poi reclami la cosa prestata; è diritto della famiglia in questione
rifiutare ?”. Egli rispose: “No”. Lei aggiunse: “Anche se passa molto tempo dopo
averlo fatto?” “A maggior ragione!” rispose il marito. A questo punto lei gli
disse: “Metti in conto tuo figlio, Allah ha ripreso il Suo prestito”.
Le nostre sorelle musulmane,
oggigiorno, potrebbero avere anche solo la metà di una simile pazienza?
Le condizioni della pazienza:
1-
Essa deve
manifestarsi durante le crisi, non dopo. Un giorno, mentre il Profeta (pace e
benedizioni su di lui) stava passando vicino ad un cimitero, vide una donna che
piangeva e si lamentava davanti ad una tomba. Egli le disse: “Temi Allah, e sii
paziente”. La donna subito rispose: “Lasciami in pace”. Allora il Profeta (pace
e benedizioni su di lui) la lasciò sola e se ne andò. I compagni del Profeta
(PBSL), in seguito, andarono da lei, e la informarono che era stata in presenza
del Messaggero di Allah (PBSL). Quindi la donna lo raggiunse, e gli chiese
perdono per non averlo riconosciuto. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui),
successivamente le disse che bisognava avere pazienza fin dai primi momenti
dell’afflizione per ottenere la ricompensa intera.
2-
La seconda
condizione, è dire nel momento della crisi: “In verità veniamo da Allah ed a Lui
ritorniamo. Oh Allah, ti prego affinché questa disgrazia sia registrata come
un’azione meritoria, ricompensami dunque [per la mia sopportazione] e
trasformala in un qualcosa di meglio per me .”
Quando Umm Salama perse suo marito
durante la battaglia di Badr , il Profeta le disse di pronunciare questa
invocazione. Certamente, Umm salama non capiva che cosa potesse essere meglio di
suo marito, compagno del Profeta, combattente e martire a Badr, ma la disse lo
stesso. Ma come sapete, Umm Salama si sposò in seguito con il Profeta (Pace e
benedizione su di lui) .
3- La terza condizione è di non
lagnarsi per ciò che accade. Potete ovviamente raccontare ciò che vi accade alle
persone di cui vi fidate, ma fate attenzione all’ intenzione con cui lo fate:
non dovete confidarvi per lamentarvi e protestare contro Allah, ma soltanto per
informare. Vi consiglio di esercitarvi nella pazienza durante la vostra vita
quotidiana, soprattutto nell’ ambito del matrimonio, visto che oggi giorno i
coniugi si lamentano sempre di più l’uno dell’altro. Rivolgendosi ai mariti, il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Il credente non dovrebbe odiare
una credente. Se un giorno scopre in essa un aspetto che detesta, l’indomani ne
scoprirà un altro che apprezza”. Pertanto egli deve saper valorizzare i suoi
lati positivi e non solo rilevare e lamentarsi di quelli negativi, pensando
sempre alla separazione come soluzione. Allah l’Altissimo ricorda a questo
proposito ciò che può essere tradotto come: “ …Ebbene, è possibile che
abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che
amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete .”(TSC-Sura
II, versetto 216). Quindi, quando incontri una difficoltà nella tua vita
coniugale, prova a superarla, e ad aiutare tua moglie a sbarazzarsi dei suoi
difetti.
Infine, vorrei ricordarvi che non
occorre pazientare soltanto in caso d’afflizione ma anche in situazioni di gioia
e di felicità. Uno dei compagni del Profeta (pace e benedizioni su di lui)
disse: “Quando siamo stati sottoposti a delle prove nei momenti di crisi,
abbiamo pazientato, ma quando lo siamo stati nei momenti di felicità, non siamo
riusciti a farlo”. Questo, appunto, accade anche a molti di noi. Possiamo ad
esempio riuscire ad essere molto disciplinati durante le difficoltà, ma una
volta che il denaro appare nella nostra vita, il nostro comportamento cambia
completamente e cominciamo a commettere un peccato dopo l’altro. Per questo
resistere alle tentazioni nei momenti di felicità è più difficile che farlo nei
momenti di crisi: la prima è una prova nascosta, difficilmente individuabile,
mentre la seconda è palese ed esplicita. Quindi, possiamo dire che il Profeta
Giuseppe (pace su di lui) ha avuto più pazienza quando fu ministro piuttosto che
prigioniero.
La pazienza dinanzi ai
peccati
Adesso mi rivolgerò in particolare
ai giovani.
Vi darò il miglior esempio di
totale astinenza dal peccato di fronte ad un forte ed esplicito tentativo di
seduzione, raccontando la storia del Profeta Giuseppe (pace su di lui), che
seppe resistere alle lusinghe della moglie del suo padrone. Giuseppe possedeva
la metà della bellezza dell’ intera umanità. Era in piena salute, giovane e
forte. Era celibe, schiavo e straniero, e quindi scevro dai giudizi negativi
della società, per quanto riguarda i suoi comportamenti, visto che era costretto
ad eseguire gli ordini impartitegli dai suoi padroni, una coppia di coniugi
molto in vista. La moglie del suo padrone, era molto bella, e faceva parte
dell’elite della società, e cercava continuamente di sedurlo. Allah l’Altissimo
dice quel che può essere tradotto come: “Avvenne che colei nella cui casa
egli si trovava s’innamorò di lui. Chiuse le porte e gli disse:”Accostati a
me!...”” (TSC, SURA XII, Versetto 23). Quando egli respinse le sue
tentazioni – mentre nessuno non li vedeva –, la donna lo minacciò di gettarlo
in prigione. Per di più, ella non fu l’unica a tentare di sedurlo, lo fecero
anche altre donne, anch’ esse di ceto sociale elevato. Di fronte a questa
situazione difficile, Giuseppe disse: “…<<Che Allah non voglia!>>…”(TSC,
Sura XII, Versetto 23). Tu riusciresti a comportarti come lui? Giuseppe ha
saputo resistere, malgrado le numerose tentazioni e le avversità.
Questa storia non permette alcuna
scusante ai giovani che incorrono nei peccati di questo tipo.
A volte, i ragazzi mi dicono: “Tu
non vedi ciò che vediamo noi all’università o sui canali satellitari, c’è tanta
dissolutezza e libertinaggio.” Ed io rispondo loro: “Voi invece non avete visto
il castello del ministro e la bellezza della sua donna, che tentava Giuseppe
dicendogli “Accostati a me”, e riflettete bene anche sulle parole che disse la
donna quando raccontò del suo atteggiamento verso di lei, che nel Sacro Corano
recitano così come può essere tradotto come: “…Ho cercato di sedurlo ma lui
vuole mantenersi casto. …”(TSC, Sura XII, Versetto 32).
A volte mi dicono anche: “Il nostro
ambiente non ci aiuta!”. Insensato! Guardate l’ambiente nel quale viveva
il Profeta Giuseppe (pace su di lui). Personalmente non trovo alcuna scusante
per coloro che continuano ad avere il ragazzo o la ragazza dopo aver letto
questa storia. A questa gente ricordo le parole dell’Altissimo, che Ha detto
quel che può essere tradotto come: “Abbiamo abbellito, agli [occhi degli]
uomini, le cose che essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati
d’oro e d’argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati; tutto
ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre verso Allah è il
miglior ritorno. Dì: “Posso insegnarvi qualcosa di meglio di ciò? Per quelli
che sono timorati ci sono, presso il Signore, giardini nei quali scorrono
ruscelli…”. (TSC, Sura III,Versetto 14).
Dovete soltanto avere pazienza per
ottenere questa ricompensa.
Con tutte queste promesse, il
Paradiso, i vantaggi eterni, qualcuno esiterà ancora prima di smettere di
fumare?
Personalmente, conosco un uomo
molto stimato, che non si è mai separato dalle sigarette per 40 anni. Un giorno
sentì parlare dell’importanza dell’invocazione verso Allah. Dopo averci
riflettuto, egli prese la decisione di smettere di fumare e cominciò a pregare
Allah di aiutarlo nel farlo. Nel giro di due settimane, la sigaretta si
trasformò in un brutto ricordo del passato.
La pazienza davanti alle tentazioni
che inducono al peccato sembra fare dei miracoli! È necessaria la fiducia in
Allah e l’insistenza nell’invocare il Suo aiuto, l’allontanamento dalle cattive
compagnie e il sapersi accontentare di ciò che si ha, senza bramare sempre ciò
che è in possesso degli altri.
Mi rivolgo a questo proposito alle
donne, dicendo loro di non esercitare pressione sui mariti per avere ciò che le
altre hanno. Questo comportamento può avere dei risultati molto negativi, e
danneggiare il rapporto matrimoniale. Allah l’Altissimo dice quel che può essere
tradotto come: “Non volgere lo sguardo ai beni effimeri che abbiamo concesso
ad alcuni di loro per metterli alla prova. Il compenso del tuo Signore è
certamente migliore e più duraturo!” (TSC, Sura XX, Versetto 131).
Spero davvero che in futuro
prendiate come esempio la pazienza di Giuseppe, quando dovrete resistere ai
peccati. Ricordatevi sempre le sue parole, citate dal Sacro Corano, che possono
essere tradotte come: “…<<O mio Signore, preferisco la prigione a ciò cui mi
invitano; …” (TSC, Sura XII,Versetto 33).
Concludo con il citare l’effetto
della lettura della sura di Giuseppe. Si dice che essa conforti i rattristati e
gli angustiati e coloro che sono tentati dal peccato.
La pazienza nell’obbedienza
In questo contesto, vi ricordo la
storia di Abramo (pace su di lui), e la sua obbedienza verso gli ordini Divini,
anche se erano durissimi, ed anche l’ ottemperamento ad essi di suo figlio
Ismaele, pace su di lui, che disse nel Sacro Corano ciò che può essere tradotto
come: “…<<Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole sarò
rassegnato>>. Quando poi entrambi si sottomisero, e lo ebbe disteso con la
fronte a terra, ...”(TSC, Sura XXXVII, Versetto 102-103).
Il coltello non funzionò. Questo fu
il Volere di Allah, che aveva testimoniato la messa in atto del Suo ordine.
Osservate anche il comportamento del figlio, che non mostrò nessun tipo
d’esitazione o di protesta; egli disse, come scritto nel Sacro Corano, quel che
può essere tradotto come: “…se Allah vuole sarò rassegnato…”. Siete in
grado di imitare questo ragazzo di 14 o 15 anni che pazientò davanti a una tale
prova e accettò di essere sacrificato per obbedire ad Allah ?
Abu Huraira, che Allah sia
soddisfatto di lui, riferì un Hadith che elenca sette tipi di persone pazienti,
e la ricompensa che Allah ha riservato loro. Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) disse: “Sette riparerà Allah sotto la Sua ombra il giorno in cui non ci
sarà altra ombra che la Sua: un governante giusto; un giovane cresciuto
nell’adorazione di Allah il Potente, il Glorioso; un uomo il cui cuore sia
attaccato alle moschee; due uomini che si siano amati in Allah, che siano stati
in accordo o si siano separati per lui; un uomo che una donna leggiadra e bella
abbia invitato, e alla quale abbia risposto: “Io temo Allah”; un uomo che abbia
fatto l’elemosina in modo tale che la sua sinistra non abbia saputo quel che
dispensò la sua destra; un uomo che abbia menzionato Allah in segreto, e del
quale gli occhi abbiano colato lacrime”.
Quindi Il capo che poteva abusare
del suo potere, ma che ha saputo resistere di fronte a questa tentazione;
il giovane che poteva peccare vista
la sua età, ma che invece ha sempre cercato di adempiere agli ordini di Allah;
il munifico che ha resistito al
desiderio di far vedere agli altri la sua generosità;
gli amici che si sono voluti bene e
si sono supportati per amore dell’Altissimo.
L’ uomo sensibile al ricordo di
Allah l’ Altissimo, che non si è vantato davanti agli altri delle proprie
lacrime.
Tra gli esempi di pazienza, è da
sottolineare anche quello citato nel versetto, che può essere tradotto come: “E
persevera insieme a coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera,
desiderando il Suo Volto. Non vadano oltre loro i tuoi occhi, in cerca degli agi
di questa vita. …” (TSC, Sura XVIII,Versetto 28).
Perciò, è tuo dovere incoraggiare ed incitare continuamente la tua famiglia a
compiere il bene, come soleva fare Omar Ibn Al-Khattab, che Allah sia
soddisfatto di lui. Egli faceva la preghiera notturna, e prima di quella
dell'alba, svegliava la sua famiglia recitando quotidianamente le parole del
Corano che possono essere tradotte come: “Comanda la preghiera alla tua gente
e assiduamente assolvila. …”(TSC, Sura XX, Versetto 132).
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