In nome di Allah, il
Compassionevole, il Misericordioso
Lode ad Allah, Signore dei Mondi
e pace e benedizione sul Profeta.
Il
presente è un messaggio che rivolgo alla Ummah musulmana (l’insieme dei
musulmani in tutto il mondo), ai giovani musulmani, alla civiltà occidentale e
al mondo intero. È un messaggio che trasmetto tramite il sito
www.amrkhaled.net ai membri del suo forum e a “I costruttori della
vita” e li prego di comunicarlo a tutti, (Ummah musulmana, ai giovani musulmani
e arabi, alle società occidentali e, insomma, al mondo intero).
Il
mio primo messaggio è rivolto alla Ummah e ai suoi giovani:
Allah
l’Altissimo dice ciò che può essere tradotto come: “Di’: «Se i vostri padri,
i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che
vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono
più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah,
aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo
degli empi».” (IX, 24)
Se i
vostri figli, i vostri soldi, la vostra patria, le vostre mogli sono per voi più
cari del Profeta di Allah, allora aspettate l’ira di Allah. Ai giovani dico che
il rispetto per il Messaggero di Allah e l’amore per lui e per Allah sono dei
precetti della nostra religione. Guardate l’importanza che riveste l’amore per
il Profeta! Perché tutto quest’amore, quindi? Perché in un altro versetto del
Corano Allah l’Altissimo dice ciò che può essere tradotto come: “Ora vi è
giunto un Messaggero scelto tra voi; gli è gravosa la pena che soffrite, brama
il vostro bene, è dolce e misericordioso verso i credenti.” (IX, 128) È per
questo noi lo amiamo così tanto. Il nostro rapporto è come ciò che viene
descritto nel versetto che può essere tradotto come: “Muhammad è il
Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e
compassionevoli fra loro. Li vedrai inchinarsi e prosternarsi, bramando la
grazia di Allah e il Suo compiacimento.” (XLVIII,
29)
Per permettere a tale rapporto di
durare per sempre inalterato, Allah ce lo ricorda tutte le volte che sentiamo
questo versetto che può essere tradotto come: “E sappiate che il Messaggero
di Allah è tra voi” (XLIX, 7)
Questo
versetto vale per tutti i tempi e in tutti i luoghi. Sappiate, o giovani, o
madri, o signore…, che nel 2006, nel 2010, nel prossimo secolo e in quello
scorso il Messaggero di Allah è sempre tra di voi. “Tra di voi” con la sua
Shariaa (giurisprudenza islamica), con la sua Sunnah (Tradizione), con la sua
compassione, con i suoi passi, con il suo sentiero, con la luce che vi ha
lasciato. “Tra di voi” con il suo amore per voi. “Tra di voi” perché tutte le
volte che una persona lo saluta, Allah l’Altissimo gli restituisce la sua anima
per rispondere al saluto. “Tra di voi” anche quando Allah gli presenta ogni
giovedì le nostre azioni, perciò se sono buone egli ringrazia Allah per noi e se
sono cattive egli implora, per noi, il Suo perdono.
Ricapitolando, perché i quattro versetti che ho citato ci ordinano di amarlo?
Perché egli brama il nostro bene e perché egli è dolce e misericordioso verso
noi credenti, pertanto il nostro rapporto con lui è del tipo: “Muhammad
è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e
compassionevoli fra loro.” (XLVIII,
29)Allah ci ricordasempre questo rapporto tramite questo
versetto, il quale ci informa anche che il nostro Profeta è sempre tra di noi.
Pace e benedizione siano sul nostro carissimo Profeta.
Il mio
messaggio alla Ummah musulmana e ai suoi giovani è quello di amare il nostro
Profeta, di rispettarlo, di difenderlo e di seguire le sue orme: tutto ciò
costituiscono un dovere e una responsabilità per i quali verremo interrogati nel
Giorno della Resurrezione. Ai giovani, ai costruttori della vita, alle signore e
a tutti, dico che è una nostra responsabilità rispettare e riverire il Profeta e
dobbiamo rendergli conto quando lo incontriamo nel “bacino” nel Giorno della
Resurrezione. Gli diremo allora: “Noi siamo la tua Ummah e la nostra
responsabilità l’abbiamo assunta e abbiamo compiuto il nostro compito. È vero
che a volte siamo stati cattivi o a volte abbiamo commesso dei peccati o la
nostra partecipazione nella rinascita della tua Ummah è stata scarsa, però ti
abbiamo sempre portato rispetto e abbiamo sempre fatto in modo che chiunque in
questo mondo te lo portasse. Speriamo che questo nostro comportamento ci
consentirà di godere della tua intercessione e di bere dal tuo bacino e di
averti reso contento di noi, malgrado i nostri errori, ma abbiamo sempre
considerato caro il tuo rispetto.”
Alla
Ummah dico: abbiamo una responsabilità che non dobbiamo mai trascurare. È
nostro dovere rispettare il Profeta e portare gli altri a farlo, come è nostro
dovere amarlo e seguire la sua Sunnah. Non mancheremo mai a questi doveri.
Questo è il mio messaggio alla Ummah.
Il
mio messaggio all’Occidente:
Vi è
un problema culturale nel mondo occidentale. Questo problema nasce dal fatto che
ci sono due concetti differenti: il primo è un importantissimo concetto
occidentale che noi apprezziamo, valorizziamo, rispettiamo e sentiamo di averne
bisogno ed è la libertà di espressione: è un concetto civile e umano. Il secondo
è il magnifico concetto islamico di riverenza e di rispetto per il Messaggero di
Allah, pace e benedizione su di lui. Il problema nasce dal fatto che sia la
civiltà occidentale che quella musulmana non riescono capire a fondo il concetto
che l’altra tiene importantissimo. I non musulmani non riescono a realizzare il
valore che riveste il rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui). Ai
musulmani invece non è abbastanza chiaro l’idea della libertà d’espressione a
causa della scarsa applicazione di questo concetto.
Chiaro
che non rifiutiamo la libertà d’espressione, ma vorremo che essa sia giusta in
modo che eviti lo scontro con un valore così caro ai musulmani, che è il
rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui).
All’occidente dico chiaramente: “Il problema che è che non riesci a capire
l’importanza di questo valore insieme ad altre cose sacre per i musulmani. È
necessario correggere il concetto di libertà d’espressione per evitare la sua
contrapposizione a quello del rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di
lui).” Questa è la problematica culturale dell’occidente. Difatti, ripeto
all’occidente: “Se aveste realizzato quanto i musulmani amano il loro Profeta,
non avresti accettato ciò che sta accadendo adesso.” L’occidente come governo e
come cittadini non capiscono che il nostro Profeta ci è più caro dei nostri
propri figli e dei nostri genitori. Fate dei sondaggi e chiedete a qualsiasi
ragazza praticante o no cosa significa il Messaggero di Allah per lei.
Chiedetelo pure a qualsiasi ragazzo, apatico o attivo che sia, ubbidiente ad
Allah o lontano dalla sua via. Chiedetelo a qualsiasi musulmano in Bangladesh,
in Pakistan, nello Yemen, in Egitto, in qualsiasi villaggio. Chiedetelo a
qualsiasi musulmano, religioso, osservante, ubbidiente ad Allah oppure no, che
consuma droga o che compie le opere di bene. Posso affermare, senza sondaggi che
i musulmani amano il Profeta più dei loro figli e dei loro genitori.
O
Occidente il Profeta per noi è più caro dei nostri figli…
O
Occidente il profeta per noi è più caro dei nostri beni, dei nostri nipoti, più
caro di noi stessi e delle nostre patrie. Se chiedi a un egiziano: cosa scegli
l’Egitto o il Profeta? Ti risponderà: il Profeta. La stessa risposta sentirai
dal saudita, dallo yemenita, dal marocchino, dall’algerino ecc.
O
Occidente prova a capire questo concetto: il Messaggero di Allah è più caro ai
musulmani dei propri figli e di loro stessi. Non ci scorderemo mai il detto che
ho ripetuto molte volte nel programma "Sulle Orme del Profeta".
Occidente, ascolta a questo detto, perché esso rappresenta una parte della
formazione spirituale dei mussulmani: “Mentre il Profeta camminava con Omar Ibn
Al-Khattab (il futuro Califfo), che lo teneva per la mano, Omar disse: «Giuro, O
Messaggero di Allah, che tu sei più caro per me della mia famiglia, dei miei
figli, dei miei soldi e di tutta la gente». [Cosa ha spinto Omar (che Dio si
compiaccia di lui) a dire questo? È ovviamente il suo amore per il Profeta (pace
e benedizione su di lui). Il Profeta gli chiese: «O Omar, mi ami più della tua
famiglia?» Omar rispose: «Si», «più dei tuoi figli?», «Si, O profeta di Allah»,
«Più dei tuoi soldi?» «Si, O Profeta», «Più di te stesso?», «No, O profeta» A
questo punto il Profeta gli disse: «No Omar, la tua fede non può considerarsi
completa fino a quando io non divento più caro per te di te stesso, della tua
famiglia e dell’umanità intera.» Allora Omar andò via, poi ritornò dal Profeta
dicendogli: «Giuro per Allah, che adesso ti amo più di me stesso, della mia
famiglia, e dei miei figli e di tutta la gente». Allora il Profeta gli disse:
«Adesso, O Omar, si è compiuta la tua fede.»”[1]
Essere
un vero credente è condizionato di amare il Profeta Muhammad (pace e benedizioni
su di lui) più di quanto lo sia con se stesso.
Oh
Occidente, questa è la nostra nozione e questo è il nostro amore per il Profeta
Muhammad (pace e benedizioni su di lui).
Lo so
che l’occidente combatte il razzismo perché ha capito quello che significa. So
che l’occidente condanna l’antisemitismo e quanto lo combatte. Ma è vera
contraddizione nel rispettare il semitismo e restistere al razzismo da una parte
e umiliare la figura più importante per i musulmani, cioé il Profeta,
dall’altra.
Sei
mesi fa un famoso giornalista della BBC aveva attaccato gli arabi descrivendoli
come persone che non mantengono la parola data. Anche se è una figura conosciuta
per un programma giornaliero in Gran Bretagna, i suoi insulti erano stati
rigettati dalla BBC considerati razzisti ed è stato licenziato. In quel tempo
stavo preparando un programma sulla famiglia, e sapendo che lui aveva articoli e
programmi su questo argomento, volevo fare riferimento a loro. Con grande
sorpresa, nessun dei suoi lavori erano disponibili a causa dei suoi punti di
vista intolleranti contro gli arabi.
Non
c’è modo di paragonare l’offesa al Profeta (pace e benedizioni su di lui) con
l’offesa alle nazioni arabe.
Quindi
il mio messaggio ai musulmani è che non dobbiamo mai trascurare il valore della
riverenza per il Profeta. Agli Occidentali invece dico che è necessario
riformare il valore di libertà d’espressione in modo che non vada contro ciò che
è sacro per i musulmani.
Il
mio ultimo messaggio è rivolto al mondo intero:
Ad
ogni persona di questo mondo dico che l’offesa non era indirizzata solo alla
persona del Profeta (pace e benedizione su di lui), bensì a un miliardo e
duecento mila di musulmani di tutto il mondo, anzi a tutta l’umanità. Ciò è
perché a mio parere, il Profeta Muhammad è il miglior personaggio che sia mai
esistito. Il suo modello di riforma del mondo è, fin adesso, unico e chi nega
questo è semplicemente ingrato.
L’oltraggio alla sua persona è un oltraggio a tutta l’umanità.
I
grandi della storia si sono distinti in un dato campo. Ghandi, ad esempio, nella
politica, Shakespeare nella letteratura, Voltaire nella filosofia, Napoleone nel
genio della guerra, mentre il Profeta (pace e benedizione su di lui) ha eccelso
in tutti i campi.
Durante la sua vita era eccezionale nella sua morale. Non ha mai picchiato,
insultato, offeso e mai tradito nessuno. Non ha mai mentito, mai mancato a una
promessa e non si è mai vendicato di nessuno per se stesso. Prima della sua
missione era chiamato il veridico, l’onesto, e dopo si è ispirato dal Corano in
qualsiasi suo comportamento.
Era
straordinario nella sua visione politica come quando disse dopo la battaglia del
Khandaq (il Fossato): “Oggi li conquisteremo e non potranno mai più
conquistarci”.
Straordinario nella sua spiritualità quando, prosternato in preghiera, disse
umilmente: “O Allah, il mio udito, la mia vista, le mie ossa, il mio cervello si
prosternano davanti a Te.”[2]
Usava stare a lungo in preghiera fino a quando gli si gonfiavano i piedi. Quando
gli chiedevano perché lo facesse, anche se Allah gli aveva perdonato tutti i
peccati passati e futuri, egli rispondeva: “ Non dovrei essere uno schiavo
grato?”[3]
Era
straordinario nel rispetto dell’opinione altrui. Il giorno di Badr per esempio,
aveva cambiato il luogo della battaglia seguendo il consiglio di un soldato,
Salman il Persiano. Aveva accettato di scavare il fossato e di modificare la
tattica della battaglia di Uhud per rispettare il parere di alcuni dei suoi
compagni.
Era
così che il Profeta rispettava la libertà d’espressione 1400 anni fa.
Era
singolare nel perdonare i suoi nemici. Il giorno della liberazione di Mecca, i
suoi compagni dicevano: “Oggi è il giorno della grande battaglia, oggi Allah
umilierà i Quraish”. Il Profeta rispose che quel giorno sarebbe stato il giorno
della misericordia e Allah avrebbe onorato i Quraish. Quando incontrò questi
ultimi dopo la conquista, gli disse: “Andate per la vostra strada, siete
liberi”.
Era
straordinario nella sua rinuncia ai piaceri mondani, quando poteva essere il più
ricco del mondo e avere tutto ciò che desiderava.
Straordinario nel suo comportamento con i giovani. Un giorno, per stimolare un
gruppo di giovani a fare dell’esercizio fisico, egli li aveva divisi in due
gruppi e li aveva chiesto di fare una competizione di tiro con l’arco. Egli si
era messo con la squadra che doveva parare i tiri. La prima squadra si era
rifiutata di giocare dicendo: “Come possiamo colpirli, mentre sei con loro”.
Allora il Profeta disse: “Colpite pure perché sono con tutti voi” e li aveva
abbracciati tutti.
Straordinario anche dal punto di vista dei suoi nemici. Aveva vissuto con loro
per quarant’anni prima della Missione e tredici dopo, e non erano mai riusciti a
rilevare neanche un fallo nel suo comportamento, anzi avevano testimoniato che
non aveva mai detto una menzogna.
Per
tutto ciò, la mancanza di rispetto verso di lui è un’offesa all’umanità intera.
Era
straordinario nella sua misericordia. Pensate che nel giorno di Taif, all’età di
cinquant’anni, dopo che i miscredenti gli avevano lanciato dei sassi addosso
ferendogli i piedi, l’angelo delle montagne scese e gli disse di essere pronto a
schiacciarli fra due montagne se glielo ordinava. Il Profeta, tuttavia, rifiutò
dicendo: “No, perché magari da loro nasce qualcuno che Allah adora.”
Il
giorno di Uhud, dopo l’attacco dei nemici, egli era caduto in una buca. I suoi
denti si erano rotti e la sua faccia era tutta ferita. Vedendolo insanguinato, i
suoi compagni gli chiesero di maledire i nemici e di invocare l’ira di Allah su
di loro. Il Profeta tuttavia rispose: “Non sono stato mandato per maledire ma
come misericordia per tutte le creature.” Notate: per tutte le creature!
Dopo di che, alzò le sue mani in preghiera e disse: “O Allah guida la mia gente
sulla retta via, perché sono ignoranti.” Non solo li aveva perdonati, ma aveva
intercesso per loro presso Allah l’Altissimo!
Visto
che misericordia, pace e benedizione su di lui!
Era
misericordioso pure con gli animali. Egli aveva detto che un uomo si è meritato
il paradiso per aver dato da bere a un cane assetato[4]
e che una donna invece è stato condannata all’inferno a causa di aver rinchiuso
un gatto senza cibo fino alla sua morte[5].
Questo
è il nostro Profeta e quella è la sua grandezza che dura fino al giorno d’oggi,
al contrario di quella degli altri grandi della storia.
Era
convinto della convivenza e della tolleranza. Aveva dato fiducia agli ebrei, li
aveva lasciati vivere in Medina, gli aveva dato tutti i diritti di cittadinanza
garantendogli la sicurezza, la libertà di culto e il diritto di accumulare beni.
Grande
nella sua tolleranza verso gli altri quando si era rifiutato di sfruttare i
musulmani della Mecca leali a lui per creare tensione fra i miscredenti del
paese, anche se c’era una guerra in corso fra lui e loro. Egli credeva nella
convivenza pacifica fra i cittadini dello stesso paese.
Egli
aveva optato per l’accordo pacifico di Al-Hudaybiya quando era in vantaggio e
poteva distruggere i suoi nemici.
L’umanità dovrebbe essere orgogliosa dell’esistenza di una persona come
Muhammad, pace e benedizione su di lui. Qualsiasi sia la vostra religione, anche
se siete atei, anche voi dovreste essere perché prima di lui la storia era una
cosa, ma dopo di lui è diventata completamente un’altra. Questo è il profeta
Muhammad (pace e benedizione su di lui), e questo è come l’umanità è stata
umiliata con l’oltraggio che ha subito.
La
gente in tutto il mondo sta chiedendo una legge che protegge la dignità di
questo grande Profeta.
Questo
è stato il mio messaggio ai musulmani, agli occidentali e al mondo intero.
Mi
rimane da dire un’ultima parola. Basta parole. Personalmente ho tardato nel dire
il mio messaggio perché i soli discorsi non risolvono il problema. Non vogliamo
neanche ricevere scuse simboliche, vogliamo invece azioni concrete da parte
dell’occidente che dimostrano il rispetto dovuto al nostro Profeta (pace e
benedizione su di lui). Le nostre proteste andranno avanti fino a quando il
rispetto di cui è degno un grande Profeta e un impareggiabile leader non gli
sarà restituito. Ripeto, non vogliamo scuse superficiali, vogliamo azioni. Nel
frattempo, chiedo ai giovani di trasmettere questo messaggio alle loro famiglie
e amici. Vorrei che sia tradotto dal “Dar al-Tarjama” in tutte le lingue e che
sia distribuito in tutto il mondo, e domani sarà diffuso sul canale “Iqraa”.
Il
nostro compito in questi giorni è di far conoscere il Profeta (pace e
benedizione su di lui) a tutti. Potete sfruttare gli episodi di "Sulle Orme
dell’Amatissimo" che viene trasmesso ogni martedì e venerdì sul canale
“Iqraa”, sottotitolato in inglese e che è disponibile anche in nastri. Ci sono i
programmi e i lavori del prof. Tarek Suweidan, A’aid Al-Qarni, Al-Habib Ali
Al-Jifry e del prof. Al-Buti che parlano della bibliografia del Profeta (pace e
benedizione su di lui).
Datevi
da fare nell’attesa della risoluzione concreta del problema.
Quindi
il nostro compito per il momento è distribuire questo messaggio in tutto il
mondo e far conoscere la storia del nostro Profeta sia ai musulmani che ai non
musulmani.
Mi
fermo qui, ma queste non saranno le mie ultime parole, perché ci sarà altro da
dire.
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duplicato gratis per ragioni private, a condizione che l’autore sia menzionato.
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dall’amministrazione del website. Per informazioni:
dar_altarjama@amrkhaled.net
[1] Hadith autentico di Al-Bukhari, “Al-Jame’
Al-Sahih” pag./n. 1695 e narrato da Abdullah Ibn-Hesham Ibn-Zahra
Al-Korashey.