L’educazione e la cortesia
Cerco rifugio in Allah, l’Audiente,
il Sapiente, contro Satana il lapidato. In nome di Allah, il Compassionevole, il
Misericordioso.
La lode appartiene ad Allah; Lo
ringraziamo, a Lui chiediamo aiuto, Lo preghiamo di guidarci sulla retta via e a
Lui chiediamo perdono. Ci rifugiamo in Allah contro il male dei nostri stessi
spiriti e contro il male che commettiamo.
Colui che Allah guida è ben
guidato, ma colui che Egli svia non troverà patrono all’infuori di Lui.
La maggior parte delle persone non
considera la qualità morale che tratteremo oggi, che fa anch’ essa parte
dell’Islam. Si tratta dell’ educazione, della cortesia, della nobiltà d’animo e
del giusto modo di trattare la gente. Alcuni si chiedono: “Che rapporto ha
questa virtù con l’Islam?” Cercheremo di rispondere a tale domanda in questa
lezione.
Prima di tutto: cosa significano
educazione e cortesia?
Indicano il corretto modo di
rapportarsi con la gente, tramite la bontà, la bellezza, la pulizia, l’ordine,
la trasparenza e la sensibilità dell’ animo, che s’accorge di ciò che è
sbagliato attraverso uno sguardo o un sorriso.
Tale qualità è certamente islamica.
Sono certo che in molti si meraviglieranno che essa sia correlata alla
religione, e che crederanno che in genere venga esercitata unicamente dai
diplomatici o insegnata solamente nelle scuole straniere.
La società ha quattro tipi di
persone che si rapportano in modo differente con questa virtù:
Coloro che credono che la
gentilezza, l’educazione, la cortesia, la raffinatezza e le buone maniere siano
valori occidentali ed europei, che li abbiamo appresi da loro. Per questo motivo
la maggior parte dei genitori iscrivono i propri figli nelle scuole straniere,
proprio affinché imparino queste doti.
Chi è stato educato secondo queste
buone maniere, pensa che la religione sia contraria ad esse: i religiosi vengono
immaginati come persone sgarbate, sporche, disordinate. Dunque l’educazione e la
cortesia divengono una barriera tra loro e l’ Islam. Vorrei dire a chi pensa
questo che tale barriera, che voi stessi avete creato, non è altro che
un’illusione; infatti l’educazione e la cortesia hanno origine proprio dalla
nostra religione.
Persone che applicano l’Islam solo
in moschea, e che non lo mettono in pratica anche al di fuori di essa, tramite,
appunto, la gentilezza e la cortesia.
I giovani devoti, che credono che
la religione sia composta unicamente da atti di culto - preghiera, invocazioni e
preghiera notturna - e non di cortesia. Come risultato, queste persone hanno
fatto apparire la religione odiosa agli altri, inclusi i loro stessi genitori,
che dicono: “Da quando è diventato religioso, trascura se stesso e i propri
affari!” Per queste persone essere religiosi è solo adorare e soddisfare Allah
il Potente, l’Eccelso, e non riescono a capire che l’educazione è fra i valori
islamici che il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) ha stabilito.
Prego quindi loro di comprendere l’Islam integralmente.
Insomma, lo scopo del messaggio è
di radicare un concetto importantissimo: essere orgogliosi di appartenere
all’Islam. Sono sicuro che noi tutti siamo stati educati bene e abbiamo imparato
le buone maniere a casa; comunque, questo modo di agire è visto, soprattutto da
chi appartiene ad un ceto sociale elevato, come un fattore di etichetta, non
come un comportamento che fa parte dell’ insegnamento islamico. Sono invece qui
per dirvi che l’educazione e la cortesia che mettete quotidianamente in pratica
risalgono proprio all’Islam.
Dopo questa lunga introduzione,
cominciamo il discorso parlando dei vari tipi di educazione e cortesia:
v
L’educazione con
Allah.
v
L’educazione con
il Profeta di Allah (pace e benedizioni su di lui).
v
L’educazione con
la gente.
Iniziamo con l’educazione verso la
gente per concludere con la correttezza nei confronti di Allah, il Potente e
l’Eccelso. Quando incomincio ad enumerare i comportamenti di educazione e
cortesia stabiliti dall’Islam, tendo a perdermi, perché sono tantissimi:
comincerò con quelli che riguardano il comportamento in casa, in strada, con le
persone che visiti e così via.
La correttezza e la
cortesia dentro la tua casa
A questo punto, bisogna partire con
la correttezza e con l’educazione verso i genitori. Attenzione, non parlo
dell’obbedienza, che è un qualcosa di ben diverso.
Per esempio, può capitare che
qualcuno ritorni a casa con del cibo che gli piace particolarmente, che però
nasconde affinché non venga condiviso con nessuno o possa mangiarlo fuori con
gli amici. Ripeto: non voglio parlare dell’obbedienza dovuta ai genitori, ma
della correttezza del musulmano verso quest’ultimi e la stima dell’Islam nei
confronti di tale comportamento; a questo proposito, vi racconterò una storia.
Uno dei compagni del Profeta (pace
e benedizioni su di lui) stava per morire; i fratelli, giunti da lui, gli
dissero: “Pronuncia le due testimonianze”,
ma non potè farlo, perché la lingua gli si era bloccata. A questo punto, arrivò
il Profeta. L’ uomo era molto corretto, affezionato al Profeta (PBSL) ed
obbediente ad Allah, gloria a Lui l’ Altissimo. il Profeta (pace e benedizioni
su di lui) chiese: “Ha una madre?” “Sì Profeta di Allah”, gli risposero, allora
egli andò dalla madre per chiederle se il figlio le ubbidiva o meno. Ella
rispose: “Sì, mi obbedisce, però quando portava cibo e frutta, li nascondeva per
nutrire i propri figli e non me ne offriva.” Quindi, l’ uomo non poteva
pronunciare le due testimonianze perché non trattava con cortesia la madre! Il
Profeta, pace e benedizioni su di lui, quindi accese un fuoco, e poi disse alla
donna: “Esso verrà bruciato se non lo perdoni.” A questo punto la madre disse:
“L’ho perdonato, oh Profeta di Allah.”
Il cuore della donna si intenerì,
e la lingua del figlio si sciolse, riuscendo a pronunciare le due testimonianze.
Rifletti bene su tale racconto,
guarda come l’Islam apprezza la correttezza con la propria madre anche in
situazioni che appaiono di poca importanza; l’ uomo dava i frutti ai propri
figli, e non alla propria madre. Paragona questo modo di fare con il tuo
comportamento.
Un altro comportamento non
corretto: quando non rispondi a tua madre che ti chiama, perché ritieni essere
troppo occupato. L’Islam ci fornisce un esempio a tal riguardo, narrato dal
Profeta (pace e benedizioni su di lui): “Prima di voi ci fu un uomo di nome
Jouraij El-Abid che pregava molto. Una volta, mentre pregava in moschea, sua
madre andò da lui e lo chiamò; egli tra sé e sé disse: «O Allah, la mia
preghiera o mia madre?» Era confuso, ma riprese la sua preghiera e la madre se
ne andò. Il giorno dopo, sua madre lo chiamò di nuovo: «Jouraij!», ed egli si
comportò alla stessa maniera, e lo stesso fece anche per il terzo giorno. Allora
la madre, arrabbiata, invocò Allah dicendo: «Oh Allah, non lasciarlo morire
prima d’avergli fatto incontrare un’adultera.» E così accadde. Un’adultera
incinta lo accusò, dicendo che il bambino nel suo grembo era suo. Il popolo
d’Israele quindi lo insultò e lo picchiò, finché alla fine Allah decise di
salvarlo.” (Hadith autentico narrato da Muslim, Al-Masnad As-Sahih, 2550)
Questo racconto dimostra che
Jouraij, pur essendo pio e obbediente verso sua madre, venne punito perché non
le rispose per ben tre volte. Tale racconto è rivolto ai giovani che vanno a
pregare il venerdì in moschea, e ritardano per ore mentre i genitori lo
aspettano per pranzo, non ai giovani che sono lontani da casa a causa del loro
impegno verso la religione; oppure alla ragazza che si siede per ore con le
amiche e non concede alla madre neanche una mezz’oretta di tempo.
C’è una condotta da seguire anche
quando si entra nella stanza dei genitori: bisogna chiedere prima il permesso.
Nel Corano, che verrà letto da tutti nel Giorno del Giudizio, c’è un versetto
che parla proprio di questo. Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto
come: “O voi che credete, vi chiedano il permesso [di entrare] i vostri servi
e quelli che ancora sono impuberi, in tre momenti [del giorno]: prima
dell’orazione dell’alba, quando vi spogliate dei vostri abiti a mezzogiorno e
dopo l’orazione della notte. Questi sono tre momenti di riservatezza per voi. A
parte ciò, non ci sarà alcun male né per voi né per loro se andrete e verrete
gli uni presso gli altri. Così Allah vi spiega i segni, e Allah è sapiente,
saggio.” ( TSC-Sura XXIV, versetto 58).
Questo versetto stabilisce una
disciplina per i bambini non ancora maturi che dovrebbero chiedere il permesso
prima di entrare nella camera da letto dei genitori in tre momenti del giorno:
prima dell’alba, quando ci si cambiano i vestiti nel pomeriggio e dopo la
preghiera della sera. Questa è una religione che non organizza solamente la vita
nella moschea o in casa, ma organizza anche la vita nella camera da letto! In
verità non c’è altro dio all’Infuori di Allah.
Un
uomo andò dal Profeta (pace e benedizioni su di lui) e gli domandò se doveva
chiedere il permesso a sua madre prima di entrare nella sua stanza. Il Profeta
(PBSL) rispose affermativamente. L’uomo ripetè nuovamente la stessa domanda,
perciò il Profeta gli chiese: “Ti piacerebbe vederla nuda?” L’uomo rispose:
“No!” Il Profeta di Allah (pace e benedizioni su di lui) quindi disse: “Allora
chiedi il permesso!” (hadith autentico, Al-Albani, Sahih al-Adab, 809)
Così le generazioni successive
hanno imparato a chiedere il permesso ai genitori, crescendo secondo gli
insegnamenti e le regole islamiche dell’educazione e della cortesia.
L’Islam mosse l’umanità verso la
civiltà, perciò situazioni simili, erano totalmente estranee a quell’uomo.
La cortesia con la propria
moglie.
Stiamo ancora parlando della
correttezza dentro casa:
Nei film e nelle serie televisive
europee, si vedono spesso marito e moglie che mangiano in un ristorante, e si
vede spesso l’uomo che taglia un pezzo di carne per imboccare la moglie. Questo
modo di agire piace molto ai giovani e alle ragazze, che dicono: “Che scena
romantica!” Così, si cresce imitando questi atteggiamenti, cercando di essere
moderni imitando gli europei; che ne dite, invece, delle parole del Profeta
(pace e benedizioni su di lui): “La miglior elemosina è un pezzo di pane messo
dal marito nella bocca di sua moglie.”?
Capita anche spesso che molti
matrimoni falliscano, alcune coppie si separano ancor prima delle nozze a causa,
per esempio, di diverbi che riguardano l’arredamento, o perché i genitori hanno
troppe pretese, o ancora perché lo sposo rifiuta di provvedere alla sposa
adeguatamente, e non la mantiene permettendole di avere lo stesso tenore di vita
che aveva prima. Guarda l’educazione del Profeta (pace e benedizioni su di lui)
in questo frangente: egli sposò più mogli, le quali abitavano tutte vicino alla
moschea che contribuì a costruire lui stesso, situata a Medina, in una zona
desertica. Ognuna di loro era abituata a questo tipo di clima, ma quando il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) si sposò con Maria la copta, che
proveniva dall’Egitto, terra del Nilo e dalla rigogliosa vegetazione, non la
fece risiedere vicino alle altre mogli, visto la differenza di clima, ma la fece
abitare in un quartiere detto Auali, una zona ricca di verde.
Vedi la grande riverenza e
correttezza del Profeta (pace e benedizioni su di lui) verso le sue mogli?
Temo però che i genitori capiscano
il contrario di ciò che intendo dire, cioè di far abitare le figlie
necessariamente lungo il Nilo! Non voglio intendere questo, al contrario.
Infatti, un ottimo e affidabile credente, un giorno andò dal Profeta (pace e
benedizioni su di lui) per chiedere la mano di sua figlia Fatima (che Allah sia
soddisfatto di lei), però era povero. Il Profeta (PBSL) accettò comunque di
dargli in sposa sua figlia, e il corredo nuziale fu composto unicamente da uno
stuoino e da un guanciale di fibra.
Oggi le cose sono cambiate. Quel
che sto cercando di dirvi è di evitare i conflitti per cause finanziarie;
comunque, è importante prendere in considerazione il livello sociale e
finanziario della futura moglie.
Adesso parliamo di un altro
aspetto, della cortesia verso la propria sposa.
Lo stato d’animo della donna,
cambia durante il ciclo mestruale; in questo periodo, ci sono mariti che
rifiutano completamente di rapportarsi con loro. Questa è una vera scortesia.
Osserva invece come si comportava il Profeta (pace e benedizioni su di lui).
Aisha disse: “Durante il mio ciclo mestruale, stavo bevendo da un bicchiere; il
Profeta lo prese, cercò il segno che avevano lasciato le mie labbra su di esso e
poi appoggiò la bocca nello stesso punto.” Egli lo fece appositamente per
prendersi cura del suo stato d’animo, perché capì che in quel momento Aisha
aveva bisogno di un gesto simile.
Fratelli, non sto dicendo niente di
nuovo, conosciamo bene questi ahadith, ma non ci rendiamo conto che essi
costituiscono le fondamenta della cortesia e dell’educazione da mettere in
pratica nelle nostre azioni. Perciò dobbiamo avere il senso d’appartenenza
all’Islam ed esserne orgogliosi.
Tra gli aspetti della cortesia, c’è
anche quello di rispettare i momenti di debolezza e rabbia della propria moglie.
Una volta, Aisha si sedette con il
Profeta di Allah (pace e benedizioni su di lui), e si mise a parlare ad alta
voce proprio nel momento in cui suo padre stava per entrare. Il padre, Abu Bakr,
si alzò per picchiarla, perché si era permessa di alzare la voce con il Profeta
(pace e benedizioni su di lui), ma quest’ ultimo la protesse. Quando Abu Bakr se
ne andò, il Profeta (pace e benedizione su di lui) la vide triste, a causa di
ciò che era accaduto, e per consolarla le disse: “Hai visto che ti ho protetta?”
Questo fa parte della cortesia del Profeta (pace e benedizioni su di lui) verso
la moglie, e della sua presenza di spirito, che gli permise di consolarla
durante un momento di tristezza.
Tanti mariti non trattano le loro
mogli con cortesia e delicatezza, anzi, le minacciano, dicendo loro che
potrebbero prendere un’altra moglie o divorziare. Questo modo di parlare, anche
se fatto per scherzo, offende la donna.
Una volta, Aisha raccontò al
Profeta (pace e benedizioni su di lui) la storia di dieci mariti con le loro
dieci mogli. Fu un lungo racconto, che alla fine narrava la storia di un uomo
chiamato Abu Za'ra, che era molto gentile con la moglie; gli sposi erano
innamorati, e vivevano felici, ma infine, egli la divorziò. Il Profeta (pace
e benedizioni su di lui) si voltò Aisha e le disse: “Ti tratto come Abu Za'ra
trattava sua moglie, ma non divorzierò da te.” (Hadith Autentico, narrato da
Al-Albany, Ash-Shmael Al-Muhammadiah, 215). Il Profeta (pace e benedizioni su di
lui), si accorse della preoccupazione di Aisha e volle quindi tranquillizzarla,
rimuovendo in fretta e con gentilezza il dubbio dalla sua mente, che la portava
a temere che la stessa cosa accaduta alla donna del racconto potesse accadere
anche a lei.
Tra gli altri aspetti della mancata
cortesia con la moglie, c’è quello del marito, quando ritorna con il muso lungo
dal lavoro dove ha passato l’intera giornata e si siede, sfogliando il giornale
fino a che non va a dormire: ciò ferisce la moglie. È vero che sei stanco a
causa del lavoro, ma non sarai mai occupato quanto lo fu il Profeta di Allah
(pace e benedizioni su di lui). Tutte le mogli del Profeta (pace e benedizioni
su di lui) raccontarono che egli era sorridente e gioviale,, e faceva sorridere
anche la gente attorno a lui; si sedeva con loro per parlare e non chiudeva la
porta dietro di sè dicendo che era stanco o preoccupato per varie faccende; ma
quando giungeva l’ora della preghiera, era come se non le conoscesse e loro non
lo conoscessero.
Per quanto riguarda l’apparenza e
l’eleganza, il marito vuole sempre che la moglie sia truccata e bella, mentre
non dà alcuna importanza al proprio aspetto quando si trova alla di lei presenza
.
Abdullah ibn Abbas –uno fra i
compagni più sapienti– diceva: “A me piace abbellirmi per mia moglie, come mi
piace che lei si abbellisca per me.”
Sinceramente, i concetti di
cortesia nell’ Islam sono estremamente alti e sofisticati.
L’ultimo esempio da trattare
riguarda il rapporto intimo tra marito e moglie, del quale il Corano parla .
L’Islam non ha ignorato nessun dettaglio; ascolta questo versetto, dove Allah
dice quel che può essere tradotto come: “Le vostre spose per voi sono come un
campo. Venite pure al vostro campo come volete, ma predisponetevi; temete Allah
e sappiate che Lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti!” (TSC- Sura
II, versetto 223).
Dice: “predisponetevi”, cioè
corteggiare e vezzeggiare la propria sposa prima del rapporto intimo, perché
anche questo modo di fare è cortesia nell’ ambito del rapporto coniugale.
Il Corano ha espresso questo
concetto tramite una parola molto cortese, “predisponetevi”.
Cortesia e gentilezza nella
casa.
Un bell’ esempio dalla vita del
Profeta Mohammad (pace e benedizioni di Allah su di lui).
Secondo la tradizione, la Sunna,
bisogna suonare il campanello e aspettare qualche secondo prima di aprire la
porta ed entrare.
Questo per due motivi:
L’islam desidera che tu veda tua
moglie sempre nel migliore dei modi. Suonando il campanello e aspettando un po’
prima di entrare, le dai l'opportunità di sistemarsi i vestiti e pettinarsi i
capelli. Quindi, devi darle la possibilità di prepararsi affinché possa
realizzarsi l’ hadith del Profeta Mohammad (pace e benedizioni su di lui), che
disse: “Quando la guardi, ti rende felice”.
Alcuni uomini, per natura, sono
sospettosi verso le loro mogli, ma il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha
voluto togliere questo pensiero dai loro cuori e dalle loro menti, affinché non
trattino le loro mogli in malo modo. Dovresti sempre darle sicurezza e fiducia,
e bussare alla porta per avvisarla della tua presenza prima di entrare.
Che squisita forma di cortesia!
Come sono eccelse queste regole di comportamento, semplici ma efficaci, se
rispettate.
Cortesia ed educazione nella strada.
In effetti, bisogna ammettere che
la cortesia e l’ educazione non sono rispettate dagli egiziani, in generale. Le
prenderemo in considerazione e le tratteremo una alla volta.
Il modo di camminare: a casa ci
hanno insegnato a non camminare ciondolando e senza tirare calci ai sassi o
sollevando la sabbia, giusto?
Sentiamo come venne descritto il
modo di camminare del Profeta (pace e benedizioni di Allah siano su di lui): “Se
il Profeta camminava, andava veloce ma senza correre, una camminata seria ed
educata, con marcia non lenta ma nemmeno veloce”.
Anche il Sublime Corano accenna
come si dovrebbe camminare, dicendo quel che può essere tradotto come: “I
servi del Compassionevole: sono coloro che camminano sulla terra con
umiltà...”(TSC- Sura XXV , versetto 63), una camminata umile, educata e
priva di arroganza, tranquilla ed equilibrata.
Un altro comportamento trascurato
in Egitto, è l’uso improprio del clacson delle auto.
Se un giovane aspettando sotto casa
di un amico volesse chiamarlo, suonerebbe più volte il clacson in modo
ineducato, solamente perché sarebbe troppo pigro per salire le scale della sua
abitazione.
Anche su questo punto il Santo
Corano interviene, dicendo quel che può essere tradotto come: ”Quanto a
coloro che ti chiamano dall’esterno delle tue stanze intime...la maggior parte
di loro non comprendono nulla. Se avessero atteso con pazienza finché tu non
esca loro incontro, sarebbe stato meglio per loro.”( TSC- Sura XLIX,versetti 4 e
5). Anche se questo versetto riguarda il Profeta (pace e benedizioni di
Allah siano su di lui), serve come lezione per apprendere il comportamento
corretto ed educato nei confronti degli altri.
Un ulteriore atteggiamento
sbagliato: mentre guidi non tolleri che un’auto dietro di te ti possa
sorpassare, e magari ti sposti in mezzo alla strada impedendo agli altri di
superarti. Senti cosa dice il Santo Corano, tramite quel che può essere tradotto
come: “O credenti, quando vi si dice ‘Fate spazio [agli altri] nelle
assemblee, allora fatelo..” (TSC- Sura LVIII, versetto 11).
Omar Ibn Al-Khattab disse:”Tre cose rendono più amichevole il rapporto fra te e
tuo fratello”; una di queste è appunto “fare spazio agli altri nelle assemblee”.
Il “fare spazio”, in questo caso, si applica a tutte le situazioni: fare spazio
nella moschea, nella strada tra le macchine, nei funerali. Per esempio, facendo
sedere una persona che entra in una stanza, che ovviamente tutti guardano, la si
tranquillizza. Ciò è valido anche nell’ ambito dell’università, nei confronti
dei tuoi compagni. È un versetto del Corano che insegna il rispetto,
l'educazione e il fare spazio agli altri.
Altri comportamenti sbagliati:
buttare la spazzatura per strada.
Per esempio, mentre guidi la
macchina, ti guardi intorno e, se non vedi nessuno, butti per strada la
spazzatura.
Però il Profeta (pace e benedizioni
su di lui), ci insegna che “Rimuovere un ostacolo dalla strada è un elemosina”.
Quindi immagina: quanto orribile sarebbe il gettare qualcosa di dannoso per
strada? Quale sarà il peccato di colui che lo fa?
In un Hadith, il Profeta (pace e
benedizioni di Allah su di lui) dice :“La fede si divide in più di 70 rami o in
più di 60. Il ramo più alto è dichiarare che non c’è dio oltre ad Allah
l'Altissimo, e quello più basso è rimuovere un ostacolo dalla strada.”
”. Dunque, rimuovere un ostacolo dalla strada, fa parte della fede. L’
educazione fa parte della fede. Noi abbiamo bisogno di capire bene la nostra
religione! Perché la gente ha paura dell’Islam e del praticarlo mentre invece è
così educativo?
Pensaci un attimo: il Profeta (pace
e benedizioni su di lui) disse: “Rimuovere un ostacolo dalla strada è un
elemosina”, quando la penisola arabica a quei tempi era interamente deserta.
Al contrario, noi non ci sentiamo in colpa quando buttiamo la spazzatura in una
zona disabitata mentre viaggiamo.
Comunque il nostro Profeta (pace e
benedizioni su di lui) ci insegnava la civiltà già 1400 anni fa, ed è come se
quell’hadith fosse stato pronunciato oggi...
Una cosa peggiore del buttare in
giro la spazzatura: sputare in strada.
Ascolta questo hadith. Il Profeta
(pace e benedizioni su di lui) disse: “Agli
angeli fa male quello che fa male agli uomini”,
questo ti dovrebbe bastare per essere rispettoso ed educato in ogni occasione,
sapendo che ciò che fa male agli uomini fa anche male agli angeli allo stesso
modo. Questo si applica a tutto: allo sputare, al fumo, all’odore dei calzini,
ecc... Sì, tutto questo dà loro fastidio.
L’educazione e il rispetto sono le
basi della fede.
Il Profeta (pace e benedizioni di
Allah su di lui) disse: “Attenzione! Evitate di sedervi nelle strade!” La
gente rispose “ Non possiamo evitare di sederci nelle strade, visto che è il
posto dove ci riuniamo” ed egli rispose: “Se proprio volete starci, allora date
alla strada i suoi diritti”. Quindi chiesero: “Quali sono i suoi diritti, oh
apostolo di Allah?” Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) replicò:
“Abbassare lo sguardo, evitare di far danno agli altri, rispondere al saluto,
chiedere agli altri di fare del bene e vietare il male”.
In questo modo, si stavano informando sulle buone maniere da adottare anche per
strada.
L’educazione e il rispetto nelle
visite.
Ti parlerò a proposito delle
tradizioni del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui). Non so come
chiamarle: insegnamenti, educazione, tradizioni oppure preziose virtù?
Visitare una persona senza
appuntamento: il Corano dice quello che può essere tradotto come “O voi che
credete, non entrate in case che non siano le vostre senza aver chiesto il
permesso e aver salutato la gente [che le abita]; …”( TSC- Sura XXIV, versetto
27). ‘Chiedere il permesso ’, ai giorni nostri, significa fare una
telefonata alla persona che intendi visitare, che deve essere contenta di questa
visita. Questo lo si può capire dal suo tono al telefono. Notate l’educazione in
questa espressione: ‘e aver salutato la gente ’, che significa che il saluto
viene dopo avere chiesto il permesso ed essere arrivato in casa.
Se questa persona che hai
intenzione di visitare non fosse disponibile ad ospitarti, non ti devi
arrabbiare; il Corano ci insegna a non farlo, dicendo quel che può essere
tradotto come: “…e se vi si dice ‘andatevene!’, tornatevene indietro. Ciò è
più puro per voi…” (TSC- Sura XXIV, versetto 28).
Se hai un appuntamento con
qualcuno, arrivi in orario e ti trovi davanti alla sua porta, ricorda che la tua
mamma da piccolo ti ha insegnato a non bussare restando davanti ad essa, perché
non è educato. In realtà è il Profeta (pace e benedizioni su di lui) che ti fa
la stessa raccomandazione, dicendo di bussare e poi di spostarsi più ad oriente
oppure più ad occidente di essa-
cioè a sinistra oppure a destra.
Inoltre, ci è stato insegnato che
non bisogna suonare il campanello più di una volta, per non disturbare i
proprietari della casa. Anche il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ci
insegna a chiedere il permesso tre volte e a fare una pausa tra l’una e l’altra,
per lasciare il tempo necessario di rispondere a chi sta pregando o è in bagno.
Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse:
“Il permesso si chiede 3 volte, se non si ha il
permesso si torna [indietro]”;
quindi non si deve suonare o bussare alla porta insistentemente, pensando che ci
sia qualcuno in casa, come è stato già anticipato nel precedentemente citato
versetto coranico “e se vi si dice ‘andatevene!’,tornatevene indietro”.
Quando si bussa alla porta e
qualcuno da dentro chiede: “Chi è?”, non si dovrebbe rispondere: “Io”; l’Islam
ci insegna a rispondere direttamente con i nostri nomi. Jabir ibnu Abdullah
raccontò che una volta era andato a casa del Profeta (pace e benedizioni di
Allah su di lui) e ha bussato alla sua porta. Il Profeta (PBSL) gli chiese chi
fosse, ed egli rispose: “Io!” Allora sentì il Profeta dire: “Io,Io?”, come se
fosse infastidito da questa risposta. Da allora i compagni del Profeta (pace e
benedizioni su di lui) impararono che se il Profeta avesse chiesto: “Chi è?”,
loro avrebbero risposto con i loro nomi, dicendo, per esempio: “Sono Abu Zar,
Profeta di Dio”, oppure: “sono Umm Hani, oh Profeta di Dio.” I compagni
impararono questa regola ben 1400 anni fa, grazie all’Islam che entra nei minimi
dettagli.
Supponiamo che dopo aver bussato
qualcuno ti abbia aperto la porta e ti abbia invitato ad entrare; tu non devi,
dopo essere entrato, sbatterla fortemente, perché non sarebbe un comportamento
corretto. Il Profeta disse: “Quando la calma è presente nelle cose, le rende
equilibrate, mentre quando ne sono prive diventano sgradevoli.”
Un’altra cosa: supponiamo che il
tuo amico ti abbia invitato ad un banchetto, tu dovresti andare da solo e non
portare altre persone con te. Infatti, quando inviti una persona a casa tua ed
essa arriva, portando con sé altre sei persone, non è molto gradevole; in
effetti questo non è un comportamento educato.
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) andò con cinque dei suoi compagni alla casa di un ausiliario visto che
erano stati tutti invitati, però, durante il cammino, un altro compagno si unì a
loro. Quando giunsero a destinazione, il Profeta (pace e benedizioni su di lui)
disse all’ausiliario: ‘Il sesto si è unito a noi successivamente, sta a te
dargli il permesso di entrare. Se non glielo dai, ritornerà indietro.
L’ausiliario rispose che accettava anche il sesto ospite. Noi usiamo dire che
sei persone al posto di cinque non fanno una gran differenza, invece il nostro
Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “No”, e ci insegnò ben altro.
Supponiamo che tu sia entrato in
casa di qualcuno ed abbia trovato un telefono. Chiedi poi al proprietario di
fare una chiamata, chiami un numero internazionale, e stai al telefono per più
di mezz’ora. Questo comportamento non è affatto cortese, non ha niente a che
fare con l’educazione. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Quello
che si prende dagli altri senza che loro possano rifiutare perché sono timidi, è
peccato”. Cioè, se tu prendi dal tuo amico un qualcosa, e lui non riesce a
dirti che non vuole dartela a causa della sua timidezza, commetti un peccato.
Immagina la nobiltà e la grandezza
di questa religione!
Un’atra cosa che devi rispettare è
la durata della visita. Non si deve rimanere in casa degli altri per troppo
tempo. Il Corano scese per dirti quel che può essere tradotto come ”O
credenti, non entrate nelle case del Profeta, a meno che non siate invitati per
un pasto e dopo aver atteso che il pasto sia pronto. Quando poi siete invitati,
entrate; e dopo aver mangiato andatevene senza cercar di rimanere chiacchierare
familiarmente. Ciò e’ offensivo per il Profeta, ma ha vergogna di [dirlo a] voi,
mentre Allah non ha vergogna della verità. Quando chiedete ad esse un qualche
oggetto, chiedetelo da dietro una cortina: ciò è più puro per i vostri cuori e
per i loro. Non dovete mai offendere il Profeta e neppure sposare una delle sue
mogli dopo di lui: sarebbe un’ignominia nei confronti di Allah.”(TSC- Sura
XXXIII,versetto 53). Quindi, dopo aver mangiato, dovresti andartene e non
rimanere molto.
L’imam Al-Shafiyi ha una storia a
questo proposito: una volta, una persona andò a trovarlo e rimase da lui per
molto tempo. L’Imam gli portò da mangiare, la persona mangiò e poi aspettò.
Quindi gli portò nuovamente da mangiare, l’ uomo di nuovo mangiò e poi indugiò
per molto tempo. Alla fine chiese all’Imam “Non vorrei essere stato un ospite
troppo pesante per te, Imam” e l’Imam gli rispose:“ Sei stato pesante, e sei a
casa tua!” E’ da sottolineare che anche la lamentela è stata fatta con
educazione, perché la frase ha un doppio significato.
Quando decidi di andare a trovare
un tuo parente e di stare da lui per 2 giorni o due settimane, la moglie ti da
il benvenuto, perciò tu non dovresti essere disordinato al punto tale di metter
tutta la casa in disordine, non dovresti nemmeno invitare continuamente altre
persone in questa casa e stare alzato con loro fino a tardi....Il Profeta (pace
e benedizioni su di lui) quando emigrò da Mecca a Medina, fu ospitato a casa di
Abu Ayub Al-Ansari, durante il periodo di costruzione della casa e della
moschea. La casa di Abu Ayub era composta da 2 piani; egli disse educatamente al
Profeta (pace e benedizioni su di lui) di abitare al secondo piano, mentre lui e
sua moglie sarebbero stati al primo affinché il Profeta (PBSL) non fosse
disturbato dai rumori. Anche il Profeta (pace e benedizioni su di lui) era molto
educato. Infatti rifiutò, dicendo che se Abu Ayub e la moglie avessero occupato
il primo piano, sarebbero stati disturbati dalle continue visite che avrebbe
ricevuto, invece se fossero rimasti al secondo, questo non sarebbe successo.
Quando vai a visitare qualcuno, non
dovresti sederti in un qualunque posto nella casa, piuttosto dovresti sederti
nel posto dove il proprietario ti fa accomodare, affinché tu non possa causare
disturbi alla moglie, oppure per far sì che tu non veda parti della casa che non
dovresti scorgere. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “ Non vi
sedete sul letto di una persona [oppure nel posto in cui si siede abitualmente]
senza che essa vi abbia dato il permesso”; questo vuol dire di non sedersi sulle
proprietà degli altri senza che vi abbiano dato il consenso.
Immaginate una persona che si
comporta così; non sarebbe da tutti molto amata? Non sarebbe civile? La civiltà
non è la tecnologia, vestirsi con abiti costosi, avere una bella macchina; è
educazione del comportamento, che abbiamo già ricevuto a casa nostra. Però
ricordiamoci che queste regole sono state fissate ben 1400 anni fa dall’Islam,
che non trascura nemmeno i minimi dettagli.
Visitando i malati: non stare per
molto tempo presso colui che visiti, affinché non venga disturbato dalla tua
presenza, tranne nel caso che gli faccia piacere. Tuttavia la regola è di non
rimanere molto. Una volta l’Imam Abu Hanifa era malato, e quattro persone
andarono a visitarlo rimanendo per molto tempo. Allora egli disse loro:
“Andatevene, Dio mi ha fatto guarire”.
L’educazione con i vicini di
casa:
- Il Profeta (pace e benedizioni di
Allah su di lui) ci insegnò una sua tradizione: se entri in casa portando con
te un cibo prelibato oppure della buona frutta e i tuoi vicini ti hanno visto,
dovresti offrirglielo, oppure non farglielo vedere fin dall’inizio. Infatti,
mostrarglielo e poi non invitarli a cibarsene a loro volta è scorretto. Per
esempio: chi porta con sé un sacco di mele, le prende e le distribuisce ai
propri figli alla presenza vicini di casa e non ne offre loro, dimostra
maleducazione.
- Se cucini un cibo particolarmente
buono e il suo odore arriva fino alle case dei vicini, è educato ed opportuno
invitarli.
- È educato anche non costruire il
muro della propria casa più in alto rispetto a quello del vicino senza il suo
permesso, perché cosi facendo impedisci a lui di godere del sole e dell’aria
fresca.
L’educazione in moschea:
Dovete fare spazio agli altri come
è già stato rammentato.
Non bisogna sorpassare gli altri
mentre si sta passando.
Si deve spegnere il cellulare! Sì,
agli Angeli disturba e fa male ciò che fa male all’uomo.
Mentre una persona è in preghiera,
in un momento di sottomissione a Dio, il cellulare può suonare, e rovinare
questo momento importante. Di conseguenza, egli odierà chi lo ha chiamato. E
poi, anche agli angeli dà fastidio.
A volte, quando proviamo a negare
alcune usanze che ormai la gente ha acquisito ma che non fanno parte della
Tradizione, commettiamo alcuni errori. Vi racconto questa storia: c’era un
anziano che non seguiva bene la tradizione del Profeta; dopo aver finito la sua
preghiera, stese la mano per porgerla ai suoi vicini e disse
“Haraman”
– naturalmente le parole “Haraman” e
“Jaman”
non esistono nella Tradizione del Profeta (pace e benedizioni su di lui) fanno
parte di un’usanza-; il giovane che stava alla sua destra gli porse la mano e
gli rispose “jaman”, invece l’altro alla sua sinistra gli disse che
questo non fa parte della Tradizione e non tese la sua mano. Allora l’anziano
disse a questo ultimo: “E la maleducazione fa parte della Tradizione?”. In
effetti l’uomo poteva tendere la mano all’anziano e poi dopo a parte spiegargli
che questa usanza non faceva parte della Tradizione.
Quindi dobbiamo stare attenti a
questi piccoli dettagli nel comportamento!
Un’altro comportamento da evitare:
quando vuoi unirti a due persone che sono sedute vicine, evita di dividerle e di
metterti in mezzo; piuttosto chiedi il permesso di sederti tra loro, altrimenti
metterti accanto.
Divulgare l’Islam con
educazione.
Ai giovani e ai fratelli e sorelle
che amano questa religione e vogliono parlare agli altri di essa: queste regole
di comportamento sono importanti:
Se trovi qualcuno che si comporta
in modo sbagliato, non devi dire: “Stai facendo un errore, sarebbe giusto
fare...” ma bisogna far capire a questa persona che ha sbagliato in modo più
gentile. Guarda per esempio Al-Hasan e Al-Hussein, i nipoti del profeta (pace e
benedizioni su di lui) come hanno fatto: una volta, videro un uomo anziano che
faceva l’abluzione non correttamente, allora pensarono ad un piano per fargli
capire che stava errando. Uno di loro andò da questo uomo e gli disse: “Signore,
mio fratello pretende di fare l’abluzione meglio di me, ma ti giuro che io la
faccio come la fa il Profeta (pace e benedizioni su di lui), allora voglio che
lei giudichi tra noi e ci dica chi la compie meglio.” Successivamente, uno di
loro fece l’abluzione con calma ed esattamente secondo la Tradizione del Profeta
(PBSL), poi entrò l’altro, e fece come il fratello. Allora l’uomo li guardò e
disse: “Vi giuro che io non la so fare bene come l’avete fatta voi”. Loro quindi
ribadirono: “Che Allah l'Altissimo ti ricompensi.” e se ne andarono.
Vedete come si correggono gli
errori e come si invita alla Via di Dio con educazione?
Una volta il Profeta (pace e
benedizioni su di lui) era in moschea, ed un beduino entrò ed urinò! Immaginate?
Proprio dentro la moschea del Profeta (pace e benedizioni su di lui)! I compagni
si alzarono e volevano addirittura ucciderlo, ma il Profeta (PBSL) disse loro:
‘Lasciatelo finire!’ Vedete come si comportò con saggezza con lui? Anche perché
l’uomo, se avesse visto tutti dirigersi verso lui si sarebbe spaventato, e
avrebbe dovuto fuggire in quelle condizioni...
Tutti sappiamo che Gabriele (pace
su di lui) non è sceso con l’ordine del richiamo alla preghiera (Azan). Quindi i
musulmani iniziarono a pensare come fare a riunire la gente per la preghiera,
fino a quando Bilal, uno di loro, sognò le parole con cui fare il richiamo.
Anche Omar Ibn Al Khattab fece questo sogno precedentemente, allora entrambi
andarono velocemente dal Profeta (pace e benedizioni su di lui) per informarlo
dell’idea. Egli rispose che era un sogno veritiero ma non ordinò ad Omar di fare
il richiamo bensì gli disse di farlo fare a Bilal perchè aveva una voce più
bella della sua. Questo è un valore estetico nell’Islam; da 1400 anni i muezzin
sono fieri di aver una bella voce, come aveva detto il Profeta (pace e
benedizioni su di lui).
All’Imam Abu Hanifa piaceva pregare
durante la notte, ma il suo vicino di casa era un giovane che giungeva a casa
sempre ubriaco e continuava a cantare distraendo l’Imam. L’Imam pensava di
dirgli di smettere, ma comprese che in tale situazione non sarebbe servito a
niente. Il giovane era solito cantare: “Mi hanno fatto perdere, mi hanno fatto
perdere”. Una notte, l’Imam stava per pregare, ma non sentì cantare il giovane,
allora chiese: -Dove è quel giovane che cantava “Mi hanno fatto perdere”? - Gli
risposero che la polizia lo arrestò perché era ubriaco. L’Imam volle sfruttare
questa occasione: andò dalla polizia e chiese loro di rilasciare il ragazzo, per
quella volta, e loro lo fecero. L’Imam poi disse al giovane di salire sul suo
mulo. Egli lo fece, e andarono quindi insieme verso casa. Durante il tragitto,
l’ Imam stava zitto, e quando arrivarono, disse al ragazzo: “Ti abbiamo fatto
perdere,giovanotto?” ed egli rispose: “Assolutamente no! Giuro in Nome di Dio
che non berrò vino mai più”- .
Avete visto la gentilezza e
l’educazione verso gli altri a che risultati potrebbe portare?
La gentilezza nel parlare con
la gente.
Tra i più comuni comportamenti che
non fanno parte della cortesia, c’è quello di interrompere la gente quando parla
e di non dare loro la possibilità di terminare di esprimersi.
Guarda cosa successe al Profeta
(pace e benedizione su di lui): un uomo andò da lui, cominciò a fargli proposte
ridicole, che facevano trasparire la sua mancanza di rispetto verso la
religione; gli disse: “O Muhammad! Ho qualcosa da offrirti, da parte della tua
gente, ascoltami.” Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) replicò: _”Dimmi
che cosa hai in mente.” L’ uomo quindi riprese: “Se fai quello che stai facendo
per soldi, possiamo darti tutti i soldi che vuoi, e diventerai il più ricco fra
noi; se lo stai facendo per riavere il potere, possiamo farti diventare nostro
re.” Anche se erano per lui discorsi sciocchi e senza senso, il Profeta (pace e
benedizioni su di lui) lo ascoltò. Questo uomo si chiamava Otba ibn Rabia, detto
anche Abu Al-Walid .
Quando terminò di parlare, il
Profeta (pace e benedizione su di lui) gli chiese: “Abu Al-Walid! Hai finito?”
Osserva l’educazione del Profeta (pace e benedizione su di lui), e nota anche
che nel chiamarlo ha utilizzato il suo soprannome.
Abu Al-Walid rispose
affermativamente, quindi il Profeta (pace e benedizione su di lui) gli disse:
“Ascoltami adesso!” Egli cominciò a recitare la Sura “Fussilat”
fino al versetto che dice ciò che può essere tradotto come: “Se si allontanano,
dì loro: -Vi do l’avvertimento di una folgore, uguale alla folgore che colpì
gli Âd e i Thamud.-” (TSC- Sura XLI, versetto 13). L’uomo cominciò ad aver
paura, mise la sua mano su quella del Profeta (pace e benedizione su di lui) e
gli disse: “Per il legame familiare che ci unisce, ti prego di stare zitto.” Il
Profeta (pace e benedizione su di lui), allora, smise di parlare. Hai visto
l’educazione del dialogo?
Nel giorno di At-Ta’ef il Profeta
(pace e benedizioni su di lui) fu colpito con pietre, ferito, ingiuriato,
addirittura gli venne sputato addosso dalla tribù di Thaqif, e Zaid ibn Haritha,
servo del Profeta (pace e benedizioni su di lui), fu colpito alla testa. I piedi
del Profeta (pace e benedizione su di lui) si riempirono di sangue. Il Profeta
(pace e benedizioni su di lui), perciò cercò un posto per rifugiarsi e salvarsi
dalle pietre: trovò un piccolo giardino dove si nascose. I padroni del giardino
ebbero pietà di lui, dato che era tutto coperto di sangue, e gli mandarono
Addas, un ragazzo cristiano di 12 anni: gli dissero di dare a quell’uomo un
grappolo d’ uva, non riconoscendo il Profeta (pace e benedizione su di lui). Il
ragazzino gli mise il piatto davanti, e il Profeta (pace e benedizioni su di
lui) ne mangiò un chicco, poi disse a voce alta: “In nome di Allah.” Allora il
ragazzo dichiarò: “Gli abitanti di questo paese non dicono queste parole.” Il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) gli chiese come si chiamasse, e lui
rispose: “Addas.” Poi gli domandò: “Da dove vieni, Addas?” “Da Ninive - rispose
lui – e il Profeta (PBSL) continuò :”Dal paese del buon uomo, Giona, figlio di
Mattia.” Il ragazzino, sorpreso, gli chiese: “Come fai a conoscerlo?” E il
Profeta (pace e benedizioni su di lui) rispose: “Quello è mio fratello, era un
Profeta e lo sono anch’io.” Il ragazzino si inginocchiò e baciò i piedi del
Profeta (pace e benedizione su di lui).
Fino a poco tempo fa, quando
sentivo questa storia, mi sorprendevo sempre, e mi chiedevo per quale motivo il
ragazzo baciò i piedi al Profeta (pace e benedizione su di lui); sono arrivato a
questa conclusione:
Il Profeta (pace e benedizione su
di lui) cominciò il dialogo con: “In nome di Allah.” Non nascondendo mai le
parole della fede, la gente ti amerà.
Il Profeta (pace e benedizione su
di lui) gli domandò: “Come ti chiami?” Questa è una delle chiavi per rompere il
ghiaccio durante il dialogo, ossia chiedere il nome della persona con cui si
parla.
Usò direttamente il suo nome e gli
chiese: “Da dove vieni, Addas?” Quando incontri un giovane e gli chiedi come si
chiama e ti risponde: “Ahmed”, per esempio, dopo un minuto può capitare di
dirgli: “Piacere di conoscerti, Muhammad.” Questo perché non sei stato
attento al suo nome; però il Profeta (pace e benedizione su di lui) utilizzò
subito il nome del ragazzo, per non dimenticarlo e per avvicinarsi ad esso.
Dopo gli ha chiesto a proposito del
suo paese, e quando egli rispose, il Profeta (pace e benedizioni su di lui)
disse: “Dal paese del buon uomo…” Osserva l’aggettivo con cui chiamò l’uomo, e
proseguì: “Giona, figlio di Mattia”. Scelse anche di menzionare il nome del
padre, per sicurezza. Poi disse ancora: “È mio fratello, era un Profeta e
anch’io lo sono...”, come se volesse far comprendere che si sentiva vicino a
lui. Questo faceva parte della sua educazione. E così il ragazzino gli baciò i
piedi.
Fa anche parte della cortesia -come
ci è stato insegnato anche dalla nostra famiglia- di non bisbigliare e di non
chiacchierare troppo.
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) ci ha proibito di chiacchierare inutilmente e ci ha insegnato una regola
molto bella: quando ci sono tre persone insieme, è proibito che due di loro si
mettano a parlare fra loro escludendo il terzo; ciò è permesso solo se si è in
mezzo a molta gente, almeno a quattro persone: questo per rispetto verso la
terza persona. Se ci sono tre persone, e due di loro parlano una lingua che il
terzo non conosce, è educazione che parlino la lingua che tutti conoscono per
evitare che pensi che i due stiano parlando di lui.
Personalmente conosco una ragazza
in Inghilterra che si è convertita all’Islam proprio per questo tipo di
educazione. Lavorava in un posto dove c’erano anche due egiziani, che tra di
loro parlavano sempre in arabo, però, ogni volta che lei si avvicinava a loro,
essi continuavano il loro discorso in inglese. Questo accadde più di una volta,
finché la ragazza lo notò, e chiese il perché di questo loro comportamento. Gli
uomini risposero che questo atteggiamento faceva parte della tradizione del
Profeta (pace e benedizioni su di lui) e che lui l’aveva ordinato. La ragazza
disse esattamente queste parole: “Il vostro Profeta è molto civile!” Sei mesi
dopo si convertì all’Islam e disse che la prima cosa dell’Islam che entrò nel
suo cuore furono proprio queste maniere così cortesi.
O giovani, non abbiate la lingua
lunga: fa anche questo parte dell’ educazione Oggigiorno, i giovani sono
abituati a insultarsi tra di loro! Vi racconto un fatto.
Un compagno del Profeta (pace e
benedizione su di lui), un giorno aveva con sé il suo piccolo bambino; in quel
momento passò un cane davanti a loro, e il piccolo disse: “O cane figlio di
cane, vattene!” Il padre infuriato gli disse: “Non dire più così.” “Perché papà?
-chiese il piccolo- È un cane e suo padre è sempre un cane!” Allora il padre
disse: “O figlio mio, tu l’hai detto per disprezzarlo e non per affermarlo, hai
voluto denigrarlo e questo tipo di parole non devono uscire dalla tua bocca.”
Vogliamo imparare ad arrivare a
questi valori così grandi: a non ferire i sentimenti di nessuno. Il Profeta
(pace e benedizioni su di lui) diceva: “C’erano dei popoli che facevano questo e
quell’altro…” ma non diceva mai: “Hai fatto così…”.
Era così anche il Profeta Giuseppe
(pace su di lui): i suoi fratelli vollero sbarazzarsi di lui e lo gettarono nel
pozzo, si perse per venti anni e soffrì molto a causa loro. Osserva il versetto
dove si realizzò la sua visione, quando la sua famiglia si riunì di nuovo tutta
insieme: Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Fece salire
i suoi genitori sul suo trono e [tutti] caddero in prosternazione. Disse: «O
padre, ecco il significato del mio sogno di un tempo. Il mio Signore lo ha
avverato. Egli è stato buono con me quando mi ha tratto dalla prigione…” (TSC-
Sura XII, versetto 100). Non parlò apertamente della prigione e del pozzo
per non ferire i suoi fratelli in presenza di tutti; osserva la sua educazione,
nonostante fosse un beduino. “…vi ha condotti qui dal deserto dopo che Satana
si era intromesso tra me e i miei fratelli. …”(TSC- Sura XII, versetto 100)
Anche se Satana si era intromesso tra di loro (lui e i suoi fratelli), Giuseppe
non volle dire che essi erano stati ingannati da lui, cominciò addirittura a
parlare di sé stesso, per non rovinare la loro relazione… Avete visto
l’educazione e la cortesia? Vuoi ancora ferire la tua vicina con le parole? Vuoi
ferire tuo marito con i tuoi discorsi?
La cortesia con la gente di
grado superiore.
Queste persone sono il tuo
professore di università, un ministro, uno scienziato… e trattarli con rispetto
avendo riguardo delle loro posizioni -eccetto in caso di guerra- fa parte della
tradizione del Profeta (pace e benedizioni su di lui): guarda come fece quando
inviò la lettera a Cosroe, re della Persia, che adorava il fuoco: “Da Muhammad,
Profeta di Allah, a Cosroe il grande di Persia.” Fece lo stesso con il re di
Roma: “Da Muhammad, Profeta di Allah, a Eraclio il potente re di Roma.” Poteva
benissimo dire: “A Eraclio, l’incredulo” o “A Cosroe, l’incredulo” Ma lui
rispettava la loro posizione.Vedi l’educazione?
Guai a te se vai dal tuo professore
d’università e gli dai del “tu”; devi sempre usare il “lei”: ciò fa parte del
buon comportamento e della gentilezza dell’Islam.
La cortesia con coloro che ti
hanno fatto dei favori.
Uno di loro è il tuo insegnante:
guai a pensare di poter ridere di lui, perché merita il tuo rispetto: non ti ha
educato? Lo stesso vale per chi ti ha istruito sulla religione, che ti ha
guidato all’Islam e al buon comportamento e per qualsiasi persona che ti ha
fatto del bene.
Osserva la risposta di Al-Abbas,
quando un uomo gli chiese: “Sei più anziano tu o il Profeta?” Lui era nato
prima, ma rispose: “Il Profeta è più grande di me, ma io sono nato prima.”
Abu Bakr e il Profeta (pace e
benedizioni su di lui), raggiunsero Medina il durante l’Egira (emigrazione), ma
gli abitanti di Medina non sapevano ancora chi di loro due fosse il Profeta di
Allah (pace e benedizioni su di lui). Abu Bakr lo precedeva, così tutti
pensarono che fosse lui, e presero il suo cammello; egli non volle metterli in
imbarazzo, così prese il suo vestito e lo mise sul Profeta per fargli ombra; la
gente capì subito e corse verso il suo cammello.
A volte, dopo un lungo periodo di
conoscenza con il tuo professore, perdi l’educazione e la cortesia verso di
lui, come, per esempio, quando viene a darti una lezione privata a casa e tu ti
rivolgi a lui informalmente. Fai attenzione, non sminuirlo, lui merita rispetto
da parte tua, perché ti sta facendo un favore.
L’imam Al-Shafei disse: “Non riesco
a voltare le pagine in presenza del mio insegnante perché temo di disturbarlo!”
Disse anche: “Non posso bere
l’acqua davanti al mio insegnante, per il rispetto che ho verso di lui.”
L’educazione ai funerali:
Le donne di solito ai funerali,
durante la lettura del Corano, che siano madri, sorelle o mogli del defunto,
piangono, e ognuna di loro parla con la vicina; lo stesso fanno anche gli
uomini.
Il Profeta (pace e benedizioni su
di lui) disse: “Ad Allah piace il silenzio in tre momenti: durante la marcia,
durante la lettura del Corano e durante i funerali.”
La cortesia con la gente.
L’esagerazione nella cortesia è
considerata mancanza di essa, per esempio: quando visiti un ammalato, non gli
devi restare troppo accanto, anche se lui stesso insiste che tu rimanga di più.
Devi dirgli che devi andartene, questa è la cosa giusta da fare, ed è quello che
ti insegna la cortesia. L’esagerazione è mancanza di cortesia e gentilezza.
L’imam Al-Shafei disse: “I fratelli
che considero più fastidiosi sono coloro che esagerano e che mi rendono
esagerato, mentre quelli che amo di più, sono quelli che mi permettono di
comportarmi liberamente quando siamo assieme, come se stessi da solo.”
L’esagerazione della serietà non fa
parte della gentilezza. Per esempio: se non ridi mai, per mostrare di essere
serio e cortese, in verità non stai mettendo in pratica la cortesia.
L’educazione con Allah.
Preservare il tuo pensiero dall’
attribuire qualsiasi difetto ad Allah, gloria a Lui l’ Altissimo, per esempio
dicendo: “O Signore! Perché hai fatto questo ai miei figli?” Questa è mancanza
di educazione verso Allah, il Glorioso.
Preservare il tuo cuore dal voltare
verso altri al di fuori di Allah:
Non è vergognoso pensare ad altro
mentre preghi dinnanzi a Lui?
Preservare te stesso dal compiere
qualcosa che Allah detesta, come per esempio: guardare audacemente una donna,
incontrarsi con delle ragazze, abbandonare la preghiera, peccare… Tutto questo è
mancanza di rispetto e di educazione, nonché impudenza verso Allah.
Gli Ulema dicono: “Chi si adatta a
questi tre comportamenti e indirizza il suo pensiero, il suo cuore e le sue
azioni ad Allah, meriterà il Suo amore.”
Hai visto l’educazione verso Allah
(gloria a Lui) quanto ti eleva?
Alcuni esempi di cortesia verso
Allah (gloria a Lui l’ Altissimo).
Allah, nel Giorno del Giudizio dirà
a Gesù, figlio di Maria, la pace sia su di lui, quel che può essere tradotto
come: “E quando Allah dirà: «O Gesù figlio di Maria, hai forse detto alla
gente: “Prendete me e mia madre come due divinità all’infuori di Allah?”»,
risponderà: «Gloria a Te! Come potrei dire ciò di cui non ho il diritto? Se lo
avessi detto, Tu certamente lo sapresti, ché Tu conosci quello che c’è in me e
io non conosco quello che c’è in Te. …” (TSC- Sura V, versetto 116). Che
educazione!!!
Poteva benissimo dire: “Non l’ho mai detto, come
avrei potuto?” Invece ha usato educazione e cortesia con il Signore, Colui che
conosce ogni cosa. Poi continuò a dire ciò che può essere
tradotto come: “...In verità sei il Supremo conoscitore dell'inconoscibile.
Ho detto loro solo quello che Tu mi avevi ordinato di dire:
“Adorate Allah, mio Signore e vostro Signore”. Fui testimone di loro finché
rimasi presso di loro; da quando mi hai elevato [a Te], Tu sei rimasto a
sorvegliarli. Tu sei testimone di tutte le cose. Se li punisci, in verità sono
servi Tuoi; se li perdoni, in verità Tu sei l’Eccelso, il Saggio».” (TSC- Sura
V, versetti 116-118).
Che ne pensate dell’educazione?
La storia di Mosé con Al Kidr.
Al Kidr fece 3 cose:
affondò la nave;
uccise il ragazzo;
demolì il muro per i due orfani.
Le prime due azioni erano
apparentemente malvagie, e disse, come raccontato nel Corano, quello che può
essere tradotto come: “Per quel che riguarda la nave, apparteneva a povera
gente che lavorava sul mare. L'ho danneggiata perché li inseguiva un tiranno che
l'avrebbe presa con la forza. Il giovane aveva padre e madre credenti, abbiamo
voluto impedire che imponesse loro ribellione e miscredenza e abbiamo voluto che
il loro Signore desse loro in cambio [un figlio] più puro e più degno di
affetto.” (TSC- Sura XVIII, versetti 79-81)
Disse: “abbiamo temuto e voluto” e
non: “Allah ha voluto...”, per non attribuire un’azione negativa (anche se solo
apparentemente) ad Allah.
Però quando parlò del muro disse
ciò che può essere tradotto come: “Il muro apparteneva a due orfani della
città e alla sua base c'era un tesoro che apparteneva loro. Il loro padre era
uomo virtuoso e il tuo Signore volle che raggiungessero la loro età adulta e
disseppellissero il loro tesoro; ...” (TSC- Sura XVIII, versetto 82).
Qui disse “il tuo Signore volle”
perché in questo caso, l’ azione era buona, e quindi proveniva da Allah.
Per il giudizio di Allah,
gloria a Lui, la gente varia a seconda della loro educazione nei modi di porsi
verso di Lui; per questo il Signore maledì gli ebrei, a causa della mancanza di
rispetto e di educazione nei Suoi confronti. Allah l’Altissimo dice quel che può
essere tradotto come: “I giudei dicono: «La mano di
Allah si è incatenata!» Siano incatenate le mani loro e siano maledetti per quel
che hanno detto. Le Sue mani sono in vece ben aperte: Egli dà a chi
vuole. …” (TSC- Sura V, versetto 64).
E: “Allah ha certamente udito le parole di quelli che hanno detto: «Allah è
povero e noi siamo ricchi!». …” (TSC- Sura III, versetto 181).
Questi versetti ci confermano che
gli ebrei furono maledetti a causa della loro maleducazione verso Allah l’
Altissimo.
Anche il nostro stato varia a
seconda della nostra educazione nei confronti di Allah, gloria a Lui:
C’è chi si allontana dai peccati
per Allah.
C’è chi prega di notte, vestendosi
con il miglior vestito che possiede e profumandosi con il migliore dei profumi,
e dice che si abbellisce per incontrare il Signore.
C’è chi usa il siwak
prima di ogni preghiera affin |